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Cacciati dal Tempio

Il volo negato di Sandra

Il vescovo di Firenze ha negato, alcuni mesi fa, il permesso a don Alessandro Santoro di unire in matrimonio Sandra Alvino e Fortunato.
9 aprile 2008 - Alessio Di Florio

Sandra e Fortunato


Sandra Alvino è una coraggiosa donna di 63 anni. Vive a Firenze, dove convive con il marito Fortunato, col quale ha condiviso gli ultimi decenni di una vita dura e travagliata. Sandra ha raccontato la sua storia nel libro "Il Volo", uscito alcuni anni fa. Una storia durissima, tragica, disumana. Fuggita di casa a 14 anni Sandra, donna ma in un corpo 'maschile', è passata per oltre un decennio di carcere durissimo(oscillante tra confino e massima sicurezza) in quanto 'soggetto socialmente pericoloso'. È la società degli Anni Sessanta, dove Sandra deve subire condanne sociali e giudiziarie e violenze di ogni tipo, compreso lo stupro da altri detenuti e da guardie carcerarie. Una sola luce in quegli anni: Fortunato, l'uomo che promette di sposarla. Agli inizi degli anni Ottanta, Sandra va a Londra per operarsi e vedere liberata definitivamente la sua essenza femminile, nella quale si è sempre riconosciuta. E infatti Sandra ha sempre chiesto di non essere definita transessuale, lei si sente ed è donna a tutti gli effetti.
Nel 1983 lo Stato Italiano, dopo essere stato protagonista e complice delle ingiustizie subite da Sandra, le consente il cambio anagrafico di sesso, permettendole così di sposare civilmente il suo Fortunato. Undici anni fa l'ultima svolta, l'incontro con la Comunità delle Piagge e don Alessandro Santoro. Sandra, da sempre cattolicissima, fervente credente educata dai salesiani, vede così riconosciuto un altro dei suoi diritti calpestati: quello di accostarsi alla mensa del Signore, l'Eucaristia. Diritto che i cappellani delle carceri dove è stata prigioniera le avevano sempre negato. Al termine di un forte cammino di fede, Sandra e Fortunato chiedono a don Alessandro di coronare il loro sogno d'Amore con il matrimonio religioso. A questo punto arriva lo stop del vescovo e della Curia, che richiamano pesantemente don Alessandro(il prelato in una lettera al vescovo è arrivato a parlare di 'un giudizio simile a quello di un tribunale') e impediscono il matrimonio. Il diritto canonico non riconosce Sandra e la sua attuale situazione. Per la curia lei resta un uomo(anche se lei non si è mai sentita tale) e, comunque, il matrimonio diverrebbe invalido in quanto Sandra non può procreare. Don Alessandro fa notare che, data l'età avanzata e la menopausa, Sandra non potrebbe mai procreare. Dovremmo quindi impedire ad ogni donna oltre una certà età di sposarsi?(e perché non le sterili? e se fosse sterile lui e non lei?).
L'uomo è stato creato per il sabato? O il sabato è stato creato per l'uomo? l'evangelica domanda, espressa con forza da don Enzo Mazzi e dallo stesso don Alessandro, interroga direttamente le coscienze. Ancora una volta si è scelta la via dell'esclusione, del dogmatismo e della legge formale, accantonando l'umanità. Il 2006 si chiuse con la morte di Piergiorgio Welby. In una lettera a Napolitano, Piergiorgio disse di sentire il proprio corpo come 'la prigione di Aldo Moro'. Blandendo un falso e ipocrita pietismo lo abbandonarono nel suo letto di dolore. Compreso il Vaticano che, per mano del solito Ruini, scelse 'l'ordine logico' e si rifiuto di celebrare il funerale. La situazione di Sandra non è stata molto diversa da quella di Piergiorgio. Anche lei si sentiva oppressa, incatenata, in un corpo che non sentiva del tutto suo. Il volo, come il titolo del suo libro, verso la libertà per lei è cominciato oltre 15 anni fa. Un volo che per la Chiesa di Bagnasco, di Ruini e di Ratzinger non è lecito, non è consentito. E così, un anno dopo Welby, si torna al punto di partenza.
Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi ristorerò.
Beato chi ha fame e sete di giustizia, perché sarà saziato
Come suonano lontane, manipolate, tradite, queste profetiche, vibranti, forti ma anche tenere e dolci promesse del figlio del carpentiere di Nazareth. Chi, più di Sandra, ha fame e sete di giustizia? Quanti possono dire di portare addosso più cicatrici dell'oppressione di Sandra? Una ragazza vittima di stupri, violenze, incarcerata ingiustamente, scacciata da tutti in quanto 'soggetto socialmente pericoloso'. Bussa, ma non gli viene aperto. Riprova ancora, incessantemente, senza arrendersi. Alla fine trova un portinaio che le apre. Il portinaio viene duramente richiamato e lei nuovamente messa alla porta.
Nel 2002, in occasione del 25 anniversario dell'elezione di Karol Woityla, la Rete Radié Resch titolò nel proprio notiziario In America Latina questo papato ha ritirato i pastori dal loro gregge sostituendoli con pastori senza fame e senza sete di giustizia Le braccia armate sono ancora lì, occupano i posti di potere della gerarchia. E sempre più, il dubbio lascia spazio alla certezza che anche in Europa stia accadendo la stessa cosa ...

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