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Guerra elettorale

Quest'articolo è stato pubblicato nel blog di Uri Avnery, giornalista e pacifista israeliano. Titolo originale: "Molten Lead"
14 gennaio 2009 - Uri Avnery (giornalista e pacifista israeliano, fondatore del movimento "Gush Shalom")
Fonte: Uri Avnery's Column http://www.avnery-news.co.il - 03 gennaio 2009

Alcune bambine e bambini in fila per un pezzo di pane. La guerra a Gaza è anche questo

Appena passata la mezzanotte, il network arabo Al Jazeera(1) stava trasmettendo un documento relativo a Gaza(2). Improvvisamente la telecamera si voltò verso il cielo scuro. Lo schermo era buio come la pece. Non si distingueva nulla, ma si poteva udire un suono: oltre al rumore degli aeroplani, uno spaventoso, un terrificante boato.

Era impossibile non pensare ai diecimila bambini di Gaza che stavano ascoltando lo stesso suono nello stesso istante, in posizione fetale, paralizzati dalla paura, aspettando le bombe che stavano cadendo.

"Israele deve difendersi dai razzi che terrorizzano le città del sud", spiegavano i mezzobusti israeliani. "I Palestinesi devono rispondere all'uccisione dei loro combattenti nella Striscia di Gaza", spiegavano i mezzobusti palestinesi.

È un dato di fatto, il cessate-il-fuoco non arrivò, poiché non c'erano le condizioni reali per nessun cessate-il-fuoco. Il requisito principale per un cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza è l'apertura dei valichi di frontiera. Non ci può essere vita a Gaza senza un flusso costante di rifornimenti. Ma le frontiere non erano aperte, ad eccezione di un paio d'ore e così via. Il blocco via terra, via mare e nei cieli contro un milione e mezzo di esseri umani è un atto di guerra, quanto qualsiasi lancio di bombe o razzi. Paralizza la vita nella striscia di Gaza: impedendo alla maggior parte della popolazione di lavorare, spingendo centinaia di migliaia di persone sull'orlo della fame, arrestando il funzionamento della maggior parte degli ospedali, interrompendo la fornitura di energia elettrica ed acqua.

Quanti hanno scelto di chiudere le frontiere - dietro qualsivoglia cavillo - sapevano che non può esistere un reale cessate-il-fuoco dietro queste condizioni.

Questa è il fatto principale. Poi vi sono le piccole provocazioni progettate per ottenere una reazione di Ḥamās(3). Dopo diversi mesi, in cui quasi nessun razzo Qassam(4) è stato lanciato, un'unità armata è stata inviata nella striscia "al fine di distruggere un tunnel vicino al confine recintato". Da un punto di vista puramente militare, sarebbe stato più sensato attuare un'imboscata dalla nostra parte della recinzione. Ma l'obiettivo era trovare un pretesto per la chiusura del cessate-il-fuoco, in modo che fosse plausibile attribuire la colpa ai palestinesi. Infatti, dopo alcune piccole azioni, dove i combattenti di Ḥamās sono stati uccisi, Ḥamās ha reagito con un massiccio lancio di razzi, - ed ecco - il mancato cessate-il-fuoco è arrivato come epilogo. Tutti hanno accusato Ḥamās.

Qual era l'obiettivo? Tzipi Livni(5) ha annunciato candidamente: "liquidare il governo di Ḥamās a Gaza. I Qassam servivano solo come pretesto".

Liquidare il governo Ḥamās? Suona come un capitolo su "La Follia di marzo". Dopo tutto, non è un segreto che è stato il governo israeliano a creare Ḥamās ed avviarne il suo processo. Quando una volta ho chiesto all'ex-leader del Shin Bet(6) Yaakov Peri(7), al riguardo, mi ha risposto enigmaticamente: "Noi non l'abbiamo creato, ma nemmeno abbiamo ostacolato la sua creazione."

Per anni, l'autorità di occupazione ha favorito il movimento islamico nei territori occupati. Tutte le altre attività politiche sono state rigorosamente soppresse, ma le loro attività nelle moschee sono state autorizzate. Il calcolo è stato ingenuo e semplicistico: inizialmente l'Olp(8) era considerato il principale nemico, Yāsser ʿArafāt(9) l'attuale Satana. Il movimento islamico predicando contro l'Olp ed ʿArafāt è stato percepito come un alleato.

Con lo scoppio della prima intifāda(10), nel 1987, il movimento islamico si ribattezza come Ḥamās (acronimo arabo di "Movimento di resistenza islamica") e si è unito alla lotta. Anche allora, lo Shin Bet non ha preso alcuna azione contro di loro per quasi un anno, mentre i membri di Fatah(11) venivano giustiziati o imprigionati in gran numero. Solo dopo un anno, lo shaykh Aḥmad Yāsīn(12), ed i suoi colleghi furono arrestati.

Da allora ne è passata d'acqua sotto i ponti. Ḥamās è ormai divenuto l'attuale Satana, e l'Olp è considerato da molti in Israele, quasi come una succursale dell'organizzazione sionista. La logica conclusione di un governo israeliano in cerca di pace sarebbe stata fare ampie concessioni alla leadership di Fatah: la fine dell'occupazione, la firma di un trattato di pace, la fondazione dello Stato della Palestina, il ritorno alle frontiere del 1967, una soluzione ragionevole al problema dei profughi, il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi. Tutte cose che avrebbero sicuramente arrestato l'ascesa di Ḥamās.

Ma la logica ha poca influenza sulla politica. Nulla di questo è avvenuto. Al contrario, dopo l'assassinio di ʿArafāt, Ariel Sharon(13) ha dichiarato che Mahmūd Abbās(14), che ha preso il suo posto, era un "polletto". Ad Abbās non è stato concesso il minimo risultato politico. I negoziati, sotto gli auspici americani, sono diventati una barzelletta. Il più autentico leader di Fatah, Marwān Barghūthī(15), è stato condannato al carcere a vita. Invece di un massiccio rilascio di prigionieri, vi sono stati piccoli e insultanti "gesti".

Abbās è stato umiliato sistematicamente, Fatah sembrava un guscio vuoto e Ḥamās ha vinto clamorosamente alle elezioni palestinesi - la più democratica delle elezioni mai svoltasi nel mondo arabo. Israele ha boicottato il governo eletto. Nella conseguente lotta intestina, Ḥamās ha assunto il controllo diretto sulla Striscia di Gaza.

Ed ora, dopo tutto questo, il governo di Israele decide di "liquidare il governo di Ḥamās a Gaza", con sangue, fuoco e colonne di fumo.

Il nome ufficiale della guerra è "Piombo fuso", due parole tratte da un canto di bimbi per il gioco del Hanukkah(16).

Sarebbe molto più realistico definirla "Guerra elettorale".

Anche in passato, altre azioni militari iniziarono durante le campagne elettorali. Menachem Begin(16) bombardò il reattore nucleare iracheno durante la campagna 1981. Quando Shimon Peres(17) ha affermato che si trattava di un trucco elettorale, Begin ha gridato al suo comizio successivo: "ebrei, credete che manderei i nostri coraggiosi ragazzi per morire o, peggio, per essere fatti prigionieri da umani animali, per vincere le elezioni? "Begin vinse.

Peres non è Begin. Quando, durante la campagna elettorale del 1996, ordinò l'invasione del Libano (operazione "Grappoli di collera"), ognuno era convinto che l'aveva fatto per ottenere l'elezione. La guerra fu un fallimento, Peres perse le elezioni e Binyamin Netanyahu(18) salì al potere.

Barak e Tzipi Livni ora ricorreranno allo stesso vecchio trucco. Secondo i sondaggi, Barak, nelle ultime 48 ore, è salito da cinque seggi nella Knesset(19). Circa ottanta morti palestinesi per ogni seggio. Anche se è difficile camminare su un mucchio di cadaveri. Il successo può sfumare in un minuto, se la guerra inizia ad essere considerata dalla pubblica opinione israeliana un fallimento. Ad esempio, se i razzi continuano a colpire Beersheba(20), o se il terreno di attacco porta con sé a pesanti perdite israeliane.

Il calendario è stato scelto meticolosamente anche se l'osserviamo da un altro punto di vista. L'attacco è iniziato due giorni dopo Natale, quando i leader europei ed americani sono in vacanza almeno fino a dopo Capodanno. Il calcolo: anche se qualcuno volesse provare a fermare la guerra, nessuno si priverebbe della sua vacanza. Questo garantisce alcuni giorni liberi da pressioni esterne.

Un altro motivo per scelta della tempistica: sono gli ultimi giorni alla Casa Bianca di George Bush. Questo bagno di sangue potrebbe essere previsto per sostenere la guerra con entusiasmo, come del resto ha fatto. Barack Obama non si è ancora insediato e ha avuto così un pretesto per mantenere il silenzio: "c'è un solo presidente". Il silenzio non è di buon auspicio per il mandato del prossimo presidente Obama.

La linea principale è: non ripetere gli errori della seconda guerra del Libano. Questo è stato incessantemente ripetuto su tutti i notiziari e talk show.

Questo non cambia un fatto: la guerra di Gaza è la fotocopia della seconda guerra nel Libano.

Il concetto strategico è lo stesso: terrorizzare la popolazione civile dagli incessanti attacchi aerei, seminando morte e distruzione. Questo non rappresenta alcun pericolo per i piloti, poiché i palestinesi non hanno sistemi d'arma anti-aerei. Il calcolo: se l'intera infrastruttura vitale della striscia sarà completamente distrutta ed insorgerà la totale anarchia, la popolazione si ribellerà e rovescerà il regime di Ḥamās. A quel punto Mahmūd Abbās ritornerà a Gaza scortato dai carri armati israeliani.

In Libano, questo calcolo non ha funzionato. Grazie al bombardamento della popolazione, compresi i cristiani, dietro mobilitazione degli Hezbollah(21), Hassan Nasrallah(22) è diventato l'eroe del mondo arabo. Qualcosa di simile probabilmente succederà anche questa volta. I generali sono esperti nell'uso delle armi e nella movimentazione delle truppe, non sulla psicologia delle masse.

Qualche tempo fa ho scritto che la chiusura di Gaza è stato un esperimento scientifico progettato per capire in quanto tempo si può far morire di fame una popolazione giocando con la sua vita in un girone dantesco prima di farla collassare. Questo esperimento è stato condotto con il generoso aiuto di Europa e Stati Uniti. Fino ad ora, non ha avuto successo. Ḥamās è diventata più forte e la gittata dei Qassam è diventato più lunga. L'attuale guerra è la continuazione di questo esperimento con altri mezzi.

È possibile che l'esercito "non ha alternative", alla ri-conquista della striscia di Gaza, poiché non vi è altro modo per fermare i Qassam - ad eccezione di un accordo con Ḥamās - l'opposto della politica governativa. Quando inizierà l'invasione di terra, tutto dipenderà dalla motivazione e dalla capacità dei combattenti di Ḥamās rispetto ai soldati israeliani. Nessuno sa cosa accadrà.

Giorno dopo giorno, notte dopo notte, il canale arabo Al Jazeera trasmette immagini atroci: cumuli di corpi mutilati, parenti in lacrime che cercano i loro cari fra le decine di cadaveri sparsi sul terreno, una donna che estrae la sua bimba da sotto le macerie, medici senza farmaci che tentano di salvare la vita dei feriti. Il canale in lingua inglese di Al Jazeera, a differenza del suo omologo in lingua araba, ha fatto un incredibile dietrofront, trasmettendo solo immagini fornite dalla propaganda del governo israeliano. Sarebbe interessante sapere il perché di questo atteggiamento.

Milioni di queste sono immagini terribili, fotogramma dopo fotogramma, giorno dopo giorno. Queste immagini saranno impresse nelle loro menti per sempre: Israele è orribile, Israele è abominevole, Israele è disumano. Un'intera generazione che cresce con l'odio nel cuore. Saremo costretti a pagare un prezzo terribile a lungo, anche dopo che i profitti della guerra stessa saranno stati dimenticati in Israele.

Ma c'è un'altra cosa che resterà impressa nelle menti di milioni di persone: l'immagine del miserabile, corrotto, passivo regime arabo.

Come si è visto dagli arabi, un fatto spicca sopra tutti gli altri: il muro della vergogna.

Per il milione e mezzo di arabi che vivono a Gaza, che stanno soffrendo in modo terribile, l'unica apertura verso il mondo non dominato da Israele è il confine con l'Egitto. Solo da lì può arrivare cibo per sostenere la vita e medicinali per salvare feriti. Questo confine rimane chiuso al culmine del terrore. L'esercito egiziano ha bloccato l'unica via d'ingresso per i generi alimentari e medicinali, mentre i chirurghi operano le ferite senza anestetici.
In tutto il mondo arabo, da punto a punto, echeggiano le parole di Hassan Nasrallah: i leader egiziani sono complici, stanno collaborando con il "nemico sionista" nel tentativo di piegare il popolo palestinese. Si può presumere che egli non si riferisca soltanto a Mubārak(23), ma anche tutti gli altri leader, dal re dell'Arabia Saudita al Presidente palestinese. Osservando le manifestazioni in tutto il mondo arabo e ascoltando gli slogan, si ha l'impressione che, agli arabi, i loro leader appaiano patetici nel migliore dei casi, e nel peggiore miserabili collaborazionisti.

Questi fatti avranno una portata storica. Un'intera generazione di leader arabi verrà di fatto cancellata, i successori di Gamāl ‘Abd al-Nāṣer(24), Hafez al-Assad(25) e Yasser Arafat, saranno spazzati via dal palcoscenico politico. Nello spazio arabo, l'unica reale alternativa sarà l'ideologia del fondamentalismo islamico.

Questa guerra è una campanello d'allarme: Israele sta perdendo l'opportunità storica di rappacificarsi con il nazionalismo arabo laico. Un domani potrà ritrovarsi dinnanzi ad un mondo arabo uniformemente fondamentalista, Ḥamās moltiplicato per mille.

Un tassista a Tel-Aviv, l'altro giorno, rifletteva ad alta voce: perché non richiamare alle armi i figli dei ministri e dei membri della Knesset, che siano loro l'unità d'attacco nella prossima missione nel territorio di Gaza?

Note:

(1) Al Jazeera (arabo: الجزيرة , al-Ǧazīra , talvolta reso in italiano in Al Jazira) è la maggiore emittente televisiva del Qatar, trasmette in lingua araba. Il suo nome significa "l'isola", dove ha sede nello stato arabo del Qatar.
(2) Col termine Striscia di Gaza (in arabo: قطاع غزة, Qiṭāʿ Ghazza; in ebraico: רצועת עזה, Retzu'at 'Azza) si indica un territorio palestinese confinante con Israele e Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una regione costiera di 360 km² di superficie popolata da circa 1.400.000 abitanti di etnia arabo palestinese.
(3) Ḥamās, acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya (in arabo: حركة المقاومة الاسلامية, "Movimento di Resistenza Islamico", ovvero حماس, "entusiasmo, zelo") è un'organizzazione religiosa islamica palestinese di carattere paramilitare e politico, che attualmente detiene la maggioranza dei seggi dell'Autorità Nazionale Palestinese.
(4) Il razzo Qassam (arabo: صاروخ القسام Ṣārūkh al-Qassam; anche Kassam) è un rudimentale razzo in acciaio pieno di esplosivo, prodotto da Hamas. Tre modelli sono stati utilizzati. Essi non hanno bisogno di artiglieria per essere lanciati e sono privi di qualsiasi sistema di guida.
(5) Tzipora Malka Livni (ebraico: אהוד אולמרט) detta Tzipi (Tel Aviv, 8 luglio 1958) è una politica e avvocato israeliana. Attualmente è il Primo Ministro Designato israeliano.
(6) Lo Shin Bet è il "Servizio di sicurezza generale" (in pratica, un'agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato di Israele). Il nome ufficiale sarebbe in realtà Shabak (in lingua ebraica, שב"כ shabak, acronimo di "Shérūt Bītāhōn Klālī" שירות ביטחון כללי, che significa appunto Servizio di sicurezza generale). Il suo motto è "מגן ולא יראה," ovvero: "(Scudo di) difesa che non sarà visto". È uno delle tre principali organizzazioni di spionaggio israeliane, assieme ad Aman (intelligence militare delle IDF) e al celeberrimo Mossad (responsabile della gestione della raccolta di intelligence nelle operazioni all'estero).
(7) Yaakov Peri (20 febbraio 1944) è stato capo del Servizio di sicurezza generale, l'agenzia di intelligence interna israeliana (noto in Israele con la sigla Shabak) dal 1988 al 1994. Peri ha introdotto dei cambiamenti strutturali nel Shabak, al fine di affrontare i problemi sorti durante la Prima Intifada e affrontare la nuova situazione in Israele a seguito degli accordi di Oslo.
(8) L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp; in arabo: منظمة التحرير الفلسطينية, Munazzamat al-Tahrīr al-Filastīniyya) è un'organizzazione politica e paramilitare palestinese, considerata dalla Lega araba a partire dal 1974 la legittima "rappresentante del popolo palestinese".
(9) Yāsser ʿArafāt (in arabo: ياسر عرفات; Il Cairo, 4 o 24 agosto 1929 – Clamart, 11 novembre 2004) è stato un politico palestinese. Nel 1994 gli venne conferito - unitamente ai leader israeliani Shimon Peres e Yitzhak Rabin - il Premio Nobel per la pace per l'opera di diplomazia compiuta al fine di riappacificare le popolazioni dei Territori Occupati (che Israele considera come contesi) di Cisgiordania e della Striscia di Gaza e garantire al popolo palestinese il riconoscimento del diritto ad uno Stato proprio.
(10) Intifāda (dall'arabo: انتفاضة "intervento", "sussulto") è un termine arabo che vuol significare nella fattispecie "rivolta", "sollevazione". Il termine è entrato nell'uso comune come nome con cui sono conosciute due recenti campagne dirette a porre fine alla presenza israeliana in Palestina, presenza considerata legittima dagli israeliani e occupazione militare dalla controparte.
(11) Al-Fatah o, più comunemente, Fatah (ma, correttamente, al-Fatḥ, ألفتح, visto che in arabo al-Fatà, scritto الفتى e الفتاة, significa "il/la giovane"), è un'organizzazione facente parte dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Al-Fatḥ è stata fondata nel 1959 da Yāser ʿArafāt.
(12) Lo shaykh Aḥmad Ismāʿīl Yāsīn, nei media occidentali Yassin (1937 – 22 marzo 2004), è stato un religioso palestinese, uno dei fondatori ed il capo spirituale del gruppo fondamentalista islamico Ḥamās.
(13) Ariel Sharon (in ebraico: אריאל שרוןKfar, Mala, 27 febbraio 1928) è un politico e generale israeliano. Proviene dai ranghi dell'esercito, dove ha raggiunto il grado di generale, è stato l'undicesimo primo ministro di Israele: ha ricoperto tale incarico dal marzo 2001 all'aprile 2006, quando è stato ufficialmente destituito a causa del persistente stato di coma in cui è entrato nel gennaio dello stesso anno a seguito di una grave emorragia cerebrale.
(14) Mahmūd Abbās - conosciuto anche con la kunya Abū Māzen - (Safad, 26 marzo 1935) è un politico palestinese. Il 9 gennaio 2005 è stato eletto alla presidenza dell'Autorità Nazionale Palestinese, carica precedentemente ricoperta fino alla morte dal leader palestinese Yāser ʿArafāt. Mahmūd ʿAbbās è il primo presidente palestinese nominato sulla base dell'esito di una tornata elettorale.
(15) Marwān Barghūthī (arabo: مروان البرغوتي, Ramallah, 6 giugno 1958) è un politico arabo-palestinese. È un uomo politico e un capo militare palestinese. È incarcerato dal 2002 in una prigione di massima sicurezza israeliana, condannato a 5 ergastoli.
(16) Hanukkah o Chanukkà (in ebraico חנכה, ḥănukkāh) è una festività ebraica, conosciuta anche con il nome di Festa delle Luci.
(16) Menachem Wolfovitch Begin (in ebraico מְנַחֵם בּגִין) (Brest-Litovsk, 16 agosto 1913 – Tel Aviv, 9 marzo 1992) è stato un politico israeliano, primo ministro di Israele dal 1977 al 1983.
(17) Shimon Peres (in ebraico: שִׁמְעוֹן פֶּרֶס; in arabo: شمعون بيرس) nato con il nome di Shimon Perske, (Vishniev, 2 agosto 1923) è un politico israeliano, Presidente dello Stato d'Israele, eletto il 13 giugno 2007 ed entrato in carica il successivo 16 luglio.
(18) Benjamin Netanyahu (in ebraico בִּנְיָמִין נְתַנְיָהוּ), spesso soprannominato Bibi (Tel Aviv, 21 ottobre 1949) è un politico israeliano, primo ministro di Israele dal giugno 1996 al 17 maggio 1999. Leader del partito conservatore Likud, è stato il primo e tuttora l'unico dei Primi Ministri Israeliani ad essere nato dopo la fondazione dello Stato di Israele. È stato Ministro delle Finanze fino al 9 aprile 2005, quando rassegnò le dimissioni in segno di protesta contro il piano di ritiro da Gaza messo in atto dal Primo Ministro Ariel Sharon.
(19) Knesset (הכנסת) è il parlamento israeliano riunitosi per la prima volta nel 1949, un anno dopo la costituzione dello stato d'Israele.
(20) Be'er Sheva (ebraico: באר שבע, letteralmente pozzo dei sette o sette pozzi) è una città del sud di Israele, la più grande città del deserto del Neghev.
(21) Hezbollah o Ḥizb Allāh (حزب اﷲ in arabo, ossia Partito di Dio) è un partito politico sciita del Libano fondato nel giugno 1982, dotato di un'ala militare, creata con l'appoggio della Repubblica Islamica dell'Iran per opporre una resistenza armata all'invasione e all'occupazione israeliana del Libano.
(22) Hassan Nasrallah (Arabo: حسن نصرالله‎) (31 agosto 1960, Bourj Hammoud) è l'attuale e il terzo Segretario generale del partito islamista libanese e paramilitare Hezbollah. Nasrallah è diventato il leader di Hezbollah dopo che Israele assassinò il leader del movimento Abbas al-Musawi nel 1992.
(23) Muḥammad Ḥosnī Sayyid Ibrāhīm Mubārak, comunemente conosciuto come Hosnī Mubārak (arabo: محمد حسنى سيد إبراهيم مبارك, Muḥammad Ḥusni Sayyid Ibrāhīm Mubārak; Kafr el-Musilha, 4 maggio 1928), è un politico egiziano, e il quarto Presidente dell'Egitto da circa un quarto di secolo, cioè fin dal 14 ottobre 1981.
(24) Gamāl ‘Abd al-Nāṣer (Nasser) (arabo: جمال عبد الناصر; Alessandria d'Egitto, 15 gennaio 1918 – Il Cairo, 28 settembre 1970) è stato un militare e politico egiziano, secondo Presidente della Repubblica, dal 16 gennaio 1956, al 28 settembre 1970.
(25) Hafiz al-Asad (arabo: حافظ الأسد, Ḥāfiẓ al-Asad ; Qardaha, 6 ottobre 1930 – Damasco, 10 giugno 2000) è stato un politico siriano. Generale dell'aviazione militare siriana, nonché alto esponente ba'thista, Hafiz al-Asad divenne infine presidente della Siria dal 1971 fino alla morte nel 2000.

Tradotto da Giacomo Alessandroni per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
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