Crescono le prese di posizione contro l'esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon

"Esercitarsi all'uso di armi nucleari è sconsiderato e irresponsabile"

Netta condanna a tutti i livelli dell'esercitazione nucleare NATO sui cieli italiani. Ecco una rassegna di chi si è espresso contro l'esercitazione e di chi sta passando all'iniziativa, dal volantinaggio alla richiesta dei piani di emergenza in caso di guerra nucleare.
14 ottobre 2026
Redazione PeaceLink

"Sto preparando un volantino, venerdì lo distribuiremo", ha scritto Sandra da Firenze. 

Ed è solamente l'ultimo messaggio fra quelli che stiamo ricevendo.

Navigando sul web ci si imbatte in prese di posizione a livello internazionale, nazionale, regionale e locale.  

L'esercitazione nucleare NATO "Steadfast Noon" 2026, ospitata dall'Italia dal 13 al 23 ottobre, sta suscitando un ampio fronte di critiche.


Contro la simulazione del "nuclear strike"

Le contestazioni coinvolgono comitati civici, movimenti pacifisti, esponenti politici. Vengono poste al centro questioni di trasparenza democratica, militarizzazione del territorio e soprattutto lo spettro quasi innominabile: il terribile rischio di un conflitto nucleare. Uno scenario che il governo italiano minimizza, definendo Steadfast Noon un'esercitazione "di routine", quasi una formalità. Mentre invece è un'esercitazione che corrisponde al 99% a quello che è un vero e proprio "nuclear strike": manca solo l'esplosione atomica finale. Ma per i resto c'è tutto, i piloti devono rispettare tempistiche stringenti, il decollo con i simulacri delle bombe atomiche B61 prelevati dai bunker sotterranei deve avvenire in dieci minuti e i tempi per raggiungere il bersaglio non devono discostarsi di uno, massimo due minuti. Tutto è previsto ed eseguito con rapidità estrema, per non sbagliare nulla. Eppure proprio l'errore ha dominato segretamente la scena della guerra fredda, incontrando per fortuna persone eroiche che hanno avuto sani dubbi e hanno disobbedito all'ordine di premere il pulsante nucleare, spinti da un sussulto di coscienza. 


La condanna dell'ICAN

Una condanna netta dell'esercitazione nucleare è arrivata dall'ufficio di Ginevra della Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari (ICAN), Premio Nobel per la Pace 2017. In una dichiarazione ufficiale, ICAN ha condannato senza mezzi termini l'esercitazione Steadfast Noon.

Si legge sul sito dell'ICAN: "L'esercitazione di quest'anno è ospitato dall'Italia – uno dei paesi della NATO che ospita armi nucleari statunitensi – e coinvolge 17 paesi, tra cui Finlandia e Svezia che hanno aderito all'alleanza solo rispettivamente nel 2023 e nel 2024". "Ban the bomb" (vieta la bomba)

Infatti a Steadfast Noon partecipano anche Paesi membri della NATO che non costodiscono armi nucleari, e lo fanno tramite il programma SNOWCAT(Support of Nuclear Operations with Conventional Air Tactics), fornendo supporto tattico con caccia di scorta, aerei da ricognizione, guerra elettronica e rifornimento in volo. E così anche Finlandia e Svezia partecipano alla simulazione dell'olocausto nucleare.

Melissa Parke, direttrice esecutiva di ICAN, ha pertanto dichiarato: "Esercitarsi all'uso di armi nucleari è sconsiderato e irresponsabile nelle migliori circostanze, ma farlo mentre una guerra su vasta scala che ha già portato le tensioni nucleari a un livello mai visto dalla Guerra Fredda viene combattuta nelle vicinanze è pura follia".

La posizione di ICAN è stata ulteriormente rafforzata dalle parole della stessa Parke in merito all'escalation complessiva delle esercitazioni nucleari: "Le esercitazioni nucleari e i test missilistici non sono altro che prove generali di massacro di massa. I paesi dotati di armi nucleari affermano tutti di essere responsabili, ma sono l'esatto contrario. Stanno giocando alla roulette con le nostre vite. La maggioranza dei paesi vede le cose per quello che sono e ha rifiutato le armi nucleari aderendo al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. È tempo che il resto del mondo segua il loro esempio" .

ICAN ha inoltre sottolineato un punto giuridico fondamentale: tutte le esercitazioni nucleari sono vietate dal Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), in vigore dal 2021.


A Büchel davanti alla base nucleare 

In Germania, il movimento pacifista ha organizzato due appuntamenti di protesta in concomitanza con Steadfast Noon. Il 10 ottobre circa cinquanta attivisti si sono riuniti davanti alla base aerea di Büchel, sede di armi nucleari statunitensi, in una veglia promossa da "atomwaffenfrei.jetzt" e sostenuta da ICAN Deutschland e altre organizzazioni .

Per il 17 ottobre è prevista una manifestazione a Nörvenich, organizzata da Ohne Rüstung Leben insieme a Friedensgruppe Düren, DFG-VK e Netzwerk Friedenskooperative. I manifestanti chiedono la cancellazione della partecipazione tedesca all'esercitazione, il ritiro di tutte le armi atomiche dalla Germania, la fine della "condivisione nucleare" e l'adesione al Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari.


Un messaggio da Londra

"State organizzando qualche tipo di protesta contro le esercitazioni? Se sì, saremmo felici di promuoverla".
Il messaggio giunge da una prestigiosa campagna pacifista britannica: la CND.

La Campaign for Nuclear Disarmament (CND) , o Campagna per il Disarmo Nucleare, è un movimento britannico che si batte per l'eliminazione delle armi nucleari nel Regno Unito e nel mondo. La sua lunga storia di lotta contro le armi nucleari è approdata alla campagna che ha portato all'adozione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) alle Nazioni Unite, entrato in vigore nel gennaio 2021. 


Il MIR in piazza a Ivrea

Pierangelo Monti, attivista del MIR di Ivrea

Tra le voci critiche italiane c'è quella del Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR Italia), branca italiana dell'International Fellowship of Reconciliation. Il Consiglio Nazionale, riunito a Padova sabato 10 ottobre, ha diffuso un comunicato in cui si legge che l'esercitazione nucleare "non fa altro che alzare il livello di tensione internazionale". Il MIR sottolinea come l'esercitazione trasformi il Tirreno centrale, "tra Sardegna e costa laziale e campana", in "uno scenario di guerra, per di più in un momento particolarmente delicato degli equilibri geostrategici e senza un'adeguata informazione della popolazione sui potenziali rischi e sulla reale consistenza dei relativi, obbligatori, piani di emergenza" .

Il Movimento denuncia inoltre il rischio di normalizzazione di scenari bellici catastrofici e l'assenza di trasparenza sui piani di emergenza. Il MIR Italia esprime la propria sintonia con la Campagna "Stop Steadfast Noon" promossa da PeaceLink e incoraggia la società civile a "manifestare prontamente il rifiuto di questa escalation bellicista, interpellando i prefetti sull'effettiva predisposizione di adeguati piani di sicurezza e protezione civile".

Il MIR ha promosso una iniziativa in piazza a Ivrea in cui Pierangelo Monti ha preso il microfono per sollecitare l'attenzione sull'esercitazione nucleare della NATO, sottolineando al contempo l'importanza del trattato TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons).


Il comunicato della Rete Italiana Pace e Disarmo

La questione del Trattato PPNW per la messa al bando delle armi nucleari è stata posta al centro anche dalla Rete Italiana Pace e Disarmo che è intervenuta il 13 ottobre con un comunicato titolato "Dalle minacce di Mosca a Steadfast Noon della NATO: la deterrenza nucleare produce insicurezza, serve l’eliminazione totale delle armi nucleari". Rete Italiana Pace e Disarmo ha condannato anche "l'ultima minaccia russa" di impiegare l’intero arsenale, comprese le armi nucleari, se i Paesi NATO tentassero di isolare l’exclave russa di Kaliningrad. La questione è diventata di rovente attualità in seguito a un'esercitazione militare svoltasi ad agosto che ha allarmato Mosca in quanto è stata un'operazione di guerra elettronica lanciata praticamente senza preavviso a ridosso di Kaliningrad con lo scopo di testare la capacità di interrompere le comunicazioni nemiche e "accecare" i sistemi radar e di difesa aerea russi presenti nell'exclave russa.


L'interrogazione parlamentare di Angelo Bonelli 

Il deputato Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un'interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedendo conto della mancata informazione al Parlamento su un'esercitazione di tale portata. Bonelli ha ricostruito i dettagli dell'operazione da un documento tecnico ENAV destinato ai piloti, pubblicato il 20 agosto, da cui emerge il coinvolgimento della Sardegna (poligono di Salto di Quirra), della Lombardia (la base di Ghedi), del Friuli Venezia Giulia (la base USA di Aviano), della Puglia (le basi di Amendola e Gioia del Colle) e Sicilia (la base di Trapani). Chiede lo stop dell'esercitazione nucleare e la condivisione pubblica dei piani di emergenza sanitaria predisposti in caso di guerra nucleare.


"Il Friuli Venezia Giulia non sia un avamposto della deterrenza atomica"

Il deputato Marco Grimaldi (Alleanza Verdi e Sinistra) e il segretario regionale Sebastiano Badin (Sinistra Italiana FVG) hanno promosso una denuncia contro l'esercitazione nucleare Nato Steadfast Noon che coinvolge la base nucleare di Aviano, in Friuli Venezia Giulia. Saranno usati simulacri delle bombe atomiche B61-12 stoccate nella base di Aviano. I due esponenti politici spiegano così il senso della loro iniziativa: "Nel 1989 la Germania si ritirò da un’esercitazione nucleare Nato per l’inaccettabile numero di vittime civili ipotizzato. Il governo italiano segua quell’esempio e sospenda la partecipazione a Steadfast Noon. Siamo impegnati da sempre per il disarmo nucleare: l’Italia aderisca al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e liberi il proprio suolo da questi ordigni. Il Friuli Venezia Giulia non può essere un avamposto della deterrenza atomica: vogliamo un territorio di pace".


A Trieste dal Prefetto per i piani di emergenza

Prende corpo anche a Trieste - sede di porto nucleare militare di transito - l’iniziativa nazionale di contestazione all’esercitazione nucleare Nato Steadfast Noon ed è annunciata per venerdì 16 ottobre sul calendario online di PeaceLink una conferenza stampa. L'obiettivo è quello di chiedere al Prefetto i piani di emergenza in caso di guerra nucleare. Sarà presentata una lettera sull’esercitazione nucleare, che verrà consegnata la mattina stessa al Prefetto di Trieste, assieme alla richiesta di un incontro urgente.


Una poesia da Torino

Da Torino Enrico Peyretti, studioso della nonviolenza e storico della pace, ha firmato l'appello contro l'esercitazione e ha mandato questa poesia.

Io lo maledico

Quando passa un aereo da guerra
io lo maledico.
Il pilota no, che fa il mestiere
più infelice del mondo
peggio di pubblicani e prostitute.
Vorrei che gli nascessero due ali
d'angelo o di gabbiano
e scendesse sorridendo
nel giardino di casa sua
o nel cortile della scuola
per far ridere i bimbi.
Ma l'aereo
scheletro di mostro antidiluviano
che si schianti presto
sulle rocce più brulle del mondo
senza uccidere nemmeno
una lucertola.

E l'ingegnere che l'aveva pensato
si metta a fabbricare caffettiere
macchine da cucire, arnesi da falegname
o, se preferisce, giostre e ottovolanti.

Luca Sassetti (febbraio 2006)


"Alieni a ratione"

Monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, assieme al missionario Alex Zanotelli firma convintamente l'appello contro l'esercitazione nucleare e aggiunge un commento sui politici che la sostengono: "Alieni a ratione". Un'espressione latina che vuol dire "estranei alla ragione", o anche "privi di ragione". Espressione utilizzata da Papa Giovanni XXIII che nell'enciclica Pacem in Terris scrisse: «Riesce quasi impossibile pensare che nell'era atomica la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia».

PeaceLink è partner italiano dell'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN)

Note: Per chi vuole far pervenire la sua presa di posizione scriva a info@peacelink.it

Chi organizza una iniziativa la può segnalare cliccando qui https://www.peacelink.it/segnala

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