Sono state rese note oggi
Le motivazioni della sentenza ILVA
In oltre 3.700 pagine la Corte d’Assise di Taranto spiega la sentenza che ha condannato 26 imputati, tra i quali anche alcuni politici (compreso Nichi Vendola). Per i giudici la famiglia proprietaria dello stabilimento era a conoscenza dell’illegalità della gestione già dal momento dell'acquisto
29 novembre 2022
Francesco Casula e Andrea Tundo
Fonte: Il Fatto Quotidiano
La famiglia Riva e i loro sodali hanno gestito l’ex Ilva di Taranto dal 1995 al 2012 in maniera “disastrosa” e “hanno posto in essere modalità gestionali illegali, anche omettendo di adeguare lo stabilimento siderurgico ai sistemi minimi di ambientalizzazione e sicurezza per ovviare alle problematiche di cui avevano piena consapevolezza sin dal 1995”. Sono le prime frasi che si leggono nelle 3.700 pagine che compongono la motivazione della sentenza con la quale la Corte d’assise di Taranto ha condannato il 31 maggio 2021 la famiglia di industriali lombardi, la dirigenza dell’acciaieria jonica e poi parte della politica locale e regionale: 22 anni di reclusione a Fabio Riva e 20 al fratello Nicola, al responsabile delle relazioni istituzionali, Girolamo Archinà, definito dall’accusa come la “longa manus” dei Riva verso istituzioni e politica, una a 21 anni e 6 mesi all’allora direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso.
Il quadro delle condanne – Condannato anche l’ex governatore Nichi Vendola che, accusato di concussione aggravata in concorso, ha ricevuto una pena di 3 anni e 6 mesi, mentre per l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, è stato condannato a 3 anni con l’accusa di aver fatto pressione sui dirigenti della sua amministrazione perché concedessero l’autorizzazione all’Ilva per l’utilizzo della discarica interna alla fabbrica. Stessa pena per per l’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva. L’ex consulente della procura Lorenzo Liberti ha ricevuto una pena di 15 anni e 6 mesi.
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Note: Il comunicato di PeaceLink https://lists.peacelink.it/taranto/2022/11/msg00008.html
Parole chiave:
ilva
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