Caso Moro

Rassegna stampa

Caso Moro, l'accusa al consulente americano

Un'accusa che adesso pende su Steve Piecznik, ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa ed ex consulente del Governo italiano in materia di terrorismo dal 1978
Ivan Cimmarusti e Marco Ludovico, con il blog di Roberto Galullo (Sole 24 Ore)

«Concorso morale nell'omicidio» dello statista democristiano Aldo Moro. Un'accusa che adesso pende su Steve Piecznik, ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa ed ex consulente del Governo italiano in materia di terrorismo dal 1978.

Molto vicino all'allora ministro dell'Interno, Francesco Cossiga, legato a doppio filo con l'intelligence italiana ma non così ben visto in altri ambienti Dc, come quelli andreottiani, che l'avevano soprannominato «il piccolo Eisenhower», Piecznik sarebbe dunque coinvolto in prima persona nell'omicidio dello statista: ne è convinto il procuratore generale della Corte d'appello di Roma, Luigi Ciampoli.
I risultati dei suoi accertamenti, finiti in una relazione di un centinaio di pagine, sono stati illustrati ieri in una lunga audizione alla commissione parlamentare d'inchiesta. Il documento viene trasmesso all'attenzione del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, a cui il pg chiede di aprire un'inchiesta su Piecznik. Lo stesso documento è stato inviato anche all'ufficio del giudice per le indagini preliminari cui è stata proposta l'archiviazione della vicenda delle rivelazioni dell'ex ispettore di polizia, Enrico Rossi, secondo cui c'erano due agenti dei servizi segreti a bordo di una moto Honda in via Fani a Roma la mattina del sequestro.
Ma è il ruolo di Piecznik a essere al centro delle polemiche. «Abbiamo trovato del materiale interessante – ha detto Ciampoli – nell'analisi dell'intervista all'esperto americano, Piecznik, realizzata da Gianni Minoli anni fa» e trasmessa l'anno scorso da Radio24. L'obiettivo del consulente americano di Cossiga sarebbe stato quello di attuare una «manipolazione strategica al fine di stabilizzare la situazione dell'Italia». «Abbiamo registrato una autoreferenzialità quasi schizofrenica da parte di questo soggetto – ha chiarito Ciampoli – che rivendica in maniera diretta di aver determinato l'uccisione di Aldo Moro. La strategia era quella di mettere alle strette le Br che avrebbero ucciso il Presidente quando si erano ormai piegate alla esigenza di liberarlo. Un omicidio indotto». La Procura di Roma, tuttavia, ha già avuto modo di interrogare Piecznik di recente. Nell'intervista, trasmessa il 30 settembre 2013 nel corso nel programma radiofonico Mix24 su Radio24, l'ex funzionario Usa aveva sostenuto di aver collaborato con le autorità italiane durante il sequestro Moro. Dichiarazioni che, tuttavia, non ha confermato nel corso del suo interrogatorio per rogatoria internazionale al sostituto procuratore Luca Palamara e agli investigatori dei carabinieri del Ros Lazio, al comando del colonnello Stefano Russo.

C'è dunque una divaricazione obiettiva tra i risultati delle indagini della procura e le conclusioni del procuratore generale della Corte d'appello. Se, da una parte, Ciampoli parla apertamente di un coinvolgimento nell'affaire Moro anche dell'ex servizio segreto militare, il Sismi - con il colonnello Camillo Guglielmi, ormai deceduto, nel rapimento dello statista democristiano, dall'altra parte l'inchiesta penale condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo sta svelando un intricato giro di “bufale” finite anche su noti libri d'inchiesta sulla vicenda. C'è, infatti, un'ipotesi precisa di reato in questa indagine della procura capitolina: la calunnia verso esponenti dello Stato. Perché gli accertamenti del Ros avrebbero dimostrato come sul sequestro e omicidio Moro siano state diffuse informazioni fasulle per fomentare l'ipotesi del “complotto”. Uno dei soggetti coinvolti è il brigadiere in congedo della Guardia di finanza, Giovanni Ladu, autoaccusatosi di aver fatto parte dell'organizzazione para-militare Gladio. L'ipotesi dei magistrati inquirenti è che in due diverse occasioni - una delle quali sotto il falso nome di Oscar Puddu - Ladu avrebbe fornito false informazioni all'ex giudice Ferdinando Imposimato, utilizzate dall'ex magistrato per due diversi libri sul caso Moro: «Doveva morire» e il recente «I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia» che ha spinto il Parlamento a nominare la nuova commissione d'inchiesta. Resta comunque aperto un enorme interrogativo su come sono andati realmente i fatti. Come dice il Democratico Gero Grassi, uno dei deputati che ha voluto la commissione d'inchiesta, «le dichiarazioni del procuratore generale danno all'intera vicenda una patina che fino a oggi non c'era. Assumono così una rilevanza peculiare e fanno riflettere».

Note: Perché Cossiga attacca con tanta durezza Palamara? Ecco il video https://tg24.sky.it/politica/2019/05/31/video-luca-palamara-cossiga.html

Articoli correlati

  • Caso Moro
    Video

    Gli enigmi del caso Moro

    Il giornalista Andrea Purgatori ripercorre le varie domande senza una chiara risposta del rapimento del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro
    3 giugno 2020 - Redazione PeaceLink
  • Piazza della Loggia, la strage neofascista del 28 maggio 1974
    Schede
    L'attentato provocò la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102

    Piazza della Loggia, la strage neofascista del 28 maggio 1974

    Fu fatta esplodere una bomba nascosta in un cestino portarifiuti mentre era in corso una manifestazione antifascista e mentre dal palco si condannava, con parole dure, l'azione del Movimento Sociale Italiano
    28 maggio 2020 - Redazione PeaceLink
  • Perché ricordare Aldo Moro
    Caso Moro
    Il 9 maggio del 1978 fu eliminato uno statista inviso agli Stati Uniti e che aveva parlato troppo

    Perché ricordare Aldo Moro

    PeaceLink ha dedicato uno spazio ad Aldo Moro. Esplorate questo spazio di informazione e scoprirete che ciò che vi hanno detto per tanti anni non è tutta la verità e in certi casi non è la verità.
    9 maggio 2020 - Alessandro Marescotti
  • Peppino Impastato et Aldo Moro, un pas de plus
    Peacelink en français
    Ce qui a été découvert et ce qui reste à découvrir

    Peppino Impastato et Aldo Moro, un pas de plus

    Alors qu'en 1978, les Brigades rouges avaient assassiné Aldo Moro, la mafia tue Peppino Impastato. Depuis ces événements, de nombreux détails et inconfortables vérités ont émergées
    9 maggio 2020 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)