La premier Giorgia Meloni indagata per il caso del libico Almasri
La notizia che vede la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano indagati per il caso Almasri, apre un capitolo inquietante per una storia ancora più inquietante. La vicenda ruota attorno al rimpatrio di Osama Njeem Almasri, comandante della prigione libica di Mittiga, accusato di crimini gravissimi come torture, stupri e omicidi di migranti.

La questione tocca profondamente sia i diritti umani sia la credibilità internazionale di uno Stato. Almasri era ricercato dalla Corte Penale Internazionale (CPI), ma invece di essere arrestato e consegnato alla giustizia internazionale, è stato espulso e rimpatriato in Libia con un volo di Stato italiano.
Il contesto: diritto internazionale e mancati obblighi
La Corte Penale Internazionale, con sede all’Aia, aveva emesso una red notice tramite Interpol, seguita da una nota ufficiale inviata all’ambasciata italiana nei Paesi Bassi. Tuttavia, una mancata risposta del Ministero della Giustizia ha fatto cadere la richiesta in un vuoto istituzionale. A questo si aggiunge la decisione di espulsione immediata da parte del Ministero dell’Interno, giustificata dalla presunta pericolosità del soggetto per la sicurezza nazionale.

L’espulsione rappresenta una grave violazione degli obblighi internazionali, sanciti anche dall’adesione dell’Italia alla CPI, che richiede la collaborazione con la giustizia internazionale per perseguire crimini contro l’umanità.
Il caso Almasri non è solo una questione giudiziaria. È un sintomo di una visione della politica estera e interna che antepone calcoli strategici alla tutela dei diritti umani. Rimpatriare un individuo accusato di crimini contro l’umanità significa legittimare implicitamente le atrocità che rappresenta e calpestare il principio di giustizia universale.
La denuncia
La premier Giorgia Meloni - riferisce l'agenzia Adnkronos - è "indagata a Roma per il caso Almasri insieme al sottosegretario Alfredo Mantovano e ai ministri Nordio e Piantedosi dopo la denuncia sulla vicenda presentata alla procura capitolina dall'avvocato Luigi Li Gotti". L'agenzia fornisce altri importanti dettagli. In particolare, Li Gotti, come si legge nell'atto, corredato anche da un resoconto giornalistico dei fatti, ha presentato denuncia per i reati di "favoreggiamento personale" e "peculato" nei confronti "della Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro della Giustizia, del Ministro dell’Interno e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega ai servizi segreti, in relazione alla liberazione di Osama Almasri, catturato su mandato della Corte Penale Internazionale, con l’accusa di tortura, assassinio, violenza sessuale, minaccia, lavori forzati, lesioni in danno di un numero imprecisato di vittime detenute in centri di detenzione libiche".
La dichiarazione della Meloni
Queste le dichiarazioni della presidente del Consiglio.
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