Genocidio. Cosa dicono gli atti internazionali
L’Organizzazione delle Nazioni Unite raccoglie quasi tutti gli Stati del pianeta.
E' sempre toccante leggere che la Carta istitutiva delle Nazioni Unite del 1945 inizia con queste parole: “Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra...”, per poi spiegare che gli Stati sono decisi a praticare la tolleranza, ad unire le loro forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale e ad assicurare che la forza delle armi non sarà usata, se non nell'interesse comune.
Nel 1948, con la Risoluzione n. 260, l’Assemblea Generale approva la “Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio”, un reato gravissimo ma non un crimine di guerra, potendo essere compiuto anche in tempo di pace. L’individuo, quindi, il cui diritto alla vita e all'integrità e dignità materiale e morale viene naturalmente già riconosciuto da altri fondamentali accordi internazionali, quando la violenza è perpetrata nei suoi confronti come parte di una comunità che si vuole colpire, trova qui una tutela particolare, come particolare ed orribile è la persecuzione e la forza distruttrice contro cui dovrebbe resistere.
E' innanzitutto indispensabile leggere la definizione di genocidio.
L’articolo ll della Convenzione individua le azioni che integrano il reato, mentre l’articolo III precisa i comportamenti che devono essere perseguiti e puniti. La responsabilità penale può essere accertata sia in capo agli Stati che in capo ai singoli individui che ne sono autori. Per prevenire, far cessare e punire atti di genocidio possono essere chiamati ad intervenire i Tribunali nazionali, i Tribunali internazionali e le Istituzioni ONU, tra cui la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja.
In Italia si applica la legge 962, approvata nel 1967.
Articolo II
Per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religiose, come tale:
- a) uccisione di membri del gruppo;
- b) lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
- c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
- d) misure miranti a impedire nascite all'interno del gruppo;
- e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.
Articolo III.
Saranno puniti i seguenti atti:
- a) il genocidio;
- b) l'intesa mirante a commettere genocidio;
- c) l'incitamento diretto e pubblico a commettere genocidio;
- d) il tentativo di genocidio;
- e) la complicità nel genocidio.
Allegati
Convenzione contro il genocidio e legge 962/1967
106 Kb - Formato pdfTesto della Convenzione contro il genocidio, pubblicato dal Centro Studi per la Pace
Articoli correlati
Gli strumenti per incidere su questa filiera di morte esistonoOro insanguinato
Un filo diretto unisce i massacri in Sudan alle nostre gioiellerie. Occorre spezzare la catena che, attraverso il contrabbando dell'oro, finanzia la guerra e trasforma gli Emirati Arabi Uniti in un hub impunito. Ma in Europa si continua a commerciare oro insanguinato chiudendo gli occhi.30 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
Anche dopo la tregua, riferisce l’ONU, sono stati uccisi oltre 260 bambini, uno al giornoI bambini di Gaza presi di mira: la Commissione ONU parla di genocidio
Il nuovo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite accusa Israele di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, configurando il crimine di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.23 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
Il prezzo del silenzioCome Londra ha scelto di tacere sugli Emirati Arabi Uniti invece di fermare il genocidio in Sudan
Il governo del Regno Unito aveva ricevuto informazioni di intelligence sulla violenza genocida nella guerra in Sudan ma aveva scelto di non renderle pubbliche per timore di irritare gli Emirati Arabi Uniti (EAU) che erano coinvolti.23 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
I crimini delle Forze di Reazione Rapida (RSF) supportate militarmente dagli Emirati Arabi Uniti"Le prove stabiliscono che in Sudan sono stati commessi almeno tre atti concreti di genocidio"
La missione ONU ha chiarito: "La portata, il coordinamento e l'approvazione pubblica dell'operazione da parte dell'alta leadership delle RSF hanno fatto parte di un'operazione pianificata e organizzata che presenta le caratteristiche distintive del genocidio".20 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network