Il testo diffuso dai colleghi del giornalista italiano Andrea Rocchelli
Il gruppo Cesuralab, un collettivo di fotografi co-fondato nel 2008 dal giornalista ucciso sabato scorso in Ucraina, racconta in questo testo chi era Andrea
27 maggio 2014
Fonte: Il Post - 26 maggio 2014
Il gruppo Cesura – un collettivo di fotografi co-fondato nel 2008 dal giornalista Andrea Rocchelli, ucciso sabato scorso a Sloviansk, in Ucraina – ha diffuso un testo in cui racconta chi era Rocchelli. La sua morte, avvenuta nella regione di Donetsk, una delle più filo-russe di tutto il paese, era stata riportata sabato da alcuni media russi e poi confermata domenica mattina dal ministero degli Esteri italiano, che non ha fornito ulteriori dettagli. Rocchelli lavorava da tempo in Ucraina e stava producendo storie per Cesura. Lo scorso marzo pubblicò sul Post alcune fotografie scattate a Kiev durante gli scontri di febbraio.
Andy Rocchelli è stato un fotografo italiano e fondatore di Cesura, gruppo di fotografi nato nel 2008.
Si è occupato di fotogiornalismo per otto anni sempre animato da grande passione e determinazione nello svolgere il suo mestiere, dimostrando grande tatto e intuito giornalistico.
In Ucraina aveva seguito gli scontri di piazza a Kiev ed era ritornato da dieci giorni sul territorio per seguire le vicende del Paese.
Era accompagnato dal grande amico Andrey Mironov, uno dei migliori giornalisti e attivisti russi, esperto del territorio e dell’est Europa, ed era lui stesso un veterano delle aree di conflitto.
Non ha mai peccato di imprudenza e siamo certi che non l’abbia fatto neanche questa volta.
A portarcelo via è stata la guerra che, a dispetto di un altalenante interesse mediatico, aveva deciso di seguire con coraggio e spirito di sacrificio.
Andy era la colonna portante del nostro gruppo. Quando si è freelance, con una vita che si arricchisce di responsabilità, e di fronte alle difficoltà sempre crescenti nel fare fotografia a un certo livello, scoraggiarsi è sempre un’opzione a portata di mano.
Andy ne era immune. Il nostro è sempre di più un lavoro proibito e proibitivo, soprattutto nell’epoca del “siamo tutti fotografi”.
In questo mare di rumore e di scorie Andy era una goccia di purezza.
Lavorava praticamente sempre, sempre con la testa li alle storie, alle foto, ai suoi viaggi, i suoi libri, i suoi progetti.
Era un esempio di integrità, correttezza e dedizione costante per noi, che lo amavamo e lo amiamo come un fratello: il fratello minore che dimostra più grinta di te, e ti costringe a fare lo sbruffone per stare al passo.
Lui però sbruffone non lo era, era un giornalista onesto.
Viveva il suo lavoro fisicamente, ne penetrava il senso subito e se lo portava a casa.
Poi chiusa quella storia li, era subito un’altra.
Andy era testardo, Andy è un testardo, e lo sarà sempre.
Ci sbatteva sempre la testa, su tutto, con tutti.
Ogni cosa che faceva, ogni cosa che noi facevamo con lui era un’iniezione di grinta.
Quando ti faceva incazzare, quando ti sorrideva, quando lavoravi con lui, ogni volta era un batticuore. Ogni volta venivi spronato ad andare oltre, a correre più veloce di lui. Raramente lo superavi.
Ora lui ci ha superati tutti quanti, per sempre.
Andy era il più bravo e il più coraggioso di noi e adesso non c’è più.
Andy lascia la sua compagna e suo figlio.
Siamo inconsolabili nel piangere una perdita incolmabile per noi di Cesura e per il panorama giornalistico.
Insostituibile pietra accendi fuoco.
Una grande virtù: crear di molto da quel poco.
Ciao Andy
Cesura
Note: Il testo su "il POST" http://www.ilpost.it/2014/05/26/cesura-andrea-rocchelli/ Il fotografo francese William Roguelon, che era con Andrea Rocchelli e il suo amico e interprete russo Andrey Mironov, anch'egli ucciso, ha affermato di aver visto esplodere fra i 40 e i 60 colpi di mortaio «http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2014/05/25/ARNuxwP-rocchelli_italiano_reporter.shtml
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