Migranti

Lista Diritti Globali

Archivio pubblico

I lavoratori di Haiti

In solidarietà con i lavoratori e i migranti di Haiti

Dichiarazione della Black Alliance for Peace
14 dicembre 2022
The Black Alliance for Peace
Tradotto da Lisa Elli per PeaceLink
Fonte: The Black Alliance for Peace - 15 marzo 2022

Lavoratori di Haiti durante una protesta

15 MARZO 2022, La Black Alliance for Peace (BAP) dichiara il suo supporto per i lavoratori tessili di Haiti e si schiera con gli haitiani che, migrando dal loro paese per ragioni economiche o politiche, hanno incontrato all’estero razzismo, ostilità e terrore. Condanniamo anche le politiche economiche neo-coloniali del governo degli Stati Uniti, le sue alleanze internazionali e le corporazioni multinazionali che hanno creato la crisi imperiale di Haiti continuando a minare la sovranità e l’indipendenza delle persone di questo paese.

All’inizio dell’anno, i lavoratori tessili hanno iniziato proteste contro il Caracol Industrial Park nella regione nord-est di Haiti. Da allora tali proteste sono arrivate fino a Port-au-Prince. I lavoratori, per lo più donne, hanno richiesto un aumento di salario e denunciato le condizioni disumane e degradanti delle fabbriche sfruttatrici in cui lavorano. Le loro richieste sono state bloccate dal governo americano e da quelle corporazioni straniere, tra cui Hanes, New Balance, Champion, Gilden Activewear, Gap e Walmart, che hanno tratto profitti per decenni dallo sfruttamento dei lavoratori di Haiti e dall’occultamento dei loro salari. Con stipendi talmente bassi da essere illegali come 5$ a giornata, i lavoratori stanno chiedendo un aumento a 15$ per giorno.

Nel frattempo, migliaia di haitiani continuano ad abbandonare le loro case e fuggire dal loro paese per ragioni economiche e politiche. Il loro viaggio all’estero è incerto e pericoloso e il loro incontro con i governi stranieri è stato punitivo e ostile. Appena la scorsa settimana, una barca che trasportava più di 300 haitiani si è rovesciata sulle coste della Florida. In Messico, gli immigrati di Haiti affrontano ogni giorno il razzismo degli agenti di immigrazione e della Guardia Nazionale e migliaia di loro sono stati incarcerati illegalmente a Tapachula, che alcuni hanno descritto come un campo di concentramento. La Repubblica Domenicana, con l’aiuto del Dipartimento della Sicurezza Nazionale americano, sta militarizzando i suoi confini con Haiti, pianificando la costruzione di un muro lungo 164 chilometri provvisto di 70 torri di guardia e 41 punti di accesso. Il Presidente domenicano Luis Abinader lo ha chiamato un “recinto intelligente”: utilizzerà radar, droni, sensori di movimento, telecamere e, ovviamente, agenti di controllo ben armati per prevenire la migrazione delle persone di Haiti.

Intanto, l’amministrazione Biden deporta haitiani in cerca di asilo a velocità record. Biden ha continuato ad usare le politica dell’era di Trump, inclusi “Rimani in Messico” e “Titolo42” per negare ai richiedenti asilo il diritto ad un processo e sicurezza dovuti. Nel primo anno di Biden in carica, più di 20.000 haitiani sono stati deportati, un numero maggiore dei record dei tre precedenti presidenti messi assieme.

Non c’è bisogno di dire che il trattamento delle persone di Haiti dimostra un contrasto crudo e razziale con i rifugiati dell’Ucraina. Mentre Biden ha detto agli haitiani: “Non venite qua”, ha accolto gli ucraini a “braccia aperte”.

Per la Black Alliance for Peace, l’imperialismo è la causa alla radice sia delle proteste dei lavoratori di Haiti, sia dell’esperienze dei migranti haitiani. Mentre le corporazioni multinazionali hanno danneggiato i lavoratori di Haiti, il governo degli Stati Uniti, insieme ad entità da esso guidate come Organization of American States (OAS) e il CORE Group, ha decapitato lo stato di Haiti. I salari sono stati repressi e la democrazia di questo paese è stata soffocata. E mentre le persone di Haiti vengono maltrattate nei paesi stranieri e da essi deportati, è stata l’intromissione di paesi stranieri a creare le condizioni che costringono gli haitiani ad emigrare.

Così, come Jemima Pierre, il Coordinatore del Comitato BAP Haiti/Americhe, ci ricorda: “Le crisi interne di Haiti sono crisi di imperialismo, generate dalle politiche degli Stati Uniti e dei suoi alleati.”

La Black Alliance for Peace riafferma la sua solidarietà verso le persone di Haiti nella loro continua lotta per la pace, indipendenza e autodeterminazione contro l’imperialismo statunitense e delle Nazioni Unite. Rendiamo onore ai nostri fratelli e sorelle che combattono per salari più alti e migliori condizioni di lavoro nel loro paese e nella loro ricerca per una vita migliore all’estero.

  • La Black Alliance for Peace (BAP) si appella a tutte le organizzazioni di lavoratori per boicottare Hanes, Levis, Fruit of the Loom e H&M per solidarietà verso i lavoratori di Haiti.
  • BAP chiede che il regime di Biden fermi la sua ipocrisia razzista e metta fine alla deportazione degli haitiani in cerca di asilo.
  • BAP chiede che i rifugiati di Haiti e chi cerca asilo negli Stati Uniti, Repubblica Domenicana, Messico e in altri luoghi siano trattati con dignità e che vengano loro accordati i diritti legali sotto la legge internazionale.
  • BAP si appella a tutte le organizzazioni nei Caraibi e in America Latina per denunciare l’OAS e gli Stati Uniti e di organizzare regolarmente proteste fuori dalle loro sedi centrali e dalle loro ambasciate.
  • BAP si appella a tutte le organizzazioni di diritti umani e ai membri dei movimenti Black liberation per organizzare campagne strategiche di solidarietà a lungo termine per supportare l’autodeterminazione delle persone di Haiti.

No Compromessi, No Ritrattazioni!

Tradotto da Lisa Elli per PeaceLink. Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
N.d.T.: Titolo originale: "Workers and Migrants: Statement of the Black Alliance for Peace Haiti/Americas Committee"

Articoli correlati

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)