La petizione è stata redatta ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione

Stop invio nuove armi italiane in Ucraina

Oggi 34 esponenti della cultura, della società civile e del movimento pacifista presentano una petizione al Parlamento contro il nuovo decreto per invio di armi italiane in Ucraina. Primi firmatari monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e Alex Zanotelli, missionario comboniano
8 gennaio 2025
Redazione PeaceLink

No armi italiane all'Ucraina


Oggi 34 esponenti della cultura, società civile e movimento pacifista presentano una petizione al Parlamento contro conversione nuovo decreto per invio di armi italiane in Ucraina

Oggi, 34 esponenti di rilievo del mondo della cultura, della società civile, dell’attivismo sociale e del movimento per la pace hanno esercitato il diritto costituzionale di presentare una petizione al Parlamento italiano. La petizione, redatta ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, chiede ai rappresentanti delle Camere di non convertire in legge il decreto governativo che autorizza l’invio di armi italiane all’Ucraina fino al 31 dicembre 2025.

La Costituzione italiana sancisce chiaramente che:
"Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità" (Art. 50).
Questa iniziativa si colloca quindi pienamente nei diritti democratici dei cittadini, evidenziando un’urgente necessità di riflessione sulle scelte di politica estera e militare del nostro Paese.

Questa iniziativa ha come primi firmatari l'arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e Alex Zanotelli, missionario comboniano e direttore della rivista Mosaico di Pace, di Pax Christi.

La petizione sottolinea come un ulteriore invio di armi contribuirebbe all’escalation bellica in Ucraina, alimentando un conflitto senza prospettive di soluzione negoziale e avvicinando l’Italia a un coinvolgimento diretto nel conflitto. Inoltre, il documento denuncia le gravi conseguenze economiche e sociali di una crescente militarizzazione delle economie europee, con drastici tagli al welfare per finanziare spese di guerra.

I firmatari invocano il pieno rispetto della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

La petizione andrà ora al vaglio del Parlamento, che sarà chiamato a decidere se convertire in legge il decreto.

I cittadini che vorranno sostenere la petizione potranno farlo anche online cliccando su 

www.peacelink.it/noarmiucraina 

A questo indirizzo si può leggere l'intero testo della petizione. In allegato la parte finale della petizione.

Invitiamo tutti a firmare la petizione e a diffonderla.

I promotori della petizione al Parlamento Italiano sono

  1. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo e presidente Pax Christi (primo firmatario della petizione insieme ad Alex Zanotelli)
  2. Alex Zanotelli, missionario comboniano e direttore del mensile di Pax Christi Mosaico di Pace
  3. Elena Basile, già Ambasciatrice in Svezia e Belgio, attualmente a riposo
  4. Piero Bevilacqua, già ordinario storia contemporanea Università di Roma La Sapienza
  5. Ginevra Bompiani, scrittrice
  6. Marina Boscaino, portavoce comitati contro ogni autonomia differenziata
  7. Maurizio Brotini, sindacalista Cgil
  8. Luciano Canfora, professore emerito dell’Università di Bari, filologo classico, storico e saggista
  9. Don Angelo Cassano, presidente di Libera (Puglia), sacerdote
  10. Andrea Catone, storico e saggista, direttore della rivista “MarxVentuno”
  11. Angelo D’Orsi, già professore di storia delle dottrine politiche dell'Università di Torino
  12. Roberta De Monticelli già Professore Ordinario di Filosofia moderna e contemporanea all’Università di Ginevra già Professore Ordinario di Filosofia della persona all’Università San Raffaele di Milano. Attualmente Senior Collaborator dell’Università San Raffaele, in quanto Direttrice del Centro di Ricerca PERSONA e della rivista ”Phenomenology and Mind”
  13. Alessandro Di Battista, giornalista, scrittore, già parlamentare
  14. Monica Di Sisto, giornalista di Askanews, esperta in commercio internazionale e economia solidale 
  15. Andrea Fumagalli, docente di Economia Politica all'università di Pavia, membro del blog Effimera.org e del Bin-Italia (Basic income network).
  16. Domenico Gallo, Presidente di Sezione onorario Corte di Cassazione
  17. Alfonso Gianni già parlamentare e membro del governo Prodi secondo, attualmente direttore della rivista trimestrale Alternative per il Socialismo
  18. Claudio Grassi, già senatore della Repubblica, portavoce di "Il coraggio della pace: disarma"
  19. Raniero La Valle, giornalista e saggista, già direttore del quotidiano cattolico l’Avvenire d’Italia, già parlamentare
  20. Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’Università, docente di Storia e Filosofia
  21. Fabio Marcelli, copresidente del CRED (Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia)
  22. Laura Marchetti, docente di Antropologia e Pedagogia Interculturale all'Università di Reggio Calabria, già Sottosegretario di Stato 
  23. Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink, mediattivista, già docente di Lettere
  24. Lea Melandri, scrittrice, saggista, giornalista, Presidente della Libera Università delle Donne di Milano.
  25. Vito Micunco, referente Comitato per la pace Bari
  26. Luisa Morgantini, sindacalista e attivista per la pace, già vice Presidente Parlamento Europeo, presidente AssoPacepalestina
  27. Moni Ovadia, uomo di teatro
  28. Sabrina Pignedoli, giornalista, saggista, ex europarlamentare
  29. Carlo Rovelli, scienziato, fisico, saggista e divulgatore scientifico italiano, specializzato in fisica teorica, attualmente docente in Francia all'Università di Aix-Marseille
  30. Linda Santilli, attivista politica femminista, insegnante
  31. Enzo Scandurra, già ordinario di Urbanistica nell'università Sapienza di Roma
  32. Vauro Senesi detto Vauro, disegnatore
  33. Francesco Sylos Labini, saggista, dirigente di ricerca del Centro Ricerche Enrico Fermi
  34. Massimo Wertmuller, attore

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