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    I principi della nonviolenza

    La nonviolenza è attivissima. Per supplire all'efficacia dei mezzi violenti moltiplica i mezzi nonviolenti. La nonviolenza è una lotta continua contro le situazioni circostanti. Contro imperialismo, tirannia, sfruttamento, invasione, il metodo della nonviolenza è di non collaborare al male.
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    11 agosto 2026 - Redazione PeaceLink

Sondaggio: Idee contro la guerra

Sondaggio concluso

Boicottaggio benzina Esso

Autore: Daniele
La Esso ha vinto l'appalto di fornitura di carburante ai mezzi militari USA impegnati in guerra fino al 2005 (fonte greenpeace). Faccaimoli pentire di questa scelta commerciale.

Commenti

7 commenti

Sul sito di greenpeace c'è il seguente comunicato riguardante la Esso/Mobil. Leggetelo e possibilmente diffondetelo. Visto che come cittadini la nostra opinione non conta, cerchiamo di farci sentire almeno come consumatori. Questo è il sito http://www.greenpeace.it/stopesso/essoguerra.htm e questo è il testo... LA ESSO VA ALLA GUERRA Mentre il Mondo intero è in trepidante attesa di vedere come finirà il braccio di ferro tra USA e resto del mondo sul minacciato intervento militare in Iraq, c'è chi inizia a prepararsi. E' della fine di settembre, infatti, la stipula di accordo tra Exxon Mobil, la più grande multinazionale petrolifera ed il Dipartimento di Stato della Difesa statunitense di Donald Rumsfeld . Ad un prezzo fissato a poco meno di 48 milioni di euro, la Exxon, che in Europa è proprietaria del marchio Esso, fornirà carburanti e oli lubrificanti per la marina, l'esercito, il corpo dei marines, l'aviazione, le basi NATO e tutte le agenzie afferenti al Dipartimento. La Esso rifornirà anche le basi militari americane e della NATO presenti sia sul territorio italiano. Il contratto non è vincolato all'attuale anno finanziario e si esaurirà solo alla fine di settembre del 2005, data entro la quale, evidentemente, Bush pensa di aver finito il suo lavoro in Medio Oriente. La commessa e rappresenta un'ulteriore prova di quanto stretto sia il legame tra G.W Bush e la multinazionale del petrolio che, per i suoi impegno a sostegno del candidato repubblicano alla ultime presidenziali, aveva già incassato il diniego da parte statunitense di aderire al trattato di Kyoto sul taglio delle emissioni di gas serra e l'emanazione di un piano energetico nazionale che punta al rilancio delle attività estrattive e ad un aumento nell'uso di combustibili fossili che porterà gli USA ad incrementare le emissioni di gas serra di circa il 26% rispetto agli scorsi anni. Di fronte a tanta ostentata arroganza c'è chi ha deciso da fare guerra alla Esso usando il terreno di scontro più consono alla multinazionale: il mercato. Da oltre un anno, infatti, è in piedi una campagna di boicottaggio dei prodotti petroliferi a marchio Esso, lanciata in Gran Bretagna e presto estesasi , tra l'altro, in USA, Francia, Austria, Germania, e Australia. Che la strategia di azione diretta sul mercato iniziasse ad affaticare le politiche irresponsabili della compagnia statunitense, lo si era capito già nel corso dell'ultima riunione degli azionisti, allorquando, su suggerimento di accreditate agenzia di consulenza finanziaria, circa il 20% dei proprietari di azioni della Exxon aveva richiesto formalmente che l'azienda fosse più presente sul mercato delle energie alternative e la smettesse di spendere soldi in pubbliche relazioni dirette a convincere la pubblica opinione dell'inesistenza dell'effetto serra e del suo legame con i combustibili fossili. Secondo un recente sondaggio dell'agenzia MORI, nell'arco di una anno, il numero degli inglesi che dichiarano di rifornirsi periodicamente nelle stazioni Esso è sceso di un quarto e circa un milione di guidatori hanno dichiarato di boicottare la compagnia per la sua politica in merito ai cambiamenti climatici. Dalla ricerca emerge che, alla domanda su dove si riforniscono regolarmente di carburanti, nel 2001 il 26% aveva risposto Esso contro il 19% dell'ultimo sondaggio. Che una politica più attenta alle esigenze di tutela ambientale siano orami una strategia anche per il mercato, è dimostrato dal dato, rilevato dalla stessa agenzia, che la BP, che al contrario ha deciso di non disconoscere le proprie responsabilità sui cambiamenti climatici e sta investendo molte risorse nella ricerca su fonti rinnovabili, è passata da 18% al 21% nelle preferenze dei guidatori. E i risultati di questa campagna si stanno facendo vedere anche altrove. Dopo poco che fossero stati pubblicati i risultati della ricerca di mercato della MORI, la Deutsche Bank ha prodotto un rapporto sulla Exxon destinato agli specialisti in investimenti in cui si dipingeva la compagnia statunitense come un investimento rischioso a seguito della campagna di boicottaggio inglese. Secondo gli analisti del settore, infatti, essere considerati nemici dell'ambiente N°1 da Greenpeace ed altre organizzazione mette il marchio Esso a forte rischio, rinforzato anche dall'assenza di una politica aziendale sullo sviluppo di altri settori energetici che non riguardino i combustibili fossili .

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