C'è qualcosa che non va. Sicuramente

Attacco alla salute dei bambini

Come è possibile che, mentre i servizi per la salute mentale sul territorio italiano lascino ancora molto a desiderare, si permetta l'apertura di 82 centri in tutta Italia per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini cosiddetti "iperattivi"?
18 novembre 2006
Dott. Carlo Olivieri (Psicologia del Nuovo Umanesimo - Roma)


Riceviamo e - volentieri - pubblichiamo questa lettera del Dott. Carlo Olivieri, promotore, assieme a più di cento associazioni e di 230mila addetti ai lavori di una lettera indirizzata al ministero della Salute.

Come è possibile che, mentre i servizi per la salute mentale sul territorio italiano lascino ancora molto a desiderare, si permetta l'apertura di 82 centri in tutta Italia per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini cosiddetti "iperattivi"?

Andando più nello specifico, l'uso del metilfenidato (Ritalin) nei casi di bambini a cui è stato diagnosticato il Disturbo da Deficit dell'Attenzione con Iperattività (ADHD) è ancora oggetto di numerose controversie. Alcuni studi dimostrerebbero numerosi effetti collaterali e l'insorgenza di altri disturbi mentali più gravi negli anni successivi.
A proposito, invece, dei dati a favore dell'uso di questo farmaco, bisogna premettere che sono nella maggior parte dei casi il prodotto di studi pagati dalle case farmaceutiche. Proprio su questo argomento, sul British Medical Journal viene chiaramente denunciato che "le sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai produttori devono essere valutate con molta cautela, non sono né trasparenti né rigorose".

Di fronte a tutti questi dubbi e a tutti questi richiami alla cautela, irresponsabilmente si permetterebbe l'apertura di centri per la somministrazione ai bambini di questi psicofarmaci.

Psicologia del Nuovo Umanesimo si associa all'appello, di più di cento associazioni e di 230mila addetti ai lavori, indirizzato al ministero della Salute, affinché si fermi questa aberrazione.

Inoltre è necessario rimettere in discussione, non solo la politica, che risponde sempre più agli interessi delle multinazionali del farmaco e sempre meno alle esigenze dei cittadini, ma anche i modelli di comportamento con cui si sta affrontando il disagio sempre maggiore che si avverte nella nostra società.

Siamo allarmati per l'aumento sostenuto dell'uso di droghe illecite e psicofarmaci, e per l'impossibilità che hanno i sistemi di salute ad affrontare i problemi psicologici ed emozionali che le attuali condizioni di vita producono negli individui.

I prodotti chimici, le droghe legali, si sono convertiti, come le droghe illegali, in un mezzo compensatorio per sopportare il nostro stile di vita e minimizzare o evadere le emozioni come l'ansietà, la solitudine, la pena, la noia e la rabbia. La società contemporanea, insegna alle persone ad evadere da tali sentimenti attraverso la soluzione chimica, invece di potenziare le proprie risorse per modificare questa situazione che produce sofferenza.

Una vita diversa è possibile. Una vita dove la droga diventi non necessaria, dove la depressione, lo stress e la violenza retrocedano. Bisogna dare a tutte le persone gli strumenti necessari che permettano loro di occuparsi dell'equilibrio e sviluppo di se stessi e di chi li circonda, per generare una rete di persone con la sufficiente potenza interna per lottare con forza, creatività e decisione a beneficio del superamento della sofferenza personale e sociale.

Se scienze come la medicina, la psicologia e la psichiatria si metteranno su questa strada, retrocederanno contemporaneamente tutti coloro che vogliono continuare ad arricchirsi a spese della nostra salute.

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