Pace

Lista Pace

Archivio pubblico

La Rivista “Scuola e Didattica”, Editrice “La Scuola” di Brescia, propone studi che spaziano nelle varie tematiche didattiche della pedagogia e delle scienze della formazione e dell'educazione.

“Scuola e Didattica” Editrice “La Scuola”- Incontri di culture

“Scuola e Didattica”, Editrice “La Scuola” di Brescia, propone studi inerenti l'accoglienza tra le diversità nel contesto culturale, sociale, nell'ambito formativo ed educativo, perché la scuola è il crogiolo, il luogo focale, il “genius loci” dove le culture si incontrano e si scontrano nel dialogo della mondialità, per affrontare insieme i temi della gestione dei conflitti, della Riconciliazione dal basso, della giustizia sociale, dell'educazione alla pace, a livello non solo microsociale ma anche universale, perché il dialogo tra le diversità è la base della democrazia ed è il fondamento di ogni Stato laico, in base alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.
Laura Tussi15 febbraio 2013

“Scuola e Didattica” editrice “La Scuola”- Incontri di culture

“Scuola e Didattica” Editrice “La Scuola”- Incontri di culture

 

SCUOLA E DIVERSITA’


La scuola, gli insegnanti, i genitori, devono porsi all'ascolto, all'accoglienza, con la responsabilità molto importante di incentivare alla convivenza pacifica e al dialogo interculturale, ponendosi in atteggiamenti di ascolto delle storie di vita intrise di traumi, frustrazioni, insuccessi che il viaggio di migrazione comporta con lo sradicamento da un altrove remoto di tradizioni, lingue e costumi differenti. Occorre estirpare il pregiudizio, sradicare lo stereotipo per prevenire la ghettizzazione, la discriminazione degli immigrati che tendono a isolarsi dal contesto educativo dei paesi d'accoglienza, cercando invece ambiti di interazione tra simili e affini, evitando il confronto e il dialogo con l'altro. Una scuola orientata ad un futuro di pace deve aprirsi al rispetto, all'interazione, all'inserimento, incentivando il racconto e la narrazione reciproca delle storie di vita, raccogliendo e annotando esperienze esistenziali, facendo riemergere difficoltà e frustrazioni, analizzando situazioni e circostanze. L’insegnante è chiamato a trasformare gli atteggiamenti aggressivi e violenti in stimoli relazionali positivi, per far comprendere l'importanza di situazioni di confronto e interazione, in prospettive di dialogo pacifico e rispettoso dell'altro. L'inserimento dell'allievo migrante nella classe deve avvenire gradatamente, tramite un'interrelazione reciproca orientata a situazioni non violente e di accoglienza, in ambiti di discussione e dialogo, dove il conflitto non venga assolutamente concepito come negativo, ma si cominci proprio da esso per approdare a situazioni di interrelazione ed interscambio, perché i comportamenti microsociali riflettono sempre prospettive macrosociali. Dunque, una società votata al razzismo e alla discriminazione produce sempre elementi di discontinuità, di intolleranza nell'ambito sociale più circoscritto, come può essere la scuola, la comunità, la famiglia. Dalla scuola deve propagarsi il monito universale della pace e dell'antirazzismo, contro ogni intolleranza, ogni omofobia e discriminazione, nell'accoglienza reciproca di tutti e di ciascuno, nel rispetto dei problemi psicologici e comportamentali, nella valorizzazione delle diversità, dall'omosessualità alle differenze di genere e a tutte le prerogative interreligiose e le caratteristiche culturali, dove è necessario recuperare riconoscere una personale identità, per poi riparteciparla con la personalità altrui, per incontri vicendevoli che conducano alla comprensione, in un mondo che necessita di pace a livello sociale ed istituzionale, locale e globale.

Un'adeguata politica interculturale deve porsi l'obiettivo di aprire la scuola ai migranti, tramite percorsi di accoglienza, perché l'istituzione formativa è intesa come luogo educativo di accettazione, interazione e dialogo interculturale.

La scuola che apre ai migranti consegna valori di arricchimento tra culture a tutte le generazioni presenti e operative nel contesto formativo. L'umanità nelle diverse latitudini e longitudini spaziali e temporali è sempre stata nomade e itinerante.

In questa prospettiva l'istituzione scolastica è chiamata ad aprirsi allo straniero, al Rom, al nomade, per concepire il concetto dell'erranza come avventura esistenziale di valorizzazione reciproca, di ampliamento delle prospettive culturali ed interculturali, nei vari contesti formativi ed educativi, dove la differenza è sempre apportatrice di novità, di cambiamento, in una prospettiva positivamente rivoluzionaria, nell'ambito del contesto quotidiano dell'educazione. Il migrante apporta sempre un bagaglio di nozioni, lingue e di esperienze molto ricco e variegato, e nell'incontro con la comunità e la scuola di accoglienza, bambini e genitori di tutte le nazionalità si devono sentire reciprocamente coinvolti in processi di cambiamento, in percorsi dialogici caratterizzati da un'osmosi educativa tra diversi, dove l'altro, il più umile, il differente è sempre apportatore di arricchimento valoriale, in esperienze esistenziali remote e recenti, di traumi, sofferenze, cesure e discontinuità della propria storia di vita. Nel viaggio di migrazione, lo straniero ha conosciuto il disagio, la povertà di paesi lontani, di costumi, lingue e tradizioni originarie, che nel luogo di accoglienza, come la scuola possono costituire fattori di interesse reciproco tra allievi.

Purtroppo si assiste spesso ad episodi di intolleranza all'interno delle comunità, a tensioni, liti, conflitti, dove l'altro viene messo da parte, escluso, non accettato, perché anche la società stessa discrimina le differenze sotto varie forme ed aspetti, a livello macrosociale. Risulta difficile riflettere se stessi nell'altro, attivando meccanismi comportamentali pacifici e non violenti di comprensione ed empatia, dove prevale invece l'aggressività e la presunzione di appartenere al gruppo dominante e ritenuto migliore.

 

Contributo pubblicato sul n. 6 Febbraio 2013- AnnoLVIII- di SCUOLA e DIDATTICA, Editrice "La Scuola" di Brescia. 

Direttore: Pierpaolo Triani

Note: http://scuolaedidattica.lascuolaconvoi.it/index.php?i_tree_id=57325&plugin=news&i_category_id=273&i_news_id=2029

Allegati

Articoli correlati

  • La violenza non è il mio destino
    Cultura
    La prima legge innovativa sulla violenza sessuale è la numero 66 del febbraio 1996

    La violenza non è il mio destino

    La storia di vita di Tiziana Di Ruscio, vittima di violenza, sopravvissuta al femminicidio, narrata in questo libro di drammatica verità, rasenta però l’incredibile e l'indicibile.
    Libro in tutte le librerie dal 4 Marzo 2021
    20 febbraio 2021 - Laura Tussi
  • Il Giorno della Memoria della Shoah nel Comune di Alife
    Pace
    Presso l'Albero della Pace di Alife - Caserta

    Il Giorno della Memoria della Shoah nel Comune di Alife

    Comune di Alife situato nel Parco regionale del Matese. Presso l'Albero della Pace dedicato ai percorsi della grande guerra, si sono svolte la cerimonie di nomina delle "Guide Escursionisti per la Pace" e di intitolazione della scultura "Guardiano della Pace"
    9 febbraio 2021 - Laura Tussi
  • Scuola. Le classi di accoglienza
    Sociale
    La scuola e la popolazione multiculturale

    Scuola. Le classi di accoglienza

    L’Educazione per una Cittadinanza Globale a partire dalle Classi di accoglienza
    6 febbraio 2021 - Laura Tussi
  • Odio gli indifferenti
    Editoriale
    La Città Futura (1917)

    Odio gli indifferenti

    Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia.
    30 gennaio 2021 - Antonio Gramsci
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)