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La guerra è sempre un’avventura senza ritorno

Il Papa: "Digiuno e preghiera, questo è il momento di farlo"

Nella seconda parte dell'Angelus del 15 agosto ha menzionato l'Afghanistan: "Cessi il frastuono delle armi e le soluzioni possano essere trovate al tavolo del dialogo"
16 agosto 2021

Il Papa prega per l'Afghanistan e invoca che cessi il frastuono delle armi

Guardando al dramma dell’Afghanistan, ferito dai recenti attentati e dalla fuga disperata di centinaia di persone, Papa Francesco, dal Palazzo Apostolico per l’Angelus e dalla finestra virtuale del suo account Twitter @Pontifex, ha chiesto ai fedeli del mondo di raccogliersi in preghiera e di astenersi dai pasti. 
“In momenti storici come questo non possiamo rimanere indifferenti, la storia della Chiesa ce lo insegna. Come cristiani questa situazione ci impegna, per questo rivolgo un appello a tutti, a intensificare la preghiera e a praticare il digiuno. Preghiera e digiuno, preghiera e penitenza, questo è il momento di farlo. Sto parlando sul serio, intensificare la preghiera e praticare il digiuno, chiedendo al Signore misericordia e perdono” .

Un appello che torna forte.
Già il 7 settembre 2013 in piazza San Pietro migliaia di persone, non solo cattoliche, si erano raccolte per pregare per la Siria martoriata dopo l'attacco ai civili col gas nervino e sull’orlo di una possibile feroce guerra.
Una grande veglia si era svolta nella Basilica Vaticana quando Papa Francesco aveva chiesto nel 2017 di pregare e digiunare per il Sudan e la Repubblica Democratica del Congo colpiti da fame, sfruttamento, emigrazione, violenze. E per il Libano, dopo la devastante esplosione nel porto di Beirut del 4 settembre 2020. Il Papa ha sempre invitato ad unirsi in preghiera anche i cristiani di altre Chiese e i seguaci delle altre religioni. Il 15 agosto 2021 all’Angelus: "Mi unisco all'unanime preoccupazione per la situazione in Afghanistan, vi chiedo di pregare con me il Dio della pace, affinché cessi il frastuono delle armi e le soluzioni possano essere trovate al tavolo del dialogo”.

“Pregare e digiunare possono sembrare pratiche anacronistiche ma non lo sono affatto” afferma Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, commentando l’iniziativa del Pontefice con Vatican News. “Io credo anzi che nelle nostre chiese si preghi troppo poco per la pace. La domenica non si sente pregare quasi mai per l’Afghanistan o, ad esempio, per il nord del Mozambico con 800 mila rifugiati, o ancora per tante guerre dimenticate. Noi preghiamo poco per la pace, mentre dovremmo avere ogni giorno nelle mani un Rosario con i nomi di tutti i Paesi in guerra per pregare per loro. La preghiera è una forza. Giorgio La Pira diceva: credo nella forza storica della preghiera. Ecco, la preghiera, in qualche misura, diventa il modo di custodire quelli che non si possono custodire affidandoli alla paterna mano di Dio”. E aggiunge "ora ci troviamo di fronte a un dramma come quello dell’Afghanistan che ci chiede solidarietà spirituale e concreta nell’accogliere. Domandiamoci: che società vogliamo costruire? Le società del muro e della paura o le società della speranza e dell’accoglienza? Speranza e accoglienza che si nutrono, appunto, della preghiera. Perché pregare ci rende audaci e anche capaci di pensare formule nuove del vivere insieme".

Cinque anni fa, in un’intervista concessa al quotidiano cattolico francese La Croix, Papa Francesco invitava a interrogarsi sul modo in cui "un modello troppo occidentale di democrazia è stato esportato in Paesi come l’Iraq, dove un governo forte esisteva già in precedenza. Oppure in Libia, dove esiste una struttura tribale". "Non possiamo andare avanti - aggiungeva nell’intervista - senza prendere in considerazione queste culture”. 


Note: Articoli fonte:
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-08/afghanistan-coraggio-pace-fallimento-guerra-papi.html (25 agosto 2021)
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-08/papa-francesco-digiuno-preghiera-afghanistan-andrea-riccardi.html (31 agosto 2021)

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