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Un modo per sconfiggere la mafia

"...E dal letame nascono i fiori..."

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21 agosto 2005 - Nadia Redoglia

“...E dal letame nascono i fiori...” cantava l’indimenticabile Fabrizio De Andrè.
Immagino l’espressione di qualche lettore. Non a torto si chiederà se è mia consuetudine iniziare i pezzi parlando di m…. Di recente abbiamo usato il vocabolo, nell’accezione più immonda, per parlare dello smaltimento illegale dei rifiuti. A farla da padrone sono organizzazioni ecomafiose e loro collusi. Sciascia e il più “televisivo” Camilleri, hanno raccontato di mafia in patria: buone letture e piacevoli momenti (tra i pochissimi) davanti alla tv. Fuor di patria “ci tocca” appena finito di dire “I’m from Italy” “Aah pizza, spaghetti…mafia”.Tutto il pianeta ne era e ne è al corrente, ma solo l’Italia, placenta di mafiosi, ha continuato, fino a qualche lustro fa, a negarne l’esistenza imputando alla fantasia popolare l’assurdità del termine consentendo che l’assurdo divenisse mostruoso fino a trasformarsi in cieca follia.
“Meglio morti che folli” avranno pensato probabilmente alcuni “non ominicchi e quaquaraqua”, ma Omini. Dovettero morire per dimostrare che avrebbero suscitato più “timore” da morti che da vivi. Ci sono riusciti. Lo Stato, infatti, da qualche lustro ha ammesso che la mafia è realtà, istituendo contro di lei anche una commissione: Falcone e Borsellino avrebbero potuto presiederla… Come si proceda a combattere la mafia qualche volta non riusciamo a capirlo.Alcune archiviazioni o prescrizioni, qualche dilavata sentenza in appello o cassazione, taluni “non luogo a procedere”, (basta navigare un po’ su Internet e se ne trovano a decine), sono provvedimenti che ci paiono un po’ assurdi, ma, poiché non siamo addetti ai lavori ci accontentiamo, almeno per il momento, dell’assoluzione emessa a favore della nostra fantasia accusata di divulgare “assurdità”. Lo dobbiamo ai tanti (troppi) Falcone e Borsellino e agli addetti ai lavori i cui provvedimenti non ci sembravano “assurdi”…
A Paolo sono particolarmente legata perché una parte della sua preziosa eredità la posso toccare fisicamente: è l’amica Rita, Rita Borsellino. Lei è amica di tutti, di tutti coloro che non abbassano lo sguardo incontrando i suoi profondi occhi azzurri, salvo che non lo facciano per timidezza, commozione, ma lei questi li capisce perché sono sentimenti che conosce: lei è una donna semplice. Con Don Ciotti, Caselli e altri Omini va a prendere possesso dei terreni confiscati ai mafiosi e da quei terreni insanguinati, bonificati dal coraggio e dalla determinazione, escono fuori prodotti commestibili, unici nel sapore e nel profumo: sanno di speranza. Il loro marchio è il simbolo del riscatto di chi un tempo preferì la morte alla follia. Rita non si ferma qui. Lei, che non s’intende, o se ne frega di intendersene, (come non capirla?) di procedura penale e di sistemi socio-politici ingarbugliati, si affida alla sua intelligenza di madre e nonna, di sorella del “nostro” Paolo.Sa dunque che il bene e il male si infondono in cuori piccini, quindi si sposta incessantemente dal sud al nord per battere sul tempo i mafiosi. Va nelle scuole elementari. Va a dimostrare ai cuori piccini la differenza tra il bene e il male. Semina in terreni vergini. Parla a lungo, a braccio. Ascoltarla e pensare “ti prego, non smettere mai” è un tutt’uno. Paolo vive anche per mezzo di lei e continuerà a vivere nei cuori piccini che Rita raccoglie. Tutti quelli raccolti hanno salvo il loro DNA. Le mafie locali non vanno a cercare virgulti, attendono che questi giungano a loro. Il sistema l’ha sempre permesso. Sottacendone l’esistenza li ha pure agevolati.Coloro che ostacolano pagano con la vita. Così è accaduto a Borsellino e ai suoi (Unmilioneduecentomilalire al mese. Il più giovane della scorta aveva 19 anni, la più bella si chiamava Emanuela Loi). “Non potranno mica ammazzarci tutti!” diceva. Hai ragione Paolo. Sono terrorizzati da una sola paura: l’esistenza di Omini come te. Che i mafiosi si occupino della sola cosa che sanno fare: produrre e accumulare letame, grazie al quale ci mangiano in molti. Da quello noi faremo nascere i fiori. I semi ce li passano donne e uomini come tua sorella…

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