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La crociata criminale di Bush e Olmert

20 febbraio 2007 - Zvi Schuldiner
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

La pace? I palestinesi? Che importanza possono avere queste «questioni secondarie» quando una commissione ad hoc rivela nelle sue conclusioni che la corruzione nella polizia israeliana deve portare alle dimissioni del suo capo? Il ministro per la polizia ha già nominato un nuovo comandante che però ha anche lui un passato problematico. La corruzione è un'interminabile telenovela che ogni giorno ci riempie d'emozioni e quindi l'importanza della pace e cose del genere passano in secondo piano.
La posizione israeliana non è che un'altro capitolo della vergognosa campagna Israele-Stati uniti diretta a distruggere i pochi progressi in campo palestinese dopo l'accordo raggiunto alla Mecca con il patrocinio dell'Arabia saudita. Un accordo estremamente importante perché tocca da vicino alcuni dei problemi essenziali di tutto il Medio Oriente.
Il re saudita Abdullah è stato costretto a prendere l'iniziativa quando l'asse Egitto-Giordania-Arabia saudita e gli altri paesi filo-occidentali ha concluso che l'Iran costituisce una minaccia reale. La visita del premier palestinese Haniyeh a Tehran è stato un segnale concreto, divenuto ancor più netto quando si è fatto il pericolo di una guerra civile palestinese. La possibilità che il fondamentalismo alzi la testa nella regione è vista come un rischio per tutti i regimi arabi. Gli Hezbollah e la Siria sono fattori che possono essere neutralizzati o che si possono convertire in un fattore di disgregazione.
Re Abdullah si è potuto permettere l'incontro della Mecca senza le necessità di Bush. L'accordo è molto importante perché ha portato Hamas a stringere una collaborazione assai significativa con al-Fatah e Abu Mazen su un punto essenziale: l'aperta legittimazione di negoziati con Israele. Hamas ha capito i limiti interni ed esterni della sua posizione.
Sia il governo israeliano sia gli americani però non s'accontentato degli evidenti passi in avanti contenuti nell'accordo della Mecca. E' vero che essi non prevedono il riconoscimento esplicito del diritto di Israele all'esistenza, ma forse che Israele e gli americani e gli europei hanno mai riconosciuto in forma conclusiva il diritto dei palestinesi a uno stato di Palestina indipendente all'interno delle frontiere del '67? E libero dai coloni israeliani? Con considerazioni reali sul diritto dei profughi palestinesi al ritorno in uno stato di Palestina o quantomeno a degli indennizzi? Per caso israeliani e americani hanno considerato la possibilità di una Gerusalemme unificata perà con sovranità divisa? Per caso Israele ha dichiarato la sua disponibilità a liberare le migliaia di detenuti palestinesi?
James Baker, ex-segretario di stato Usa ai tempi di Bush padre, un repubblicano certo non imputabile di simpatie sinistrorse o islamiche, è abbastanza sveglio e intelligente da capire che perfino la possibilità di uscire dai pantani iracheni passa per negoziati.
Tuttavia George W.Bush continuano imperterrito nella sua crociata criminale. Oltre al sangue sparso a fiumi in Afghanistan e Iraq, la crociata antislamica provoca ed esacerba sempre nuovi conflitti. L'intransigenza di Bush l'ha spinto a bloccare le tentazioni israeliani di aprire negoziati con la Siria. Adesso appoggia la linea oltranzista di Olmert e dei suoi compari.
Bush e Olmert, obnubilati dalla loro cecità e dalle debolezze politiche interne, veoglio rifarsi un'immagine al prezzo della pressione incessante sui palestinesi. Il rifiuto della nuova colazione palestinese è destinato a impedirne la nascita. Le conversazioni sterili di ieri con Condoleezza Rice sono il preludio a nuovi tentativi di mettere in ginocchi Hamas e costringerlo alla resa. Che può essere l'avvio di un nuovo tentativo di attizzare la guerra civile palestinese.
Gli israeliani e i loro simpatizzanti di fuori debbono saperlo: il sangue sparso dai palestinesi nello loro guerre fratricide sarà solo il preludio di una nuova spirale di sangue fra palestinesi e israeliani.
Come Catone bisogna ripeterlo un'altra volta: gli europei hanno un compito da assolvere, un dovere da compiere, sia rispetto ai palestinesi sia rispetto agli israeliani. Solo gli europei possono salvare entrambi i contendenti dai disegni criminali che dominano il mondo concettuale e politico dei Bush e degli Olmert. Questi due ci porteranno a sempre più guerre, a sempre più sangue.

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