Pace

Lista Pace

Archivio pubblico

Scuola Materna per l'Educazione dell'Infanzia (Editrice La Scuola-Brescia) per il pluralismo, le pluralità e la moltiplicazione delle alternative sociali come ricchezze che implicano nuove strategie educative.

Scuola Materna per l'Educazione dell'Infanzia, La Scuola Editrice, Brescia

L'illustre Rivista Scuola Materna per l'Educazione dell'Infanzia, realizzata da La Scuola Editrice di Brescia, propone unità didattiche multiculturali per costruire ponti di dialogo, reti di relazioni, varchi di speranza...
Laura Tussi22 maggio 2012

Scuola Materna per l'Educazione dell'Infanzia (Editrice La Scuola-Brescia) per il pluralismo, le pluralità e la moltiplicazione delle alternative sociali come ricchezze che implicano nuove strategie educative.

 L’UNITA’ MULTICULTURALE.

Per costruire ponti di dialogo, reti di relazioni, varchi di speranza…

 

 di Laura Tussi, Istituto Comprensivo Tolstoj, Desio (Monza e Brianza)

 

Pluralismo, pluralità e moltiplicazione delle alternative sociali sono ricchezze che implicano nuove strategie educative, nell'apprendimento e nell'adattamento alle situazioni, per socializzare al plurale e accettare le commistioni culturali, al fine di apprendere e comunicare, per cambiare e porre in relazione i ruoli e le rappresentazioni dell'altro, per salvaguardare una coerenza e un'identità personale oltre gli schematismi latenti, verso i mutamenti del polimorfismo sociale e culturale, evitando di rinchiudersi in una struttura identitaria fissa e monolitica.

La nuova strategia educativa transita attraverso la riconversione della persona e delle strutture sociali, perché il vero sapere è ascoltare la propria coscienza e il pensiero altrui, nel ricevere l'altro e desiderare di trovare con gli altri le soluzioni ai problemi. L'approccio interculturale richiede uno slancio di decentramento dagli schemi abituali di rappresentazione e di distacco dalla contemporaneità, che rischia di assorbire e omologare il diverso nell'uniforme.

Risulta necessario l'impegno interculturale ed intergenerazionale nella ricerca delle memorie perdute, nel confronto tra la storia dei popoli che vivono sullo stesso territorio e che fanno riferimento a fonti, risorse e memorie differenti, nel riconoscere e valorizzare la storia dell'altro, nella scoperta dell'alterità come rapporto, nella realizzazione dei diritti umani e nella lotta contro tutte le forze di discriminazione, nell'unità nazionale, europea, globale, universale.

La differenza è un diritto.

Diritto alla genialità non come esaltazione, sregolatezza e frenesia nell'autocompiacimento, ma ricchezza di capacità e competenze nella valorizzazione, nel supporto e nell'aiuto di sè e degli altri, nella diversità come appartenenza al più ampio contesto umano, nelle somiglianze, nelle affinità, nell'universalità dei valori in cui l'interculturale diviene una componente intellettuale, un principio direttivo di conoscenze e comportamento, nell'orientare i percorsi, per costruire reti di incontro e dialogo, ponti di relazioni, nell'aprire varchi di significato e speranza e assumere le asperità dei conflitti nelle loro valenze positive.

Intercultura verso traguardi di reciproca comprensione e graduale interazione dove le esigenze di autonomia, i bisogni di relazione, ma anche disfunzioni, squilibri, interferenze, contrasti, vanno vissuti in dinamiche costruttive e interattive, verso obiettivi di comprensione con cui descrivere le culture degli altri, conoscendo i particolari, approfondendo le difficoltà del conoscersi, senza soffermarsi sull'eccentrico, sulla tautologia esperienziale, ma inserendo le informazioni nell'ordine cognitivo, nell'operare processi di movimento, cambiamento, pace, finalizzati a ristabilire il rapporto, la relazione, il confronto di esperienze, la collaborazione progettuale.

Certamente non è facile accogliere il nuovo, senza perdere il proprio passato e la propria identità, senza lasciarsi assorbire da scenari sperimentati da altri, in altri contesti, in altre storie, in una ristrutturazione di significati in cui la novità non è il cambiamento dell'identità, ma è la relazione, il rapporto, l'interscambio di contenuti e opinioni, nel passaggio da un'educazione etnocentrica ad un'apertura concettuale e di pensiero allocentrica, che permetta di prendere coscienza dell'alterità, nell'unità. Transizionalità significa uscire da sé per entrare nell'altro e comprenderne i miti, le idee che lo strutturano, in forme polimorfe di plasticità della persona che pone in contatto circuiti relazionali di umanesimo spirituale, per associare, per entrare in sintonia, per rendere liberi, per redimere da schiavitù sociali più o meno latenti e implicite, dove l'insegnante si trova al centro di tutte le problematiche educative nei rapporti con le pluralità degli studenti, dei genitori, con il contesto nazionale e, al contempo, con le società degli immigrati, in polimorfismi frammisti che si articolano in insiemi, sottoinsiemi, incoerenze, variazioni, discrepanze, domande contraddittorie e risposte incerte. La comprensione della realtà pluralista, della molteplicità è compito dell'educatore che deve sapere avanzare proposte progettuali, fare uscire dai ghetti delle preclusioni intellettuali, delle giustapposizioni, dal culto ostentato, anomalo, forzato e fittizio del diverso, per gestire e apprendere le appartenenze categoriali, al fine di valorizzare colui che apporta un senso di diversità, oltre l'omologazione del sociale, nell'appiattimento concettuale ed intellettuale, per aprire al movimento, al cambiamento, alla relazione, alla pace, oltre le crisi, le discrasie, i conflitti per restare uniti nelle diversità. La progettualità, la multidimensionalità, le dinamiche evolutive trovano la sintesi fra l'unità e il cambiamento rivoluzionario, dalla totalità che ingloba alla specificità che connota, nel risultato di interazioni diverse, molteplici che avvicinano e separano, alimentano le differenze e costruiscono ponti di legami e reti di relazioni, nell'aggregazione e interazione, oltre l'assimilazione e il conseguente annientamento identitario, dove il senso e il significato dell'essere e dell'esistere sono idee e concetti strutturali che permettono di apprezzare l'altro come affine, simile, prossimo, e non straniero, che sente l'esigenza della conferma del proprio ruolo da parte degli altri, aprendosi ai processi di interazione e rinnovamento. Nel discorso interculturale occorre evitare la celebrazione dell'identità, nella sua istituzionalizzazione fino a forme di feticismo che bloccano i potenziali attori di cambiamento, nel gioco perverso di una certa politica che riduce l'alterità a merce, a oggetto di piacere e di consumo e pone in rilievo l'altro esclusivamente per subdole esigenze economiche e manovre consumistiche, negando la dignità di colui che è portatore di diversità di opinione, sesso, razza, condizione sociale ed economica, appartenenza politica, etnica e religiosa.

http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/scuola/notizie_1337783874.htm

 

Note: http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/scuola/notizie_1337783874.htm

Allegati

Articoli correlati

  • Cittadinanza globale a partire da Taranto
    Cittadinanza
    Taranto un esempio educativo virtuoso e virtuale

    Cittadinanza globale a partire da Taranto

    A Cortona nel 2008 l’esperienza fondante di un summit sulla cittadinanza attiva e globale
    22 ottobre 2020 - Laura Tussi
  • Il mondo del Terzo Millennio
    Pace
    Un’altra educazione per un altro modello di sviluppo

    Il mondo del Terzo Millennio

    Un nuovo modello di sviluppo che a partire dall'educazione alla pace, da fattori locali, nazionali, internazionali, planetari, abbia come punto di riferimento le persone, gli ideali, i bisogni, i loro sogni, le speranze, i loro diritti
    19 ottobre 2020 - Laura Tussi
  • Nonviolenza: la forza della verità
    Pace
    I capisaldi della nonviolenza: un ricordo per Nanni Salio 

    Nonviolenza: la forza della verità

    Dal principio del dire la verità ai potenti alla legge dell’amore 
    16 ottobre 2020 - Laura Tussi
  • Egidia Beretta Arrigoni: in Viaggio con Vittorio
    Palestina
    Intervista a Egidia Beretta madre di Vittorio Arrigoni - Vik Utopia

    Egidia Beretta Arrigoni: in Viaggio con Vittorio

    “Questo figlio perduto, ma vivo come forse non lo è stato mai, che, come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi"
    10 ottobre 2020 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)