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Occupazione e Università in Palestina

L'Università di Birzeit preoccupata per l'accesso all'istruzione nei territori occupati. Praticamente impossibile per gli studenti di Gaza accedere alle università palestinesi
27 febbraio 2005 - Gabriele Del Grande

Domenica scorsa è stata una triste giornata per Walid Muhanna. Avrebbe dovuto iniziare l'ultimo semestre dei suoi studi in Ingegneria, all'Università di Birzeit, 6 km a nord di Ramallah, nella West Bank. E invece si trova a casa dei suoi genitori, a Gaza. Seduto immagina i suoi compagni ascoltare le lezioni nelle aule dove con loro ha passato gli ultimi quattro anni.
Muhanna aveva affittato un appartamento a Birzeit, insieme a tre amici di Gaza, colleghi di facoltà. La notte del 18 Novembre 2004 erano tutti svegli. Bashar Abu Shahala stava studiando in camera sua. Gli altri tre, Muhanna, Bashar Abu Salim e Mohammad Matar, guardavano un film in tv. D'un tratto si sono accorti che la casa era circondata da militari, che in un istante hanno fatto irruzione all'interno. "Ci hanno trattato come dei criminali", dice Abu Shahala. "Ci hanno ordinato di raccogliere le nostre cose, poi ci hanno bendato. Non vedevo niente ma ho capito dalla distanza che ci hanno portato a Beit El (base delle Forze Israeliane di Difesa, ndr.). Quindi ci hanno trasferito a Ofer (una prigione,ndr.). Questo la notte di Giovedì. Siamo rimasti rinchiusi fino a Domenica mattina, quando ci hanno caricato in una macchina e rilasciato al checkpoint di Erez (fuori la Striscia di Gaza, ndr.)." Sui quattro non pende nessuna accusa, né un ordine scritto di deportazione.
I quattro si erano trasferiti nel 2000. Allora era stato loro concesso da Israele uno speciale permesso di transito. Con l'esplosione della seconda intifada, nell'ottobre 2000, Israele ha cessato di emettere e rinnovare questo tipo di permessi. I passaggi dalla West Bank a Gaza e viceversa sono stati chiusi da check point militari. Per motivi di sicurezza nessun palestinese è autorizzato ad uscire da Gaza.
Per i 350 studenti di Gaza fuori sede a Birzeit si è presentata una scelta forzata: tornare a casa e rinunciare agli studi oppure rinunciare a tornare a casa fino alla laurea e vivere a Birzeit senza potersi allontanare dalla piccola città. Nel 2004 si potevano contare solo 35 studenti di Gaza iscritti alla prestigiosa università di Birzeit. Studenti che non vedono le loro famiglie e i loro amici da anni. Il papà di Abu Salim, ad esempio, è morto poco fa, ma lui non ha potuto partecipare al suo funerale. Da Gaza a Birzeit si arriva in un'ora di macchina.
La storia dei quattro studenti deportati ha suscitato proteste e polemiche della comunità accademica internazionale, di singoli cittadini e organizzazioni per i diritti umani. Sotto pressioni internazionali l'Esercito Israeliano si è detto pronto a lasciar tornare i quattro studenti a Birzeit, a patto che firmino un documento che li impegna a rientrare a Gaza immediatamente dopo la laurea. A questa proposta l'università di Birzeit risponde lanciando una nuova Campagna per il Diritto allo Studio in Palestina, con il supporto del Centro di Studi sui Diritti Umani del Cairo(CIHRS). Il problema degli studenti di Gaza fa parte di una più vasta politica israeliana di ostruzione ed attacco all'istruzione in Palestina. Agli studenti, e ai professori, nella West Bank è reso impossibile raggiungere le proprie università a causa delle centinaia di posti di blocco militari lungo le strade e della costruzione illegale del Muro. Risultato? Il numero dei nuovi iscritti provenienti da Jenin a Birzeit è sceso del 100% nel 2004. Nello stesso anno, a più di 1500 studenti di Gaza è stato impedito l'accesso alle università della West Bank o di paesi esteri.
L'Università di Birzeit sottolinea che West Bank e Striscia di Gaza costituiscono sotto il profilo del diritto internazionale un unico territorio sotto il governo dell'Autorità Palestinese e che è inaccettabile l'ingerenza delle forze militari occupanti israeliane nella libertà di movimento dei palestinesi all'interno di quello stesso territorio. Inoltre chiede l'immediato e incondizionato ritorno dei quattro studenti deportati a Gaza lo scorso Novembre, l'affermazione del diritto allo studio dei giovani palestinesi e il rispetto del diritto internazionale, e di basilari diritti umani quali la libertà di movimento e il diritto all'istruzione.

More info at: http://right2edu.birzeit.edu

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