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La Puglia tutela i cittadini

In spiaggia senza pagare

L'assessore Minervini: ''Il demanio è di tutti. La concessione ai privati non rimuove il suo carattere pubblico''.
Daniele Marescotti10 febbraio 2006
Fonte: Redattore Sociale

In Puglia, a partire dall’estate prossima, oltre 800 chilometri di costa saranno liberamente accessibili senza alcun biglietto. L’assessore regionale alla Trasparenza, Guglielmo Minervini, ha così commentato l’accordo siglato lo scorso 31 gennaio e di cui egli stesso è stato il primo firmatario: “L’accordo Regione-operatori sulla tutela delle coste nasce dalla consapevolezza che il demanio è di tutti. La concessione ai privati non rimuove il suo carattere pubblico”. Niente più recinzioni del demanio marittimo con entrate a pagamento anche per chi non voleva usufruire dei servizi offerti dai privati. “Insomma, non ci siamo inventati nulla di nuovo – ha continuato Minervini - abbiamo solo richiesto che questo elementare diritto venga rispettato, stabilendo insieme delle modalità condivise”.

In merito al problema della eventuale riluttanza dei gestori a far entrare i cittadini nelle loro strutture private, senza prima aver pagato, l’assessore alla Trasparenza ha così commentato: “Abbiamo concordato insieme le regole. La proposta di legge è stata sottoscritta, dopo una laboriosa e proficua discussione, dagli operatori economici e dalle associazioni ambientaliste. Questo promette bene sulla applicazione condivisa, anche perché non ha un carattere vessatorio”. Secondo l’assessore le ragioni della tutela del bene non ostacolano ma, al contrario, favoriscono la produzione di valore aggiunto nell'economia turistica.

Infine, per eventuali abusi da parte dei privati, è stato attivato già dalla scorsa stagione un numero verde che, come ha sostenuto l’assessore Minervini, “si è rivelato uno strumento molto efficace di mobilitazione sociale nella tutela del territorio. Sono pervenute oltre 500 segnalazioni prevalentemente di abusi e di scarichi inquinanti grazie alle quali è stato possibile attivare controlli e sanzioni, in alcuni casi anche penali”. “Per noi – ha concluso l’assessore - è stata la conferma della particolare sensibilità diffusa nella nostra comunità, esplosa non appena il governo regionale ha intrapreso la strada della tutela dell'ambiente e della difesa dei diritti di cittadinanza”.

Note: Per gentile concessione dell'agenzia stampa Redattore Sociale (http://www.redattoresociale.it)

Testo integrale dell'intervista

D. Come nasce l'idea di rendere accessibili a tutti le spiagge private?

R. Nasce dalla consapevolezza che il demanio è di tutti. La concessione a
privati non rimuove il suo carattere pubblico, cioè non fa diventare
"private" le spiagge. Si tratta di un principio evidente, tra l'altro
persino esplicitato nell'atto di concessione che tutti gli operatori
sottoscrivono. Insomma, non ci siamo inventati nulla, abbiamo solo richiesto
che questo elementare diritto venga rispettato, stabilendo insieme delle
modalità condivise. Si consideri poi che, in tanti casi, la privatizzazione
esclusiva delle spiagge ha protetto dagli sguardi abusi, ferite anche gravi
alla costa e al paesaggio. La pressione predatoria sulle spiagge costituisce
il principale ostacolo alla prospettiva di sviluppo turistico di un regione,
come la Puglia, di straordinaria bellezza.

D. Se i cittadini si troveranno di fronte a gestori riluttanti a farli
entrare gratuitamente nella "loro" struttura cosa dovranno fare?

R. Abbiamo concordato insieme le regole. La proposta di legge è stata
sottoscritta, dopo una laboriosa e proficua discussione, dagli operatori
economici e dalle associazioni ambientaliste. Questa promette bene sulla
sulla applicazione condivisa, anche perchè non ha un carattere vessatorio.
Tutti hanno compreso che intestarsi le ragioni della tutela del bene
pubblico significa anche qualificare la propria posizione di fronte ad un
pubblico con una forte sensibilità. Insomma, queste scelte non ostacolano ma
al contrario favoriscono la produzione di valore aggiunto nell'economia
turistica.

D. Avete previsto un numero verde a cui rivolgersi per eventuali abusi o
una guida per il cittadino che voglia far valere i propri diritti?

R. Il numero verde è già stato attivato nella stagione scorso e si è
rivelato uno strumento molto efficace di mobilitazione sociale nella tutela
del territorio. Sono pervenute oltre 500 segnalazioni prevalentemente di
abusi e di scarichi inquinanti grazie alle quali è stato possibile attivare
controlli e sanzioni, in alcuni casi anche penali. Per noi è stata la
conferma della particolare sensibilità diffusa nella nostra comunità,
esplosa non appena il governo regionale ha intrapreso la strada della tutela
dell'ambiente e della difesa dei diritti di cittadinanza.
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