Solidarietà di Libera al Sindaco di Buccinasco
Il grave atto intimidatorio ai danni di Maurizio Carbonera, sindaco di Buccinasco - al quale sono stati recapitati gli auguri di Pasqua in una busta con un proiettile di mitragliatore - ripropone drammaticamente il pericolo costituito dalla 'ndrangheta in provincia di Milano e nella nostra regione. Al primo cittadino di Buccinasco, già in passato al fianco della nostra associazione, va tutta la piena solidarietà di Libera, nella profonda convinzione che proprio dal contrasto degli interessi criminali sui territori debba prendere rinnovato vigore l'azione di contrasto alle mafie. Sicuramente la corretta attività amministrativa procura fastidi agli interessi delle cosche, che in quell'area della provincia di Milano si concretizzano soprattutto in investimenti immobiliari, attività speculative ed edilizie connesse. La salvaguardia del territorio dagli appetiti mafiosi e l'osservanza delle procedure non sono gradite a chi ha come unico obiettivo il massimo profitto possibile, da raggiungere con il minimo sforzo e il mancato rispetto della legge. L'azione di legalità a livello amministrativo deve essere accompagnata da una rigorosa opera di repressione e gli stessi clan che oggi sembrano rialzare la testa nel decennio scorso erano stati decimati dalle inchieste dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. A distanza di quasi dieci anni, la maggior parte dei giudici allora membri della DDA milanese è oggi passata ad altri compiti, in virtù della ben nota e sciagurata "rotazione" nell'applicazione dei magistrati imposta dal CSM e la memoria storica di quei fatti - fondamentale nel contrastare una criminalità come quella mafiosa - è ormai patrimonio di pochi. È forte quindi la necessità di aggiornare il quadro di riferimento e gli organigrammi delle cosche, anche perché, dopo tutti questi anni, il rischio che le stesse cosche - dopo lo sbandamento successivo alle numerose condanne passate in giudicato - si riorganizzino è davvero molto alto; le intimidazioni al sindaco Carbonera ne sono una prova più che lampante; gli auguri con la pallottola seguono l'attentato incendiario ai danni della sua auto nel marzo 2003. Se occorre gridare forte il nostro "no!" alle mafie, occorre con altrettanto vigore chiedere che sulle mafie a Milano e in Lombardia non cali, dopo questo terribile atto intimidatorio, ancora una volta il silenzio di mass media e opinione pubblica. È proprio nel silenzio che le mafie prosperano e occorre evitare la sottovalutazione di questi e di altri segnali, una sottovalutazione che si nutre dell'ostinata convinzione che le mafie siano un problema del sud, mentre da almeno cinque decenni hanno esteso il loro raggio d'azione anche in Lombardia. Non è quindi in gioco il "buon nome" di Milano e della nostra regione: evidenziare il rischio mafia in questi territori non è un attentato alla reputazione della regione e del salotto buono della finanza italiana. Ad essere in gioco è invece la convivenza civile, l'attività amministrativa di molti comuni, l'economia stessa dei nostri territori. Invitiamo le associazioni, i cittadini, gli amministratori comunali di piccoli e grandi comuni che condividono l'allarme per i rischi che le mafie portano con sé a partecipare alla FIACCOLATA DI VENERDÌ 1 APRILE che prenderà il via alle ore 20.30 dal PALAZZO COMUNALE in via Roma e si concluderà nella piazza dei Giusti a Buccinasco (MI). Milano, 30 marzo 2005 Lorenzo Frigerio Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie Referente per la Lombardia
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