Presenti i rappresentanti di 32 paesi, non gli americani

Nagasaki, a 65 anni dalla bomba atomica, la città ricorda

Hiroshima e Nagasaki dovrebbero ricevere il premio Nobel per la pace, secondo il poeta Guy Crequie ed Ernesto Kahan, vicepresidente dell'International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW)
9 agosto 2010
AP

Bomba atomica

La città di Nagasaki ha celebrato stamane il 65esimo anniversario dell'attacco atomico americano durante la seconda guerra mondiale. Presenti alla cerimonia i rappresentanti di 32 Paesi, ma non quello statunitense, come avvenuto per Hiroshima tre giorni fa. A Nagasaki un minuto di silenzio è stato osservato alle 11.02 di questa mattina (ora locale), il momento esatto in cui gli aerei Usa sganciarono la bomba atomica sulla città, nel Giappone meridionale, il 9 agosto del 1945, tre giorni dopo Hiroshima. Le vittime di Nagasaki furono almeno 80mila, mentre 140mila persone persero la vita ad Hiroshima. Due città che sentono il dovere di testimoniare il loro dramma e che, secondo alcuni, dovrebbero ricevere il premio Nobel per la pace. Se n'è fatto promotore il poeta Guy Crequie ed Ernesto Kahan, delegato nel 1985 a ricevere il Nobel dall'International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) di cui è vicepresidente. 

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