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Per la sopravvivenza del sociale

“Un patto tra gentiluomini per la nostra sopravvivenza"

Dopo la guida con i costi, le Case Famiglia di Roma inviano ai consiglieri anche una lettera con proposta di mozione
18 giugno 2011 - Maria Pia Facchini (Ufficio stampa casa al plurale)
Fonte: Ufficio stampa casa al plurale - 18 giugno 2011

 

 

 Un patto tra gentiluomini”, un impegno ad aumentare le rette fino alla cifra necessaria alla sopravvivenza di tutte le case famiglia di Roma, con uno stanziamento aggiuntivo di quattro milioni di euro per il 2011, e tre milioni per gli anni successivi. A sollecitarlo sono Casa al Plurale, Confcooperative Lazio, Legacoosociali Lazio e AGCI Lazio in una lettera recapitata, in queste ore, ad ogni consigliere capitolino, in vista in vista della prossima approvazione del bilancio del Comune.

 

Dopo la consegna in Campidoglio di una guida con l’analisi di quanto costa, concretamente, la vita in casa famiglia, le associazioni, che riuniscono le strutture che danno ospitalità a centinaia di disabili e persone che vivono in estrema difficoltà, continuano a far sentire la loro voce e a cercare il dialogo con chi dovrà decidere la sopravvivenza delle 54 case famiglia della Capitale: “Ben consci della situazione finanziaria del nostro Comune, Le chiediamo – scrivono Ciro de Geronimo (Confcooperative Lazio), Pino Bongiorno (Legacoosociali Lazio), Eugenio De Crescenzo (AGCI Lazio), Luigi Vittorio Berliri (Casa al Plurale) - un impegno, per dare un indirizzo politico e concreto, stanziando i fondi necessari per un più corretto finanziamento delle strutture che ne consenta la sopravvivenza. Secondo i conti che emergono da un analitico studio da noi effettuato, sono necessari 13 milioni di euro aggiuntivi”.

La lettera - che contiene una proposta di mozione da depositare, discutere e votare sul finanziamento delle residenze per persone adulte con disabilità - si conclude con un appello e una riflessione sulle reali priorità che la nostra Città è chiamata ad affrontare: “Riteniamo che non possano non esserci settori di intervento certamente importanti ma meno prioritari delle case per delle persone disabili che non hanno davvero più nessuno su cui poter contare. Sarebbe un bel segnale per tutti, in questo momento, poter dire a queste persone e alla città: “potete ancora contare sulla politica!” Noi contiamo su di voi”.

Il Comune di Roma per le 54 Case esistenti spende circa € 13.000.000 all’anno: le rette erogate per gli ospiti delle case famiglia sono ferme a marzo 2007 e sono meno della metà di quello che servirebbe.

 

Ufficio Stampa Casa al Plurale

Carmela Cioffi

tel. 06 37351082, mail. info@casaalplurale.org 


 

 

Egregio Consigliere,

come Lei ben sa la situazione delle Case famiglia della Capitale è molto preoccupante. I finanziamenti sono del tutto insufficienti. Le chiediamo un impegno, per dare un indirizzo politico e concreto, in vista della approvazione del bilancio capitolino, stanziando i fondi necessari per un più adeguato finanziamento delle strutture che ne consenta la sopravvivenza. Secondo i conti che emergono da un analitico studio da noi effettuato, sono necessari 13 milioni di euro aggiuntivi.

Ben consci della situazione finanziaria del nostro Comune, Le chiediamo di siglare assieme un “patto tra gentiluomini”; un impegno per i prossimi anni ad aumentare le rette fino ad arrivare alla cifra necessaria, con uno stanziamento aggiuntivo di quattro milioni di euro per il 2011, e tre milioni di euro l’anno per gli anni successivi. Certo se fosse possibile ottenere subito le risorse necessarie sarebbe una risposta davvero efficace ai bisogni della città!

Siamo certi che Lei e tutta l’Amministrazione ha ben a cuore i problemi sociali, ed è ovvio che non speriamo di trovare queste risorse togliendole ai bambini o agli anziani. Non chiediamo insomma una partita di giro dentro l’Assessorato alle Politiche Sociali, ma riteniamo che non possano non esserci settori di intervento certamente importanti, ma meno prioritari delle case per delle persone disabili che non hanno davvero più nessuno su cui poter contare.

Sottolineiamo che le rette che attualmente vengono erogate da Comune  rappresentano circa la metà di ciò che sarebbe necessario e sono ferme dal marzo 2007 ad € 97,41 e ad € 127,87 per i disabili più gravi.

Le chiediamo di approvare una mozione che porti tali rette per il 2011a  € 147,93 e € 190,81

(le alleghiamo un possibile testo, che ci auguriamo possiate approvare all’unanimità)

Sarebbe un bel segnale per tutti , in questo momento, poter dire a queste persone, e alla città: “potete ancora contare sulla politica!”

Noi contiamo su di voi.

 

Confcooperative Federsolidarietà Lazio, Ciro De Geronimo. 

 

Legacoopsociali Lazio, (per) Pino Bongiorno.

 

AGCI Lazio, Eugenio De Crescenzo.

 

Casa al Plurale, Luigi Vittorio Berliri.

 

 

 

Mozione

(ex art 58)

per il finanziamento delle strutture per le persone adulte con disabilità

 

Premesso che con Deliberazione Giunta Comunale n. 4373 del 29 dicembre 1995 è stato approvato “Il piano cittadino per la residenzialità per le persone handicappate: approvazione progetto sperimentale e dell’avviso pubblico”, successivamente modificata con deliberazione della G.C. n. 673 del 3 marzo 1998;

che la Regione Lazio con legge regionale 3 marzo 2003, n.4 ha inoltre emanato “Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all’esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali”, ricomprendendo anche le strutture residenziali per persone con disabilità;

 

che l’Amministrazione Comunale, in considerazione dell’esperienza di gestione in questi anni di residenze per persone disabili, al fine di giungere ad una progettualità non solo in linea con la normativa regionale, ma rispondente alle esigenze dell’utenza interessata e alle competenze attribuite dalle leggi nazionali e regionali e affinché tale progetto fosse condiviso, e avesse le caratteristiche di efficienza, efficacia ed appropriatezza, ha rilevato la necessità di rivedere il finanziamento di dette strutture;

che l'Amministrazione Comunale è impegnata da diversi anni a realizzare un sistema articolato di interventi -in termini di progettualità globale – nell’area della disabilità in piena sintonia con quanto stabilisce la legge 5 febbraio 1992, n.104 con particolare riferimento all’articolo 7, che cosi recita:

"La cura e la riabilitazione della persona handicappata si realizzano con programmi che prevedano prestazioni sanitarie e sociali integrate tra loro, che valorizzino le abilità di ogni persona handicappata e agiscano sulla globalità della situazione di handicap, coinvolgendo la famiglia e la comunità... ";

che da tempo gli enti gestori hanno rappresentato e documentato la necessità di adeguare le tariffe ai reali costi sostenuti;

che, non essendo pervenute osservazioni sul contenuto della proposta, occorre ridefinire il le rette previste nel progetto a suo tempo approvato con deliberazioni G.C. n.4373/95 e n.673/98, con particolare riferimento alle strutture già operanti in convenzione con l’Amministrazione Comunale che occorre pertanto approvare le nuove rette;

che dopo ampia concertazione con gli enti di rappresentanza si è addivenuti alla consapevolezza della necessità di adeguare le rette ai costi del lavoro come previsti dal Ministero e al costo reale della vita;

che questi anni hanno evidenziato il successo di queste strutture, come risposta sicura alla esigenza di accogliere i cittadini in situazione di fragilità estrema, come le persone con disabilità,

 

 

L’ASSEMBLEA CAPITOLINA IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

 

 

a modificare il Regolamento per il finanziamento delle residenze per  persone adulte con disabilità nella parte inerente il finanziamento delle strutture.

 

Sono infatti previste diverse tipologie di finanziamento, a seconda dei bisogni delle persone ospitate. Nelle more di una ridefinizione completa di tali bisogni, a seconda delle necessità assistenziali, di concerto con le ASL, le attuali rette di finanziamento destinate alle persone con più autonomia, definite come “rette per le CASE FAMIGLIA a bassa e media intensità assistenziale” e le rette per “CASE FAMIGLIA  ad alta intensità assistenziale”, saranno adeguate ai relativi bisogni delle strutture.

Si impegna pertanto la Giunta ad approvare una delibera che preveda incrementi di dette tariffe, determinate secondo lo schema seguente. Ai costi indicati andranno aggiunte le opportune variazioni in considerazione degli aumenti contrattuali e del costo ISTAT della vita.

Gli aumenti saranno graduati negli anni, secondo le seguenti percentuali: primo anno (ultimi sei mesi del 2011): 67% della retta necessaria, da gennaio 2012 70%, da gennaio 2013 79%, da gennaio 2014 89%, da gennaio 2015 98%, da gennaio 2016 100%. Intendendosi per “retta necessaria gli importi di euro 222,29 (bassa e media intensità assistenziale) e 286,75 (alta intensità assistenziale).

 

Si precisa che tali importi sono gli importi lordi totali per persone presenti e finanziamento al 100%. Si dà altresì mandato agli uffici tecnici preposti per la determinazione dei calcoli a seconda dei vari casi (retta all’80%, in caso di assenza, retta al 50%,  esente iva e con iva etc.).

 

Di seguito il dettaglio dei costi lordi delle rette previste per i prossimi anni.

 

 

 

 

2011

2012

2013

2014

2015

2016

Bassa e media int. Assist.

147,93

 € 154,59

 € 174,81

 € 197,15

 € 217,59

 € 222,29

Alta intensità assistenziale

190,81

 € 199,42

 € 225,49

 € 254,31

 € 254,31

 € 286,75

 

 

 

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