Il pacifismo dei quaccheri perseguitati in America nel Seicento
Uno sguardo storico sulla persecuzione dei quaccheri nel Nuovo Mondo
1. Premessa: l'intolleranza di Martin Lutero
Quando si parla di persecuzioni religiose nell'età moderna, il pensiero corre immediatamente all'Inquisizione cattolica, ai roghi di Ginevra o alle guerre di religione che insanguinarono l'Europa. Meno noto, e forse più doloroso da riconoscere, è il fatto che l'intolleranza religiosa non fu un'esclusiva di una sola confessione. I riformatori protestanti, che avevano invocato la libertà di coscienza contro Roma, si rivelarono spesso altrettanto spietati nel perseguitare coloro che osavano discostarsi dalla loro ortodossia.
Proprio come i cattolici bruciarono Hubmeier, così i calvinisti bruciarono Serveto, i luterani giustiziarono Müntzer e gli zwingliani annegarono Manz. Questo tragico elenco dimostra che l'eresia era considerata un crimine punibile con la morte da tutte le principali correnti della Riforma.
Tra le vittime più emblematiche di questa intolleranza "tra fratelli" vi furono i quaccheri, un movimento pacifista e radicale nato in Inghilterra, la cui storia nelle colonie americane rappresenta uno dei paradossi più drammatici e istruttivi dell'intera storia della libertà religiosa.
2. I quaccheri: una fede antigerarchica
La Società degli Amici, meglio nota come quaccheri, nacque in Inghilterra a metà del XVII secolo sotto la guida carismatica di George Fox. Il loro messaggio era radicale e sconvolgente per l'epoca, vediamone i punti fondamentali.
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La "luce interiore": ogni uomo e donna possiede dentro di sé una scintilla divina che permette di comunicare direttamente con Dio, senza bisogno di mediazioni sacerdotali.
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Uguaglianza assoluta: tutti gli esseri umani sono uguali agli occhi di Dio, il che comportava il rifiuto di ogni gerarchia, sia ecclesiastica che sociale; forte era il rifiuto dello schiavismo.
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Pacifismo integrale: il rifiuto categorico della violenza, della guerra e di qualsiasi forma di coercizione; ovviamente si opposero alle guerre contro gli indiani d'America.
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Parità di genere: le donne potevano predicare e guidare le comunità, un'idea rivoluzionaria in una società patriarcale.

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Rifiuto del giuramento: la loro parola doveva bastare, senza bisogno di giurare su Dio.
Queste idee, oggi percepibili come anticipatrici dei moderni diritti civili, erano all'epoca considerate pericolosamente eversive. In Inghilterra, i quaccheri subirono persecuzioni feroci: incarcerazioni, confische di beni, frustate pubbliche e deportazioni.
Fu proprio per sfuggire a queste persecuzioni che molti quaccheri volsero lo sguardo verso le colonie americane, dove speravano di trovare quella libertà religiosa che l'Inghilterra negava loro.
3. Il sogno infranto: l'arrivo in America
La speranza dei quaccheri si infranse contro una realtà amarissima. Quando i primi quaccheri giunsero nel Massachusetts nel 1656, si trovarono di fronte a un muro di ostilità molto simile a quella incontrata in patria.
I Padri Pellegrini, che erano fuggiti dall'Inghilterra per sfuggire alle persecuzioni della Chiesa anglicana, avevano creato nella Nuova Inghilterra una società basata anch'essa su un modello di ortodossia.
La risposta di questa nuova realtà religiosa all'arrivo dei quaccheri fu immediata e spietata. Nel 1656, il tribunale generale del Massachusetts approvò una legge che definiva i quaccheri una "setta di eretici" e stabiliva pene severe:
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i capitani di navi che avessero trasportato quaccheri nella colonia sarebbero stati multati di 100 sterline, una somma enorme;
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i quaccheri sbarcati sarebbero stati immediatamente rinchiusi in una casa di correzione e, all'ingresso, severamente frustati;
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chiunque li avesse ospitati sarebbe stato multato o imprigionato.
Due anni dopo, nel 1658, le leggi si fecero ancora più draconiane. Ai quaccheri che tornavano dopo il bando veniva tagliato un orecchio, poi l'altro e, alla terza volta, la lingua veniva forata con un ferro rovente.
La colonia del Massachusetts aveva di fatto creato un apparato legislativo e giudiziario volto a impedire lo sbarco e la sopravvivenza dei quaccheri. Non si trattava di un semplice diniego di asilo, ma di una persecuzione sistematica e legalizzata.
4. La sfida dei martiri: protestanti vengono uccisi da altri protestanti
Ciò che rende questa pagina di storia particolarmente drammatica è la sfida consapevole che alcuni quaccheri lanciarono alle autorità puritane. Spinti dal loro coraggio molti di loro interpretarono le leggi persecutorie come una sfida e vollero mettere alla prova i loro confratelli. Si appellarono alla coscienza sperando che non applicassero una legge così crudele. La ritennero una semplice deterrenza priva di conseguenze. Sarebbero stati i loro confratelli protestanti tanto crudeli da uccidere un quacchero?
La loro convinzione era radicata in un presupposto che oggi appare ingenua ma che per loro era un articolo di fede: nessun protestante avrebbe potuto uccidere un altro protestante per motivi di coscienza. Dopo tutto, non erano forse fuggiti dall'Inghilterra proprio per sfuggire a persecuzioni? Non avevano forse invocato la libertà religiosa come principio fondamentale della loro fede?
Questa speranza si rivelò tragicamente infondata. I martiri di Boston, come passarono alla storia, ne sono la prova più dolorosa: William Robinson e Marmaduke Stevenson furono impiccati nel 1659 per essersi rifiutati di lasciare la colonia. Mary Dyer, una donna di nobili origini inglesi, fu impiccata a Boston Common il 1° giugno 1660. Era stata bandita e minacciata di morte, ma era tornata per tre volte, sfidando consapevolmente la legge. William Leddra fu giustiziato il 14 marzo 1661 dopo essere tornato a Boston per visitare altri quaccheri in prigione.
Mary Dyer, salendo sul patibolo, pronunciò parole che riecheggiano ancora oggi: "Non sono venuta qui per violare alcuna legge, ma per testimoniare la verità che è in me".
La sua esecuzione, insieme a quella degli altri martiri, dimostrò che l'intolleranza religiosa non conosceva confini confessionali e che i perseguitati potevano diventare persecutori.
5. Le radici teologiche e politiche della persecuzione
Per comprendere appieno questa pagina di storia, è necessario chiedersi: perché i Puritani, che avevano subito persecuzioni in patria, si comportarono con tanta ferocia verso i Quaccheri?
Le ragioni sono molteplici e intrecciano teologia, politica e psicologia sociale:
La minaccia all'ordine sociale: per i puritani, la religione e lo Stato erano un'unica entità. La loro "Città sulla collina" doveva essere un modello di società basato sulla loro stretta interpretazione del calvinismo. I quaccheri, rifiutando ogni gerarchia e predicando una "democrazia spirituale", rappresentavano una minaccia esistenziale all'intero progetto.
La paura della contaminazione: i quaccheri non cercavano solo rifugio; erano attivi missionari che volevano convertire i puritani. Questo veniva percepito come un avvelenamento della loro società, un tentativo di minare le fondamenta stesse della loro fede.
L'incapacità di riconoscere l'altro: in un'epoca in cui la verità religiosa era considerata univoca, il dissenso non poteva essere tollerato. L'eretico non era semplicemente qualcuno che la pensava diversamente, ma un agente del diavolo, un pericolo per l'anima della comunità.
La psicologia del perseguitato: come spesso accade, coloro che hanno subito persecuzioni tendono a riprodurre gli stessi meccanismi quando acquisiscono potere. I puritani, dimenticando le loro stesse sofferenze, divennero persecutori altrettanto spietati di quelli da cui erano fuggiti.
6. Eccezioni e resistenze: il Rhode Island e la Pennsylvania
Non tutte le colonie americane seguirono la via dell'intolleranza. Il Rhode Island, fondato da Roger Williams, rappresentò un'eccezione luminosa. Williams, un dissidente cacciato dal Massachusetts per le sue idee sulla libertà di coscienza, fondò una colonia basata sul principio della piena libertà religiosa, che accolse Quaccheri, Ebrei e altre minoranze perseguitate altrove.
La persecuzione subita spinse infine il quacchero William Penn a fondare la Pennsylvania nel 1681. Penn, che aveva ereditato un ingente debito del re Carlo II verso suo padre, ottenne in cambio una vasta concessione territoriale in America.
La Pennsylvania fu concepita come un "Sacro Esperimento": una colonia basata sulla tolleranza religiosa, sulla pace con i nativi americani e su un governo democratico. Penn scrisse un "Frame of Government" che garantiva la libertà di coscienza a tutti gli abitanti, un documento che anticipava di quasi un secolo i principi della Costituzione americana.
La fondazione della Pennsylvania rappresenta un momento cruciale nella storia della pace: per la prima volta, una comunità religiosa perseguitata riusciva non solo a trovare rifugio, ma a creare un modello di convivenza basato sul rispetto reciproco e sulla nonviolenza.
7. Il significato storico e l'eredità per la pace
La storia dei Quaccheri in America offre diverse lezioni fondamentali per la storia della pace e della tolleranza.
I martiri quaccheri non si ribellarono con la violenza, ma accettarono il martirio come testimonianza della loro fede. La loro morte, lungi dallo scoraggiare il movimento, ne rafforzò la determinazione e suscitò la simpatia dell'opinione pubblica. Il contributo dei quaccheri alla nascita della democrazia americana è stato spesso trascurato. Principi come la libertà di coscienza e la separazione tra Stato e confessioni religiose trovarono nei quaccheri alcuni dei loro più convinti sostenitori.
8. Conclusione
La storia dei quaccheri perseguitati in America da altri protestanti ci interpella ancora oggi.
Essa ci ricorda che i perseguitati a volte possono diventare persecutori e il presente ce ne dà purtroppo prova. L'intolleranza non è un'esclusiva di una singola religione o ideologia, ma una tentazione costante del potere per cui I perseguitati di ieri possono diventare i persecutori di oggi.
I quaccheri, con la loro testimonianza di fede e di nonviolenza, ci hanno lasciato un'eredità preziosa. Essi dovettero costruire delle loro comunità di autogoverno in Pennsilvanya per porre al centro i valori di tolleranza in cui credevano.
Come scrisse George Fox, un ispiratore dei quaccheri: "Sii gentile con tutti, amichevole con tutti, ma non essere schiavo di nessuno". Queste parole, nate in un'epoca di feroci persecuzioni, risuonano ancora oggi come un monito e come un invito a costruire un mondo più giusto e più pacifico.
Bibliografia essenziale suggerita
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William Penn, Frame of Government of Pennsylvania (1682)
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George Fox, Journal (pubblicato postumo nel 1694)
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Carla Pestana, Quakers and Baptists in Colonial Massachusetts (1991)
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Frederick B. Tolles, Quakers and the Atlantic Culture (1960)
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Alessandro Marescotti, "Il Seicento dei quaccheri e il pacifismo americano", conferenza presso PeaceLink, Taranto 2003
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