Donò gratuitamente i suoi ceppi virali all'URSS in piena Guerra Fredda

Non brevettò il suo vaccino ma lo regalò a tutti i bambini del mondo

Il vaccino, con una zolletta di zucchero, cambiò la storia. A chi gli chiese se desiderasse vendetta perché le SS gli avevano ucciso due nipotine, rispose: "Ma io ho salvato i bambini di tutta l’Europa. Non la trova una splendida vendetta?"
24 luglio 2020
Sabin Albert Bruce Sabin nacque nel 1906 a Białystok, in Polonia. E' morto nel 1993 a Washington.
Medico e virologo, scoprì il vaccino contro la poliomielite e rinunciò a soldi e brevetto per diffonderlo anche fra i poveri.
La poliomelite falcidiava intere generazioni. 
Il suo vaccino, somministrato in una zolletta di zucchero, cambiò la storia dell'umanità.
Dichiarò: «Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo».
Era ebreo e le sue due nipotine furono uccise dalle SS. 
Alla domanda se lui avesse desiderio di vendetta, rispose: "Mi hanno ucciso due meravigliose nipotine, ma io ho salvato i bambini di tutta l’Europa. Non la trova una splendida vendetta? Vede, io credo che l’uomo più potente sia quello che riesce a trasformare il nemico in un fratello".
Durante gli anni della Guerra fredda, Sabin donò gratuitamente i suoi ceppi virali allo scienziato sovietico Mikhail Chumakov, in modo da permettere lo sviluppo del suo vaccino anche in Unione Sovietica. 
Continuò a vivere con lo stipendio, per nulla entusiasmante, da professore universitario, ma con il cuore saturo di soddisfazione per aver fatto del bene, tanto bene, all’intera umanità.
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