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Non è una delle tante rievocazioni, in questo 6 agosto di memoria. Ma un sunto di attività svolte per diffondere una cultura volta al disarmo, attraverso la Campagna creata nel 1982 dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki.

"Mayors for peace". Dall'olocausto di Hiroshima e Nagasaki alla campagna dei "Sindaci per la pace"

Sono già 24 anni che la Campagna "Mayors for Peace" si estende nel mondo, e con un obiettivo dichiarato: arrivare entro il 2020 a un disarmo atomico globale.
Mentre in Italia, in quest'ultimo anno...
6 agosto 2006
Fonte: appunti vari

A Hiroshima, il monumento alla memoria.

Il 6 e 9 agosto 1945 le bombe atomiche statunitensi rasero al suolo le città di Hiroshima e Nagasaki spegnendo in un solo attimo centinaia di migliaia di vite umane. Oggi a 61 anni dalla guerra, gli "Hibakusha", i sopravvissuti di quel giorno, soffrono ancora dei devastanti effetti della contaminazione radioattiva.
Per prevenire il possibile ripetersi di una simile tragedia le città di Hiroshima e Nagasaki non hanno mai cessato di dichiarare al mondo l'inumana crudeltà delle bombe atomiche e hanno sempre insistito sulla necessità di un totale disarmo nucleare.
Il 24 giugno 1982, durante la seconda Sessione Speciale sul Disarmo presso le Nazioni Unite di New York, il sindaco di Hiroshima propose un nuovo programma per promuovere una concreta collaborazione delle città per ottenere l'abolizione totale delle armi nucleari. La proposta offriva alle città di superare i confini nazionali e lavorare tutte insieme, così i sindaci di Hiroshima e Nagasaki si rivolsero ai sindaci di tutto il mondo per sostenere questo progetto.
Progetto che parte dalla riflessione del ruolo di sindaco, quale "uomo ponte" tra i poteri delle istituzioni pubbiche e i bisogni del cittadino.

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Every year on August 6, the city of Hiroshima holds a Peace Memorial Ceremony to pray for the peaceful repose of the victims, for the abolition of nuclear weapons, and for lasting world peace. During that ceremony, the mayor issues a Peace Declaration directed toward the world at large. As long as the need persists, Hiroshima's mayor will continue to issue these declarations calling for the elimination of nuclear weapons from the face of the earth. This is part of Hiroshima's effort to build a world of genuine and lasting world peace where no population will ever again experience the cruel devastation suffered by Hiroshima and Nagasaki.


Radiation, heat, blast and their synergetic effects created a hell on Earth. Sixty-one years later, the number of nations enamored of evil and enslaved by nuclear weapons is increasing. The human family stands at a crossroads. Will all nations be enslaved? Or will all nations be liberated? This choice poses another question. Is it acceptable for cities, and especially the innocent children who live in them, to be targeted by nuclear weapons?

The answer is crystal clear, and the past sixty-one years have shown us the path to liberation.

From a hell in which no one could have blamed them for choosing death, the hibakusha set forth toward life and the future. Living with injuries and illnesses eating away at body and mind, they have spoken persistently about their experiences. Refusing to bow before discrimination, slander, and scorn, they have warned continuously that "no one else should ever suffer as we did." Their voices, picked up by people of conscience the world over, are becoming a powerful mass chorus.

The keynote is, "The only role for nuclear weapons is to be abolished." And yet, the world's political leaders continue to ignore these voices. The International Court of Justice advisory opinion handed down ten years ago, born of the creative action of global civil society, should have been a highly effective tool for enlightening and guiding them toward the truth.

The Court found that "...the threat or use of nuclear weapons would generally be contrary to the rules of international law," and went on to declare, "There exists an obligation to pursue in good faith and bring to a conclusion negotiations leading to nuclear disarmament in all its aspects under strict and effective international control."

If the nuclear-weapon states had taken the lead and sought in good faith to fulfill this obligation, nuclear weapons would have been abolished already. Unfortunately, during the past ten years, most nations and most people have failed to confront this obligation head-on. Regretting that we have not done more, the City of Hiroshima, along with Mayors for Peace, whose member cities have increased to 1,403, is launching Phase II of our 2020 Vision Campaign. This phase includes the Good Faith Challenge, a campaign to promote the good-faith negotiations for nuclear disarmament called for in the ICJ advisory opinion, and a Cities Are Not Targets project demanding that nuclear-weapon states stop targeting cities for nuclear attack.

Nuclear weapons are illegal, immoral weapons designed to obliterate cities. Our goals are to reveal the delusions behind "nuclear deterrence theory" and the "nuclear umbrella," which hold cities hostage, and to protect, from a legal and moral standpoint, our citizens' right to life.

Taking the lead in this effort is the US Conference of Mayors, representing 1,139 American cities. At its national meeting this past June, the USCM adopted a resolution demanding that all nuclear-weapon states, including the United States, immediately cease all targeting of cities with nuclear weapons.

Cities and citizens of the world have a duty to release the lost sheep from the spell and liberate the world from nuclear weapons. The time has come for all of us to awaken and arise with a will that can penetrate rock and a passion that burns like fire.

I call on the Japanese government to advocate for the hibakusha and all citizens by conducting a global campaign that will forcefully insist that the nuclear-weapon states "negotiate in good faith for nuclear disarmament." To that end, I demand that the government respect the Peace Constitution of which we should be proud. I further request more generous, people-oriented assistance appropriate to the actual situations of the aging hibakusha, including those living overseas and those exposed in "black rain areas."

To console the many victims whose names remain unknown, this year for the first time we added the words, "Many Unknown" to the ledger of victims' names placed in the cenotaph. We humbly pray for the peaceful repose of the souls of all atomic bomb victims and a future of peace and harmony for the human family.

August 6, 2006

Tadatoshi Akiba
Mayor
The City of Hiroshima



http://www.city.hiroshima.jp/shimin/heiwa/declaration.html
"MfP", "Mayors for peace" risulta oggi composta di Primi Cittadini di città di tutto il mondo che hanno formalmente aderito al progetto del 1982.
"Mayors for peace" si incarica di facilitare la collaborazione e il coordinamento tra le città che sostengono il progetto di un'abolizione totale delle armi nucleari. Il suo compito principale è il lavoro, in sede internazionale, atto a costruire una precisa consapevolezza riguardo il pericolo degli armamenti nucleari in vista di un disarmo generalizzato.
"Mayors for peace" è anche formalmente impegnata nel perseguire una duratura pace mondiale con un'opera di denuncia e di intervento in caso di carestie, povertà, accoglienza di rifugiati, abusi nei diritti umani, crimini ecologici e in ogni altro caso che metta in crisi la pacifica coesistenza tra i popoli.

Il 6 luglio 2006, per le celebrazioni del 10° anniversario del parere espresso dalla Corte internazionale di Giustizia circa l'illegittimità dell'uso e della minaccia dell'uso dell'arma nucleare, il vice presidente della Campagna e sindaco di Firenze Leonardo Domenici ha fatto pervenire all'attuale presidente e sindaco di Hiroshima Akiba Tadatoshi una lettera con la quale, insieme a tutti i sindaci italiani, chiede che tutte le armi contemplate nella definizione "Armi di Distruzione di Massa" - nucleari, chimiche e batteriologiche - vengano definitivamente abolite.

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"Mayors for peace": in Italia, il bilancio di un anno
(appunti da Susanna Agostini, consigliere comunale in Firenze)


In questo primo anno di vice presidenza MfP, il Sindaco Leonardo Domenici ha dato un forte impulso alla crescita delle adesioni, anche attraverso l’impegno dell’ANCI che lui stesso presiede. Siamo arrivati, in Italia, a 234 città e 3 province che aderiscono alla MfP. Tutti gli 8100 Sindaci Italiani sono informati delle attività nazionali ed internazionali della MfP.

    Settembre 2005. A Campi Bisenzio (FI) la prima tappa della mostra fotografica itinerante "La lunga ombra del sole di Hiroshima".
  • settembre 2005 - più di 100 Sindaci hanno incontrato a Firenze il Presidente Akiba Tadatoshi. Da allora è fiorito un susseguirsi di attività nei Comuni e nelle Province aderenti.
  • iniziative concrete di educazione alla pace come la diffusione, già programmata fino al 2008, della mostra fotografica multimediale itinerante “La lunga ombra del sole di Hiroshima - Immagini per non dimenticare” (vedi foto) prodotta da IPB-Italia. Stimola un importante percorso informativo-educativo sulle armi nucleari e di nuova generazione “mini nukes”.
  • marzo 2006 - grazie all’iniziativa di IPB-Italia si è realizzata una missione di pace in Iraq. Una lettera del vice presidente Domenici è stata consegnata dal rappresentante della MfP, il Sindaco di Marzabotto Edoardo Masetti. Qui si è avviata una stretta relazione con le più alte istituzioni di quel Paese. Si sta sviluppando una rete di Sindaci Iracheni appartenenti alle tre etnie, sunnita, sciita e curda, iscritti alla MfP.
  • maggio 2006 - Rovereto - l’impegno degli Enti Locali per la Pace. Tavola rotonda fra istituzioni italiane ed europee.
  • giugno 2006 - Campi Bisenzio (FI) - giornata della Pace. Protagonisti Mfp/IPB-Italia/Fondazione Caponnetto.
  • luglio 2006 - Bruxelles - Leonardo Domenici, con una lettera a Akiba Tadatoshi, presente per MfP al 10° anniversario del parere della Corte Internazionale di Giustizia circa l’illegittimità dell’uso e della minaccia dell’arma nucleare, ribadisce il proprio impegno per l’abolizione di tutte le armi di distruzione di massa, nucleari, chimiche e batteriologice a nome dei Sindaci Italiani. Nell’occasione, Akiba Tadatoshi incontra la rappresentante di IPB-Italia, il Sindaco di Pineto Luciano Monticelli e il Governatore di Sulaimanya che presentano un progetto di ricostruzione e di pace per l'Iraq.
  • Dana Ahmad Majed Governatore di Sulaimanya (Iraq) ha scritto al Presidente della MfP che il vice presidente Italiano Leonardo Domenici resta l’interlocutore degli iscritti iracheni, grazie al suo impegno contro tutte le armi di distruzione di massa.
  • luglio-agosto 2006 - Itinera Bizantino Turcica - missione di pace a carattere sportivo. Gruppo di ciclisti amatoriali guidati da IPB-Italia. Da Istanbul attraverso Bulgaria, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Croazia, fino all’arrivo a Ravenna. In ogni città che attraversa, invita i sindaci ad aderire alla MfP e a firmare una pergamena di pace.
  • agosto 2006 "Summit di Pianosa" - incontro preparatorio delle iniziative di ottobre. Sono stati invitati referenti delle Istituzioni Irachene per concretizzare azioni di cooperazione sanitaria e non solo, in particolare nei territori del Kurdistan Iracheno
  • ottobre 2006 - appuntamento di sindaci italiani e iracheni MfP, con associazioni, istituzioni e operatori di pace, per l’approfondimento dei contenuti del progetto di ricostruzione e di pace per l’Iraq. Per l’occasione sarà presente la First Lady dell’Iraq Hero Talabani.

Note: Sito ufficiale della Campagna (in inglese e giapponese): http://www.mayorsforpeace.org
La celebrazione della "dichiarazione di pace" a Hiroshima (vedi anche riquadro): http://www.city.hiroshima.jp/shimin/heiwa/declaration.html
International Peace Bureau Italia, referente MfP per il nostro Paese: http://www.ipb-italia.org
Comunicato stampa di Susanna Agostini nel sito del Comune di Firenze (5 agosto 2006): http://www.comune.firenze.it/cgi-bin/ufstampa/uscomu.cgi?tipo=5&id=25988&test=

Vedi anche: Lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti

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