Fra i quaccheri che fuggivano in America era radicata la convinzione che nessun protestante avrebbe potuto uccidere un altro protestante per motivi di coscienza. Ma non fu così. Perfino i capitani delle navi che li trasportavano vennero pesantemente sanzionati. Cerchiamo di ricostruire la storia.
Nato negli Stati Uniti il 30 luglio 1881, partecipò a quasi tutti i conflitti militari dell'epoca. Ma da eroe si trasformò in critico intransigente delle guerre americane fino a scrivere un manifesto pacifista: "War is a racket"
Organizzazioni come l'European Bureau for Conscientious Objection (EBCO) e International Fellowship of Reconciliation accusano l'UE di silenzio selettivo, chiedendo asilo per obiettori ucraini e ricordando che la Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE (art. 10) garantisce la libertà di coscienza.
24 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
I movimenti pacifisti dall'Ottocento al Novecento.
I movimenti pacifisti sono diventati lievito di speranza e la loro attività si è intrecciata con altri movimenti: per i diritti civili, per l’emancipazione della donna, per i diritti umani, per l’autodeterminazione dei popoli e per la difesa dell’ambiente.
"..ebbero carattere di persuasione e propaganda religiosa-morale, in accordo ai principi di pace praticati dalla sètta fondata da Giorgio Fox" E.Marcucci (da Memorie)
I collegamenti con le trame eversive e i rapporti con l'Alleanza Atlantica nel contesto della Guerra Fredda. Il ruolo di Gelli quale mandante della strage di Bologna del 1980. La prova regina: il "Documento Bologna". Il supporto operativo di Federico Umberto D'Amato, uomo cerniera con la NATO.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Commissione parlamentare e dai tribunali, il vincolo massonico avrebbe rafforzato il sodalizio fra le due personalità. Il generale piduista dei carabinieri Giovanni Battista Palumbo riferì che Gelli disse: «Io sono amico di Giulio».
La nonviolenza è attivissima. Per supplire all'efficacia dei mezzi violenti moltiplica i mezzi nonviolenti. La nonviolenza è una lotta continua contro le situazioni circostanti. Contro imperialismo, tirannia, sfruttamento, invasione, il metodo della nonviolenza è di non collaborare al male.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
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