L’onda dei pacifisti per fermare le stragi
ALBERT
La voce della ragione in tempi di guerra
Bollettino pacifista settimanale
6 aprile 2025
Sommario
Dalla denuncia della strage silenziosa dei bambini palestinesi a Gaza al dolore per i piccoli uccisi a Kryvyi Rih in Ucraina, Albert raccoglie e rilancia le voci della società civile contro l’indifferenza. In evidenza anche la critica al riarmo, il ricordo di Paola Manduca e la rivelazione sul ruolo atlantico nella strage neofascista di Brescia nel 1974. Tra memoria e futuro, si parla anche di intelligenza artificiale per la pace.
1. Gaza: la strage dei bambini e l’indifferenza che uccide
“Ogni giorno muoiono in media 30 bambini palestinesi a Gaza”. Con queste parole, padre Alex Zanotelli ha aperto il suo discorso a Roma, di fronte a una enorme folla di persone. Ha denunciato la “strage silenziosa” e l’“indifferenza che uccide”. Ha invocato sanzioni anche contro Israele e un boicottaggio attivo. Anche mons. Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo, ha dichiarato: “Gaza è diventata un campo di sterminio”.
2. Ucraina: i bambini uccisi a Kryvyi Rih
Non c’è solo Gaza. La violenza colpisce l’infanzia anche altrove. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha condannato la “totale noncuranza per le vite dei civili” da parte della Russia, dopo un attacco su Kryvyi Rih, in Ucraina, che ha ucciso 18 persone, tra cui 9 bambini. Volker Türk ha denunciato l’uso di “un’arma esplosiva ad ampio raggio in un’area densamente popolata, senza alcuna apparente presenza militare”, parlando di “uno sconfinato disprezzo per le vite dei civili”. Le guerre moderne sono guerre contro i bambini. Questo è l'orrore che unisce Gaza e Ucraina.
3. No al riarmo: l’Italia e l’Europa verso la guerra
Zanotelli a Roma ha inoltre lanciato l’allarme sulle spese belliche: l’Italia potrebbe raddoppiare il suo bilancio militare, passando da 32 a 64 miliardi di euro l’anno. “Scendiamo in strada”, ha esortato. A Genova, gli studenti lo hanno fatto, gridando: “Soldi alla formazione, non alla guerra”. Intanto su PeaceLink e sul Fatto Quotidiano è stata lanciata la denuncia dell’acquisto di altri 25 cacciabombardieri F-35 per 7 miliardi di euro, in una lettera firmata anche da Zanotelli e da mons. Giovanni Ricchiuti: “Una spesa sottratta a sanità, istruzione, ambiente e welfare per alimentare l’economia di guerra”.
4. Tre giorni di mobilitazione contro la NATO
Dal 4 al 6 aprile si è svolta una mobilitazione nazionale lanciata dal Coordinamento No NATO. L’obiettivo: opporsi alle politiche del governo Meloni, sempre più allineate alla strategia atlantica.Il Coordinamento invita tutte le realtà pacifiste e antimilitariste a unirsi e costruire una rete di resistenza attiva contro la guerra.
5. Addio a Paola Manduca, scienziata e militante della verità
È morta Paola Manduca, biologa e genetista, presidente del New Weapons Research Group (NWEG). Ha documentato con rigore scientifico gli effetti devastanti delle armi moderne su civili, in particolare a Gaza, in Iraq e in Libano. Ha denunciato l’aumento delle malformazioni e delle patologie legate a metalli pesanti, portando alla luce verità scomode. La sua eredità è insieme scientifica e umanitaria.
6. Piazza della Loggia: la verità oltre mezzo secolo dopo la strage neofascista
Cinquantuno anni dopo la strage fascista di Brescia, una nuova sentenza ha confermato le complicità istituzionali e atlantiche. I depistaggi furono “un’azione deliberata”, inserita in una strategia di mantenimento dell’ordine dentro l’orbita NATO. Il Comando NATO delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa (FTASE Verona) emerge nelle carte del processo. È un pezzo di verità storica che pesa come un macigno sull'Alleanza Altlantica che risulta aver avuto un ruolo di copertura in questa trama stragista neofascista.
7. Intelligenza Artificiale per la Pace
Pax Christi e PeaceLink hanno avviato un corso online su “IA per la pace”. Obiettivo: contestarel’uso militare dell’IA e promuoverne invece un impiego pacifista, etico e sociale. Le nuove tecnologie devono essere strumenti di giustizia e di mediattivismo per costruire la contestazione alla guerra e bollettini come Albert.
8. Mine antiuomo: la Finlandia fa un passo indietro
Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha annunciato la possibilità di uscire dal Trattato di Ottawa. La motivazione: la “minaccia russa”. Ma il ritorno a strumenti di guerra indiscriminati come le mine antiuomo apre scenari pericolosi. La scelta finlandese rischia di fare scuola. La pace, invece, ha bisogno di difendere questi trattati per tutelare in primo luogo i bambini.
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