Scheda 4 – Antico Egitto e primi trattati di pace

Guerre e pace agli inizi dell'età antica

Sintesi dal libro Schede per una storia della pace e dei diritti umani , Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
10 giugno 2026
Redazione PeaceLink
  • 📌 Scheda 4 – Antico Egitto e primi trattati di pace

     


  • 1. Sintesi dal libro Schede per una storia della pace e dei diritti umani , Alessandro e Daniele Marescotti, 2005


    Il libro dedica all’Antico Egitto un’attenzione particolare per due figure e un evento: il faraone Akhenaton, considerato un antesignano del pacifismo, e il primo trattato di pace della storia stipulato tra Egizi e Ittiti dopo la battaglia di Kadesh.

    Akhenaton, il faraone “pacifista”

    Amenofi IV, che mutò il proprio nome in Akhenaton (XIV secolo a.C.), introdusse il primo culto monoteista della storia (Aton, il disco solare), bandì le guerre e le campagne militari, sviluppò un’arte realista e promosse valori di amicizia, armonia tra uomo e natura, amore per il prossimo. Secondo alcune fonti, avrebbe addirittura abolito la pena di morte. Viene citata la giornalista Rina Gagliardi che scrive: “Possiamo dunque considerare Akhenaton il primo pacifista, oltre che il primo grande poeta, nella storia? Certamente sì, anche se nulla ci garantisce che questa figura di regnante si sarebbe riconosciuto in una definizione così moderna”. L’esperimento di Akhenaton fu però elitario e boicottato dai sacerdoti del dio Amon, privati del loro potere. Il suo successore, il celebre Tutankhamon, restaurò la religione tradizionale. Come però vedremo, questa analisi ottimistica - contenuta nel volumetto di Rina Gagliardi "Per una storia del pacifismo" (Edizioni Alegre) - non è condivisa da vari storici.

    Egizi e Ittiti: il primo trattato di pace della storia

    Nel 1285 a.C., in seguito alla battaglia di Kadesh (nell’odierna Siria), il faraone Ramses II e il re ittita Hattusili III (citati nel libro come Khetatsar e Ramses) stipularono un accordo considerato il più antico trattato di pace di cui si abbia notizia. Il trattato – redatto in due versioni, una in geroglifico egizio e una in cuneiforme ittita – impegnava le due parti a non invadere reciprocamente i rispettivi territori e a fornirsi aiuto militare in caso di attacco da parte di un terzo nemico.

    Il libro riporta un estratto del trattato: “Se un altro nemico attaccherà il territorio di Ramses e questi manderà a dire al grande capo degli Hittiti: ‘Vieni in mio aiuto contro di lui’, il grande capo degli Hittiti accorrerà a sconfiggere il nemico. Ed egualmente, se un altro nemico verrà contro il grande capo degli Hittiti […] Ramses […] verrà per sconfiggere il nemico”.

    Nel libro si accenna inoltre anche a un precedente esempio di accordo per il controllo degli armamenti: nel VII secolo a.C., le città greche di Calcide ed Eretria stipularono una convenzione per vietare l’impiego di armi da getto durante la loro guerra.


  • 2. Aggiornamento con Peace Research & Peace History


    Dopo il 2005, le ricerche sul trattato di Kadesh e sulla figura di Akhenaton sono proseguite, offrendo nuovi spunti e anche alcune correzioni.

    • a) Il trattato di Kadesh (1259 a.C.) – verso una datazione più precisa

      Gli studi più recenti concordano su una datazione al 1259 a.C. (non 1285). Il trattato è oggi conservato in una copia in argilla al museo archeologico di Istanbul e una versione geroglifica sulla parete del tempio di Karnak. Nel 2010 una copia è stata donata al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, simboleggiando l’importanza della diplomazia internazionale.

      • Elementi innovativi per l’epoca
        • È un trattato di pace paritario tra due grandi potenze, non un imposizione del vincitore sul vinto.
        • Include clausole di alleanza difensiva reciproca.
        • Invoca le divinità di entrambi i popoli come garanti, riconoscendo pari dignità religiosa.
        • Prevede la successione dinastica attraverso un matrimonio tra Ramses II e una principessa ittita.
      • Limiti dal punto di vista della pace positiva:
        • È un trattato tra imperi schiavisti e militaristi, che non affronta le violenze strutturali interne.
        • La “pace” è essenzialmente una tregua tra potenze per consolidare i propri confini e reprimere nemici comuni (es. i popoli del Mare).
    • b) Akhenaton: “primo pacifista”?

      La figura del faraone Akhenaton è stata oggetto di revisione critica.

      • Nel corso degli ultimi due secoli, il giudizio degli storici e degli egittologi su Akhenaton è cambiato radicalmente, passando da un'iniziale ammirazione romantica a un'analisi molto più critica e complessa.
      • Gran parte degli storici contemporanei ha ridimensionato il mito del "faraone buono". Studiosi come Barry Kemp (che ha scavato ad Amarna per decenni) vedono la sua riforma non come un atto di tolleranza, ma come una dittatura teocratica.
      • Akhenaton non creò una religione per tutti. Il popolo non poteva pregare direttamente il sole Aton; il popolo doveva adorare Akhenaton, e solo Akhenaton intercedeva presso Aton. Si trattò di un'operazione di potere assoluto per accentrare le ricchezze del Paese, strappandole ai sacerdoti.
      • Gli studi più recenti (es. Dominic MontserratAkhenaten: History, Fantasy and Ancient Egypt, 2000; Ronald T. RidleyAkhenaten: A Historian’s View, 2019) tendono a ridimensionare l’interpretazione pacifista. Sia Montserrat che Ridley declassano il "pacifismo" di Akhenaten a un mito storiografico moderno, privo di reali fondamenta archeologiche.
      • Montserrat dimostra che l'immagine di Akhenaten come "re pacifista" o "poeta umanitario" è nata all'indomani della Prima Guerra Mondiale. L'Occidente, traumatizzato dal conflitto, aveva bisogno di proiettare nel passato un eroe ideale che rifiutasse la violenza. L'autore evidenzia come i rilievi ufficiali di Amarna continuassero a mostrare i tradizionali nemici dell'Egitto brutalizzati e sottomessi. Akhenaten non rifiutava la guerra per etica pacifista, ma era semplicemente concentrato sulla propria rivoluzione interna (il braccio di ferro con i sacerdoti).
      • Ridley analizza rigorosamente le Lettere di Amarna (la corrispondenza diplomatica dell'epoca). Dimostra che il presunto "disinteresse" di Akhenaten per i territori siriani e palestinesi sotto attacco non era dettato da ideali pacifisti, ma da calcoli politici, logistici o da semplice inefficienza amministrativa. Nel suo censimento delle teorie accademiche, Ridley inserisce il pacifismo nella lunga lista di speculazioni (al pari di "mistico", "totalitario" o "folle") che gli storici hanno arbitrariamente cucito addosso al faraone partendo da dati frammentari.
      • In sintesi, per entrambi gli studiosi Akhenaten era un sovrano del Nuovo Regno che operava secondo le logiche di potere dell'antico Egitto; l'etichetta di pacifista è solo una proiezione dei desideri moderni.
      • Le fonti non mostrano che Akhenaton “bandì le guerre”. Semplicemente, durante il suo regno l’Egitto non intraprese grandi campagne militari, ma ciò potrebbe essere dovuto a ragioni politiche ed economiche, non a un’ideologia pacifista.
      • Dopo la sua morte, il Paese cadde in una crisi internazionale (l’impero ittita si espanse a scapito dei territori egizi), il che suggerisce che la sua “negligenza militare” fu considerata un errore dai suoi successori.
    • c) Altri trattati di pace prima di Kadesh?

      Recenti scoperte archeologiche suggeriscono che esistessero accordi di pace anche prima del 1259 a.C.:

      • Un trattato tra la città sumera di Lagash e la città di Umma (circa 2100 a.C.) fu siglato dopo una lunga disputa territoriale. È conservato su un’iscrizione in pietra e stabiliva un confine comune e una clausola di non aggressione.
      • Un trattato tra il faraone Thutmose III e il re di Kadesh (dopo la battaglia di Megiddo, 1457 a.C.) impose un giuramento di fedeltà e tributi, ma non fu un accordo paritario come quello di Ramses II. Il trattato si inserisce nella prassi dei documenti di sottomissione.


        Il primato di “primo trattato di pace paritario” rimane dunque a Kadesh, mentre il titolo di “primo trattato di pace in assoluto” potrebbe competere con Lagash‑Umma, a seconda di come si definisce “trattato di pace”.

      • d) Archeologia della pace e “guerra giusta” nell’antico Egitto

        La peace research applicata all’antico Egitto (es. T. Schneider, “War and Peace in Ancient Egypt”, 2021) ha evidenziato come la cultura egizia legittimasse la guerra come atto di mantenimento dell’ordine cosmico (maat) contro il caos (isfet). Le iscrizioni dei faraoni descrivono le campagne militari come azioni “giuste” per punire i ribelli. Il trattato di Kadesh, pur essendo un accordo di pace, non mette in discussione questa ideologia: semplicemente ridefinisce chi è il nemico comune (i “popoli del mare”, gli Shasu, ecc.). Ciò anticipa la moderna teoria della “pace separata” (peace without justice) – una pace che non risolve le cause strutturali del conflitto.


  • 3. Verifica / Domande chiave
    • Quali furono i contenuti principali del trattato di Kadesh tra Egizi e Ittiti? In cosa fu innovativo per l’epoca?

      Riferimento: clausole di non aggressione, alleanza difensiva, invocazione divina reciproca.

    • Perché Akhenaton è stato definito “primo pacifista”? Quali sono i limiti di questa interpretazione secondo la storiografia recente?

      Riferimento: assenza di guerre durante il suo regno; proiezione di desideri contemporanei sulla storia passata.

    • Si può considerare il trattato di Kadesh un esempio di “pace positiva” (assenza di violenza strutturale) o solo di “pace negativa” (assenza di guerra)?

      Riferimento: Galtung; il trattato non affronta schiavitù, disuguaglianze, logiche imperialistiche.

    • Qual è l’importanza del trattato di Kadesh per la storia del diritto internazionale?

      Riferimento: primo esempio conservato di trattato paritario tra stati sovrani; esposto all’ONU nel 2010.

    • Esistono trattati di pace più antichi di quello di Kadesh? Cosa sappiamo dell’accordo tra Lagash e Umma?

      Riferimento: circa 2100 a.C., confini e non aggressione, ma non paritario come Kadesh.

    • Secondo la peace research, in che modo l’ideologia egizia della maat influenzava la legittimazione della guerra?

      Riferimento: guerra come mantenimento dell’ordine cosmico contro il caos.


  • 4. Fonti storiche e approfondimenti - Testi e saggi (aggiornati)
    • Marescotti, A. & Marescotti, D. (2005). Schede per una storia della pace e dei diritti umani – Antico Egitto (pp. 40‑41 del PDF).

      (Testo base)

    • Cohen, R. & Westbrook, R. (eds.) (2000). Amarna Diplomacy: The Beginnings of International Relations. Johns Hopkins University Press.

      (Sul sistema diplomatico del XIV secolo a.C., inclusi i trattati pre‑Kadesh)

    • Montserrat, D. (2000). Akhenaten: History, Fantasy and Ancient Egypt. Routledge.

      (De‑mitizzazione della figura di Akhenaton)

    • Ridley, R.T. (2019). Akhenaten: A Historian’s View. The American University in Cairo Press.

      (Bilancio critico delle fonti)

    • Schneider, T. (2021). War and Peace in Ancient Egypt. In The Oxford Handbook of War in the Ancient World. Oxford University Press.

      (Analisi delle ideologie egizie della guerra e della pace)

    • Meskell, L. (2002). Private Life in New Kingdom Egypt. Princeton University Press.

      (Prospettiva femminista sulla vita domestica e il ruolo della regina)

    • Liverani, M. (2001). International Relations in the Ancient Near East, 1600‑1100 BC. Palgrave.

      (Analisi del sistema di trattati, incluso Kadesh)

  • Link e risorse online
  • Documenti primari suggeriti
    • Trattato di Kadesh (1259 a.C.) – Traduzione italiana in M. Liverani, Le lettere di El‑Amarna*, 1999, o in rete.
    • Stele di Lagash‑Umma – Iscrizione sumera del trattato di pace, consultabile presso il Louvre (Parigi).
    • Iscrizioni di Akhenaton a Amarna – Facsimili e traduzioni in W.J. Murnane, Texts from the Amarna Period in Egypt*, 1995.

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