«Nel 1980 avevo capito che l’informatica avrebbe cambiato completamente la società»
Arriva in bicicletta, zigzagando nel traffico della mattina, in una giornata senza vento in cui i due mari affacciati sul golfo sono solo un riverbero lontano e accecante. Ha diversi impegni nella mattinata e poco più di un’ora da dedicarci, eppure inizia a parlare senza fretta. Racconta degli anni dell’università, poi la laurea in filosofia e della prima cosa fatta dopo gli studi, ancor prima di diventare insegnante: acquistare una calcolatrice Texas TI58 per imparare a programmare.
«Avevo capito che il mondo dell’informatica avrebbe cambiato completamente la società – ci racconta – e quindi subito dopo essermi laureato ho fatto per un po’ il programmatore». Lo sguardo segue frenetico il passo dei ricordi, si illumina mentre si rivede giovane professore di italiano e storia, con un chiodo fisso per l’informatica: «Quest’idea di avere dentro di me una passione per l’informatica, che è una passione non tanto tecnica quanto civile, non mi ha mai abbandonato».
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