PeaceLink scrive al ministro della Difesa Guido Crosetto

Lettera al Governo italiano sull'esercitazione nucleare Steadfast Noon

Chiediamo di conoscere quali studi di simulazione siano stati commissionati circa gli effetti civili e sanitari di uno scenario di guerra nucleare e quali piani di emergenza civile, in particolare quelli sanitari, siano stati predisposti.
13 ottobre 2026
Associazione PeaceLink

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Gentile Ministro,

PeaceLink esprime preoccupazione per l'esercitazione NATO "Steadfast Noon" e si fa portavoce dei firmatari della petizione aperta sul sito www.peacelink.it 

Le scriviamo in quanto chiederemo alle Prefetture delle province più direttamente coinvolte, ma anche a quelle dei capoluoghi di regione, i piani sanitari di emergenza regionali in caso di guerra nucleare o anche semplicemente approntati in caso di rischio di guerra nucleare. La popolazione non è a conoscenza dei piani sanitari di emergenza civile connessi all'evento nucleare per il quale l'aeronautica si sta addestrando. Qualunque scuola è attrezzata se uno studente si fa male pur operando perché nessuno si faccia male. Segue la stessa logica il Ministero della Difesa che Lei dirige? 

Sappiamo bene che il lancio del simulacro di una B61-12 non equivale al lancio di una vera bomba nucleare. E sappiamo bene che mai una cosa del genere deve accadere nella realtà. Ma ai fini dell'esercitazione Steadfast Noon il lancio del simulacro (il cosiddetto mock-up B61-12), assieme alla concatenazione degli eventi preparatori, equivalgono a tutti gli effetti all'evento reale per il quale ci si addestra con una tempistica severa e stringente. Tutto è predisposto come nella realtà, ad eccezione dell'esplosione finale, che tuttavia può essere studiata in forma simulata con ampi dettagli mediante modelli matematici.

Poiché ogni simulazione deve essere completa, chiediamo di conoscere quali studi di simulazione siano stati commissionati dal Suo Ministero circa gli effetti civili e sanitari di uno scenario di guerra nucleare che possa coinvolgere i target sul nostro territorio. E quali piani di emergenza civile, in particolare quelli sanitari, siano stati predisposti in base agli studi commissionati.

Noi crediamo che la conoscenza di ciò per cui ci si addestra debba essere completa e che la parte civile che interessa l'intera popolazione debba essere resa pubblica.

Lo chiediamo perché siamo abituati a studiare, a conoscere e a prenderci cura con responsabilità del destino comune.

Desideriamo essere informati su ciò che ci sta a cuore, nella consapevolezza che ogni sforzo debba essere orientato nella direzione della pace e della risoluzione dei conflitti secondo il dettato costituzionale.

Ci rendiamo disponibili a un confronto costruttivo.

Noi crediamo nel dialogo, specie su temi di così vasta portata.

Nella speranza di avviare tale dialogo, le porgiamo i nostri migliori saluti


Il Direttivo di PeaceLink

Giacomo Alessandroni
Adriana De Mitri
Carlo Gubitosa
Francesco Iannuzzelli
Alessandro Marescotti
Ida Merello
Domenico Palermo

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