Il generale americano pluridecorato che divenne il più feroce oppositore dell'imperialismo
Nazionalità: statunitense
Nascita: 30 luglio 1881
Morte: 21 giugno 1940
Periodo storico: Stati Uniti tra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta, imperialismo americano, Prima Guerra Mondiale, Grande Depressione, ascesa del fascismo in Europa.
Chi era
Smedley Darlington Butler nacque a West Chester, Pennsylvania, il 30 luglio 1881, in una famiglia dell'alta borghesia quacchera. Suo padre, Thomas Butler, era un influente membro del Congresso. Cresciuto in scuole quacchere, dove il pacifismo era una tradizione, Butler scelse invece la strada opposta. A sedici anni, nel 1898, mentì sulla sua età per arruolarsi nel Corpo dei Marines e combattere nella guerra ispano-americana. Nonostante le sue origini pacifiste, credeva fermamente nella missione americana: "Stringevo i pugni al pensiero di quei poveri diavoli cubani che venivano affamati e uccisi dai bestiali tiranni spagnoli", scrisse in seguito.
Per i successivi trentaquattro anni, Butler fu il soldato perfetto: combatté in quasi tutti i conflitti armati americani dell'epoca, dalle Filippine alla Cina (durante la ribellione dei Boxer), dal Messico all'America Centrale, fino alla Prima Guerra Mondiale in Francia. Alla fine della sua carriera, era il marine più decorato della storia americana, con sedici medaglie, tra cui due Medal of Honor e la Marine Corps Brevet Medal. Soprannominato "The Fighting Quaker" (il quacchero combattente) e "Old Gimlet Eye" (vecchio occhio di trivella), era una celebrità nazionale, celebrato in romanzi e film.
Eppure, nei paesi che aveva contribuito a occupare, il ricordo di Butler era ben diverso. Ad Haiti era semplicemente noto come "Il Diavolo". In Nicaragua, le madri calmavano i bambini minacciandoli: "Zitto! Il maggiore Butler ti prenderà".
Il contesto storico: l'apice dell'imperialismo americano
L'attività di Butler si inserisce in un contesto di espansione imperiale senza precedenti degli Stati Uniti.
Le "guerre della banana" (1898-1934). Dopo la guerra ispano-americana, gli Stati Uniti intervennero ripetutamente in America Centrale e nei Caraibi per proteggere gli interessi commerciali americani, in particolare quelli della United Fruit Company, che aveva enormi interessi nella produzione di banane, tabacco e zucchero. Queste operazioni, eufemisticamente chiamate "missioni di mantenimento della pace", erano in realtà guerre di conquista economica, condotte per garantire il controllo della regione e del Canale di Panama. Butler vi partecipò in prima linea, come soldato fedele e zelante.
La Grande Depressione e il pacifismo degli anni Trenta
Dopo il crollo della Borsa di Wall Street del 1929, il movimento pacifista crebbe in America. Molti veterani e politici iniziarono a mettere in discussione l'interventismo militare, e Butler divenne una delle voci più ascoltate di questo movimento.
La carriera militare: dal soldato zelante all'eroe nazionale
La carriera di Butler fu costellata di azioni eroiche e, talvolta, di episodi controversi. Nel 1899, durante la guerra filippino-americana, fu inviato a Manila, ma il suo primo vero battesimo del fuoco fu durante la ribellione dei Boxer in Cina nel 1900. Nel 1903, fu inviato in Honduras per difendere il consolato americano durante una rivolta, un'operazione tipica delle "guerre della banana".
Nel 1914, Butler condusse una missione di spionaggio in Messico, travestito da funzionario ferroviario di nome "Mr. Johnson", per raccogliere informazioni per un'eventuale invasione americana. Nel 1915, fu inviato ad Haiti, dove comandò la gendarmeria haitiana durante l'occupazione americana (1915-1934).
Nel 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, Butler fu promosso generale di brigata e comandò un deposito di sbarco in Francia. Alla fine della guerra, era uno dei tre maggiori generali dei Marines, appena sotto il comandante dei Marines e il capo di stato maggiore dell'esercito. Nel 1924, fu nominato dal presidente Calvin Coolidge direttore della pubblica sicurezza di Philadelphia.
Eppure, nonostante il suo brillante curriculum, Butler iniziava a mostrare segni di scetticismo verso le campagne imperialistiche che aveva servito.
La svolta pacifista: da eroe di guerra a critico dell'imperialismo
Dopo il ritiro dal Corpo dei Marines nell'ottobre del 1931, Butler si trasformò radicalmente. Iniziò a tenere conferenze in tutto il paese, parlando a raduni di veterani, gruppi comunisti, pacifisti e chiese. Divenne uno dei più prominenti dissidenti anti-guerra e anti-imperialisti del paese.
La sua conversione fu totale e senza mezzi termini. In un articolo pubblicato nel 1935 sulla rivista socialista Common Sense, scrisse: "Ho passato 33 anni e 4 mesi in servizio attivo come membro della forza militare più agile del nostro paese, il Corpo dei Marines... E durante quel periodo ho passato la maggior parte del mio tempo a fare il "muscoloso" di lusso per la Grande Impresa, per Wall Street e per i banchieri. In breve, sono stato un criminale del capitalismo".
Butler non si limitò a criticare la guerra in astratto. Denunciò le operazioni militari in America Centrale e nei Caraibi, criticando il modo in cui le imprese americane e i banchieri di Wall Street imponevano la loro agenda sulla politica estera degli Stati Uniti.
"War Is a Racket": il manifesto del pacifismo di Butler
Il contributo più famoso di Butler alla cultura pacifista fu il discorso (che divenne poi un libro) "War Is a Racket" (La guerra è una mafia), pubblicato nel 1935. Il discorso, che tenne in un tour nazionale nei primi anni Trenta, fu così ben accolto che lo ampliò in un libretto di 51 pagine (è allegato a qusta pagina web).
Il suo messaggio era semplice e devastante. La guerra, spiegava Butler, non è quello che sembra alla maggior parte delle persone. È un affare gestito da un piccolo gruppo di insider che ci guadagnano, a spese della vita dei soldati e delle sofferenze delle nazioni.
Butler proponeva tre riforme radicali per togliere il profitto dalla guerra: primo, che non ci fosse alcun profitto associato alla guerra; secondo, che i soldati o i coscritti potessero votare se volevano o meno combattere; terzo, che la guerra fosse combattuta solo per difendere i confini nazionali.
Il libro fu condensato dal Reader's Digest, contribuendo a diffondere il suo messaggio in tutta America. Lowell Thomas, che aveva scritto l'autobiografia orale di Butler, lodò il suo "coraggio morale oltre che fisico".
Il Business Plot: la denuncia del colpo di Stato fascista
Nel 1933, Butler si trovò al centro di una delle vicende più controverse della storia americana. Testimoniò davanti a una commissione del Congresso che un gruppo di ricchi industriali americani stava pianificando un colpo di Stato militare per rovesciare il presidente Franklin D. Roosevelt e installare Butler come dittatore.
Il piano, noto come Business Plot, prevedeva che Butler guidasse un esercito di 500.000 veterani in una marcia su Washington. I cospiratori, tra cui figure legate alla famiglia DuPont e a importanti banche di Wall Street, erano infuriati dalle politiche del New Deal di Roosevelt e volevano instaurare un regime fascista.
Butler rifiutò il ruolo e denunciò il complotto. La commissione McCormack-Dickstein del Congresso, dopo un'indagine, giudicò la sua testimonianza credibile, ma i media dell'epoca minimizzarono la vicenda, con il New York Times che la definì una "favola gigantesca". Il Times riferì che il comitato speciale di indagine giunse alla conclusione che "la storia del generale Butler di una marcia fascista su Washington era allarmantemente vera".
La storia fu in gran parte dimenticata, ma rimane uno degli episodi più sconvolgenti della storia politica americana.
L'eredità
Smedley Butler morì a Filadelfia il 21 giugno 1940, all'età di cinquantotto anni. La sua eredità è duplice.
Da un lato, è ricordato come il più grande eroe militare della sua epoca, un marine leggendario che ispirò generazioni di soldati.
Dall'altro, è celebrato come uno dei più coraggiosi critici dell'imperialismo americano, un uomo che ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente ciò che aveva fatto per trent'anni.
La sua eredità è sopravvissuta soprattutto nei movimenti pacifisti e anti-imperialisti. Noam Chomsky ha citato le sue parole, e gli studiosi di sinistra lo hanno riscoperto come un precursore della critica al complesso militare-industriale. La sua figura è stata raccontata in numerosi libri, tra cui Gangsters of Capitalism di Jonathan M. Katz (2022).
Allegati
War is a racket
Smedley Butler
Fonte: https://www.ratical.org/ratville/CAH/warisaracket.html822 Kb - Formato pdf
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