Iniziativa in provincia di Taranto, nella Piazza Plebiscito a Martina Franca

“Se dovessi morire, fa che porti speranza, fa che io sia un racconto”

L’iniziativa, a partire dalle ore 20, vedrà fra i vari contributi quelli di Gianni Svaldi e Marinella Marescotti, che porteranno al pubblico testimonianze da Gaza e dintorni, racconti capaci di dare voce a chi vive sotto le bombe e resiste ogni giorno a condizioni di vita disumane.
17 agosto 2025
Redazione PeaceLink

Iniziativa di solidarietà con Gaza a Martina Franca, agosto 2025

Questa sera a Martina Franca, in piazza Plebiscito alle ore 20, si terrà il presidio “200 giorni per la Palestina”, giunto oggi al suo 48° giorno. L’iniziativa vedrà fra i vari contributi quelli di Gianni Svaldi e Marinella Marescotti, che porteranno al pubblico testimonianze da Gaza e dintorni, racconti capaci di dare voce a chi vive sotto le bombe e resiste ogni giorno a condizioni di vita disumane.

Il filo conduttore dell’incontro sarà l’ultima poesia del poeta palestinese Refaat Alareer, ucciso da un bombardamento mirato israeliano il 6 dicembre 2023. Iniziativa di solidarietà con Gaza, Martina Franca (TA), agosto 2025

La sua opera “Se dovessi morire”, dedicata alla figlia – a sua volta vittima dei bombardamenti nell’aprile 2024 – diventerà simbolo e memoria condivisa, capace di trasformare il dolore in racconto e speranza.

“Essere un racconto.
Poter essere ascoltato.
Far provare all’altro ciò che si prova.”

Stop armi a Israele

Saranno presentate testimonianze di chi vive sulla propria pelle la tragedia di Gaza: una giovane palestinese in Europa con la famiglia intrappolata nella Striscia, un’altra in Italia impegnata a mettere in salvo i suoi cari attraverso l’Egitto, un tarantino che porta medicinali e viveri sul campo, e uno psicologo che lavora con i bambini, segnati da traumi che si rinnovano quotidianamente.

Nonostante la narrazione ufficiale tenti di ridurre tutto a “propaganda di Hamas”, la realtà emerge con forza dai testimoni diretti, dai video, dalle riprese satellitari, dalle voci che riescono a superare il silenzio imposto. È proprio a Gaza che si registra il più alto numero di giornalisti uccisi al mondo: eppure, anche di fronte a questa strage, resta la possibilità di riconoscere la verità e distinguere la vita reale dalle manipolazioni della propaganda.

Il presidio vuole ribadire che, se restiamo umani, possiamo ancora ascoltare, capire e raccontare.
Perché, come scriveva Alareer, “se dovessi morire, fa che porti speranza, fa che io sia un racconto”.

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