Un gruppo di liceali mette sotto torchio il Ministro dell’Istruzione

Fioroni interrogato!

Non ha accolto la proposta dei ragazzi sull’introduzione di un’ora obbligatoria di storia delle religioni con docenti non indicati dalla Diocesi rispondendo in modo approssimativo.
13 ottobre 2006
Tiziana Saracco

Il ministro dell’istruzione Giuseppe Fioroni, in visita a Firenze per presentare le scelte del Governo, dopo aver riferito al convegno “Costruttori di cittadinanza, idee in cantiere per la scuola del futuro” le principali modifiche che intende apportare al sistema scuola, ha avuto una intervista sui generis.

La stanza era piena di giornalisti, ma a loro non era consentito porre domande, potevano solo riprendere: a condurre una intervista-interrogazione sono stati 5 ragazzi in rappresentanza degli studenti della scuola Media Superiore di Firenze.

Su consiglio del Presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, l’incontro tra il Ministro ed i ragazzi si è svolto su un livello meno formale: agli studenti è stato suggerito di seguire la linea de “Le Iene” nel condurre l’intervista, così da cominciare con domande di tipo personale per conoscere meglio il “personaggio” che si ha di fronte.

Fioroni si è rivelato sorprendentemente alla mano e disponibile nei confronti dei coetanei del figlio parlando dei suoi soprannomi che aveva da ragazzo «Cicciobello e non è difficile capirne il perché…a causa della mia anoressia…!», della sua carriera scolastica durante la quale ha fatto copiare un’infinità di volte i compiti e di quando ha fatto una simpatica gaffes con il Presidente di commissione dell’esame di maturità.

«E’ un progetto che stiamo studiando» ha risposto il Ministro alla studentessa che, sottolineando il largo successo che ha avuto la “Lettura Dantis” in piazza, ha proposto un corso di dizione-teatro per i docenti, in modo da rendere più interessanti le lezioni; inoltre Fioroni ha dichiarato che nella sua scuola sarà incrementato lo studio di importanti autori come Dante e Manzoni.
Ed alla fatidica domanda di uno degli studenti «Mi scusi, tra 8 mesi affronterò l’esame di Stato: ma come sarà?», il Ministro ha ribattuto, ridendo: «Sei peggio di mio figlio, che mi assilla continuamente con questa domanda, ma che ti cambia se la commissione è composta da alcuni membri esterni o meno? Se le modifiche verranno approvate in tempo, otterrai un titolo di studio con un po’ di valore in più.».

Circa il motivo per cui vale la pena studiare, ha spiegato che serve per essere in grado di compiere le scelte della vita, per poter scegliere in prima persona le proprie azioni.
Ed ha aggiunto che, nel suo programma per la scuola, ci sarà un aumento delle ore di lezione, per non trascurare materie che non vengono trattate abbastanza. Infatti gli stessi liceali con la domanda «Qual è la capitale dell’Australia? » hanno sollevato il problema della generale ignoranza tra i giovani di materie troppo trascurate nella scuola, come la geografia e l’educazione civica. Ma non ha accolto la proposta dei ragazzi sull’introduzione di un’ora obbligatoria di storia delle religioni con docenti non indicati dalla Diocesi rispondendo in modo approssimativo.

E’ stato affrontato, anche il tema del “biennio unificato” per i primi due anni delle scuole superiori (proposta avanzata da Fioroni): gli studenti hanno manifestato il loro disaccordo spiegando che ritengono sia più indicata una maggiore attenzione alla scelta della facoltà universitaria che alla scuola superiore. «In terza media siamo già in grado di valutare le nostre attitudini, ma la scelta della facoltà universitaria ci mette più in crisi».

L’incontro è risultato un interessante scambio di idee che ha evidenziato l’umanità di un personaggio politico e la sua disponibilità al confronto con gli studenti.

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