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L’iniziativa di Tarantoviva: sabato i volontari faranno pulizia in pineta. Alla iniziativa partecipano Amiu, Protezione Civile, Comunità Airone Junior.

" Tutti insieme per pulire Marechiaro "

Petrachi: ««Ci sono luoghi che hanno un valore ed un significato singolari eppure condivisi. Sono posti speciali e lo sono per la loro bellezza oppure per la loro storia o anche per le tante vicende personali e particolari a cui hanno fatto da sfondo. Uno di essi è la pineta di Praia a mare e di Marechiaro.
Ora la pineta c’è sempre, quasi in attesa che ci si ricordi di ciò che è stata e che sia restituita a ciò che potrebbe essere».
3 agosto 2007

Locandina iniziativa TarantoViva E’ uno dei luoghi più incantevoli della città. Marechiaro, un tempo affollata di bagnanti o di famiglie che vi trascorrevano qualche ora a respirare aria pulita, adesso è una spiaggia desolata, con la pineta sporca, impraticabile, ridotta ad un immondezzaio. Però c’è ancora qualcuno che dimostra amore per i tesori della città, non a parole ma con gesti concreti. Come l’associazione Tarantoviva, che per sabato 4 agosto ha organizzato una giornata speciale dedicata alla pulizia di Marechiaro, appunto. «Ci sono luoghi — dice Roberto Petrachi, di Tarantoviva — che hanno un valore ed un significato singolari eppure condivisi. Sono posti speciali e lo sono per la loro bellezza oppure per la loro storia o anche per le tante vicende personali e particolari a cui hanno fatto da sfondo. Uno di essi è la pineta di Praia a mare e di Marechiaro. Ora la pineta c’è sempre, quasi in attesa che ci si ricordi di ciò che è stata e che sia restituita a ciò che potrebbe essere. Forse questa dimensione di attesa, di aspettativa di recupero è la stessa dimensione che vive attualmente

Taranto. Sembra una città assediata dalle emergenze. Ecco quindi che dedicare un giorno di ferie a pulire la pineta di Marechiaro serve a dimostrare che sono ancora presenti volontà, fiducia, amore e speranza e che ci sono cittadini che non vogliono arrendersi e per cui sognare un cambiamento è altrettanto irrinunciabile che darsi da fare per realizzarlo». Il programma prevede il raduno alle ore 9 davanti alla pineta. Ci saranno anche i volontari della Protezione Civile, che allestirà anche un presidio sanitario, e gli ospiti della Casa Famiglia Airone Junior.

La Pineta di Marechiaro L’Amiu metterà a disposizione mezzi e attrezzature. L’iniziativa non è la prima nel suo genere. La stessa associazione Tarantoviva negli anni scorsi si era impegnata a ripulire prima Cimino e poi l’area del fiume Galeso. Sabato toccherà ai pini secolari di Marechiaro. «Vorremmo — dice sempre Petrachi — che fosse un’occasione per vedere che la città soffia via l’inquinamento anche attraverso il respiro delle aree verdi. Immaginiamo libere, risanate e fruibili le pinete di Cimino e di Marechiaro e finalmente realizzati i progetti relativi al Parco del Galeso (da cui l’anno scorso abbiamo portato via sei tonnellate e mezza di rifiuti). Immaginiamo Taranto non più sulle copertine nazionali per i veleni, ma negli occhi dei visitatori e degli abitanti come una città di pinete e di parchi, ricca di suggestione e di spazi che rendano testimonianza di un nuovo corso, dove le esigenze dei cittadini e dell’ambiente siano rispettate». Il nuovo corso però deve impegnare anche i comportamenti dei singoli: «Pulire la pineta di Marechiaro significa anche chiedere con forza e con pazienza che tutti si impegnino a non sporcare, soprattutto le spiagge ed i posti di mare e soprattutto adesso che si avvicina Ferragosto, quando è giusto fare festa, ma è assurdo fare la festa al litorale che è un bene prezioso e comune». L’iniziativa è aperta a tutti i cittadini di buona volontà che vorranno dare una mano per ripulire uno degli angoli più belli e suggestivi della nostra costa.

«Facciamo appello ai cittadini di Taranto e al loro senso di appartenenza a questa terra. Vogliamo concretamente sensibilizzare l’opinione pubblica e ottenere un valido segnale di risposta. Abbiamo bisogno di una reazione da parte di Taranto. Non possiamo più tollerare che incivili e vandali sporchino e rovinino la nostra splendida terra». E’ con queste parole che Raffaele Russo della Protezione Civile fa appello a tutti i cittadini sensibili all’iniziativa. « Tutti abbiamo a cuore la questione ambientale di Taranto. Un doveroso ringraziamento infatti va espresso anche all’Amiu che metterà a disposizione tutta l’attrezzatura necessaria affinché quest’operazione venga svolta egregiamente».

La conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa E’ deluso ma non rassegnato invece Girolamo Albano, di TarantoViva, che nonostante le difficoltà che l’associazione incontra lungo il suo cammino, esprime la sua voglia di andare avanti: «Ci vorrebbero dignità e decoro per preservare bellezze della città come Marechiaro. Esorto tutti i bagnati della zona a darci una mano: sono sufficienti solo un paio di guanti e tanta buona volontà. «Crediamo in una risposta dei cittadini - prosegue Albano - perché vogliamo vedere risorgere Taranto. Dovrebbe essere per tutti un impegno morale partecipare a manifestazioni di questo genere. Nell’area circostante il fiume Galeso, per esempio, abbiamo raccolto circa 6 tonnellate di pattume. e non possiamo tollerare tutto questo. Ora abbiamo intenzione di far risorgere la pineta di Marechiaro. In fondo ognuno di noi ha ricordi legati a quella splendida zona».

Stefano Mezzina, educatore della casa famiglia Airone, fa un appello diretto a tutti i cittadini: «Esorto tutti i tarantini a collaborare con le associazioni di volontariato. Abbiamo bisogno che il cittadino venga educato sin da ragazzino a rispettare e a tutelare l’ambiente. Noi educatori infatti, ci poniamo proprio questo obiettivo perché inquinamento non è solo sinonimo di Ilva ma vuol dire anche cittadino che deturpa e danneggia ciò che lo circonda».

Infine Maria Giovanna Bolognini, segretario dell’associazione TarantoViva, pone l’accento sul comportamento dei tarantini: «E’ davvero preoccupante che il cittadino diventi un soggetto passivo, colto da totale rassegnazione. Se vogliamo davvero far risorgere determinate aree di interesse pubblico, dobbiamo rimboccarci le maniche e impegnarci affinché queste zone non cadano più “in disuso” ma tornino ad essere patrimonio pubblico»

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