Antonia moglie del maggior documentarista e regista RAI sulla storia dell’antifascismo: Massimo Sani

Antonia Sani: riflessioni sul pacifismo

La cara amica Antonia Baraldi Sani, già presidente di Wilpf - Women’s International League For Peace and Freedom Italia, in una nostra conversazione telefonica, riflette sul concetto di pace e di pacifismo.
Laura Tussi30 maggio 2021

Antonia Baraldi Sani, moglie del massimo documentarista e regista RAI sulla storia dell'Antifascismo: Massimo Sani

Antonia Baraldi moglie del maggior documentarista e regista RAI sulla storia dell’antifascismo: Massimo Sani

La cara amica Antonia Baraldi Sani, già presidente di Wilpf - Women’s International League For Peace and Freedom Italia, in una nostra conversazione telefonica, riflette sul concetto di pace e di pacifismo.

Lei che è stata moglie del celebre regista Rai Massimo Sani, il maggior documentarista sulla storia dell’Antifascismo e sugli eventi della seconda guerra mondiale e in generale e in particolare modo della storiografia contemporanea, racconta la sua militanza nei partiti di estrema sinistra, sempre schierata per l’antifascismo.

Antonia ha attraversato il dramma della guerra ed era profuga da un luogo all’altro dell’Italia.

Da questa esperienza con la guerra si è sempre posta delle domande fortemente esistenziali: cos’è la pace? è semplicemente assenza di conflitti?

La solidarietà è l’anticamera della pace, lei afferma convintamente, ma non deve essere solo assistenzialismo nei confronti dei più poveri, delle frange più fragili della società, ma significa dare e creare opportunità lavorative per tutti.

Lei che nell’infanzia è cresciuta in ambienti cattolici, ha incontrato preti operai e si è resa conto della loro estrema diversità rispetto ai vari sacerdoti parrocchiani più comuni.

I preti operai sviluppano forme di solidarietà legate al concetto di terrestrità, all’attualità del presente a sostegno dei figli di una grande madre che non è sorella, ma è la madre di tutti: la madre terra.

Lei è madre, il che vuol dire che non siamo figli di un Dio maschio e onnipotente, ma di una maternità che prende le sembianze dalle mitologie dei popoli ancestrali. E dalle antiche etnie autoctone del Sudamerica.

Ma con Antonia, andiamo oltre le mitologie, e ci rifacciamo e ricolleghiamo ai presupposti scientifici collegati all’evoluzionismo della specie umana, animale, vivente e terrestre per cui siamo figli di una terra e di un cosmo.

La pace è soprattutto per Antonia una costruzione terrena per il superamento delle disuguaglianze.

Il nostro è un pensiero e una concezione della vita e dell’esistente profondamente laico, nonviolento e femminista.

Perché non prevede una paternità divina e religiosa e mitologica continuamente e cristianamente parlando.

Al contrario contempla, con uno spirito basato sull’evoluzionismo scientifico della specie, un’appartenenza e una genesi da un corpo femminile, da una cosmicità e terrestrità che attraversano il tempo e lo spazio dall’origine della specie umana, animale e vivente, su presupposti scientifici basati sull'evoluzionismo delle varie specie terrestri e sulla preesistente cosmicità e vita cosmica.

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