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Cronaca di una Pasqua ecologista in gravina

Una giornata diversa tra le grotte di Ginosa conferma speranze e interrogativi su un patrimonio unico al mondo, del quale ci occupiamo poco, nonostante le leggi...
23 marzo 2008
Valentino Valentini
Fonte: Corriere del Giorno

La primavera del mandorlo delle gravine Sandrino, al n. 13 di via Belledonne, proprio sul margine della grande gravina di Ginosa, mi guarda tra l’incuriosito e l’incredulo : chi è mai questo tizio che irrompe nella sua stalla per chiedere in prestito....un rastrello? Nel giorno della Santa Pasqua, per giunta! Siccome è proprio un brav’uomo, cerca e cerca, alla fine mi presta....un forcone, il rastrello proprio non ce l’ha! Perchè mi trovo a Pasqua, sul ciglio della stupenda gravina di Ginosa (mirabilmente cantata da Pietro Parenzan nel 1992...peccato che lo hanno già messo nel "dimenticatoio"), direte voi?

Ma perchè m’ha punto vaghezza di "consacrare" la festività con un gesto ecologista, in memoria del grande naturalista ricordato or ora, invece che riempire il pancino di pasta al forno ed agnello con patate, chiudendo con abbuffate di dolci pasquali.E cosa c’è di più ecologista del ripulire un pendio della gravina dalla cui sommità ancor oggi qualche sconsiderato getta rifiuti d’ogni genere? "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi", recita l’usato proverbio: quindi, fa molta differenza se sono solo, nel giorno della Santa Pasqua, vestito come uno "zombi" e col forcone in mano?

In fondo gli amici della locale Legambiente da tempo fanno questo ed...altro, dedicare le domeniche alla loro gravina, intendo, costruendo al fondo una stradina tutta pietra e ripulendola per bene, nel pieno rispetto dei valori naturalistici, storici e paesaggistici di questa loro straordinaria "montagna rovesciata". Anche loro sono soli in questa difficile impresa (la sensibilità ecologista degli enti locali risulta spesso molto carente!), anche loro senza molti mezzi e conciati al dì di festa a mò di zombi! Ma v’immaginate come sarebbe il Pianeta se solo la metà dell’umanità fosse simile a questi ragazzi? Probabilmente non dovremmo assistere alla scempio del territorio attraverso quanto "menefreghisticamente" andiamo sversando al margine delle strade, nei fossi, nei boschi e gravine, nelle acque e nell’aria (stessa storia nel Peloponneso, i greci cugini di nome e...di fatto!).

Probabilmente ci si impegnerebbe un pò di più a piantar boschi e boschetti (flora autoctona, preferibilmente...) perchè la flora nostrale è certamente foriera di vita, di acqua, di biodiversità, oltre che dare ombra e ristoro, opponendosi ai gas serra! Tutte queste insieme ad altre cose ancora si potrebbero fare se solo la metà dell’umanità fosse matura e responsabile come questi ragazzi; ma di domenica e nelle feste comandate non v’è che sport, televisione, discoteche e guantierine con dolcetti appena comprati al bar di sotto!

Matera: cosi la Provincia si appropria della settimana della Cultura Presentate le iniziative dal 25 al 31
La cultura al centro delle attenzioni dell’amministrazione provinciale di Matera. Un impegno che si è concretizzato anche in questa occasione con “La settimana della cultura”, 25-31 marzo, concertata dalla Provincia di Matera insieme al Prefetto, presidente della Conferenza provinciale permanente per la programmazione delle attività culturali, alle Soprintendenze e ai Comuni. “Per la prima volta da quando, nel 1985, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha istituito la Settimana della cultura - ha dichiarato l’assessore provinciale Giuseppe Digilio - la Provincia di Matera ha assunto il ruolo di coordinamento di tutte le iniziative culturali che si svolgeranno nell’ambito della stessa Settimana.

Attraverso il marchio “unotrentuno”, che nell’anno 2007 ha registrato una importante e significativa svolta nelle attività culturali e turistiche della provincia stessa, sono state promosse attività culturali in diversi comuni, tutti inseriti nel programma ministeriale della “Settimana della cultura”.

Il coordinamento ha permesso di evitare sovrapposizioni di eventi, che altrimenti avrebbero limitato la fruizione degli stessi. Nell’ambito del cartellone unico della Settimana della Cultura, l’amministrazione provinciale ha organizzato l’evento dedicato al turismo culturale e al recupero della memoria storico documentale con un convegno presso la Mediateca provinciale il giorno 27 marzo alle ore 10.

“Il convegno organizzato per celebrare la Settimana della Cultura - ha commentato il presidente della Provincia Carmine Nigro - punta a mettere in evidenza i temi più forti di quello che è stato il lungo cammino verso lo sviluppo delle comunità del materano.

Dai coloni della Magna Grecia e prima ancora con le presenze umane, nell’area murgiana, nell’età del neolitico sono alcune delle tappe che insieme ai Sassi, alle chiese rupestri e ai castelli testimoniano il percorso di una area che resta tra le più interessanti e appetibili del paese, nel quadro di quelle realtà di arte minori che tanto suggestionano in quest’ultimo periodo il visitatore italiano e straniero”.

“La settimana della cultura è inserita nel Piano provinciale 2008 deliberato da questa giunta - ha proseguito l’assessore Digilio - . Piano che comprende le attività principali che si svilupperanno nel biennio 2008-2009 e che riguarderanno musica, arte contemporanea, spettacolo dal vivo, teatro e cinema. Gli eventi, concordati con gli assessori alla cultura e al turismo dei 31 comuni della provincia, consentiranno anche quest’anno di attuare un progetto culturale in rete e di insieme di grande impatto ai fini turistici”.
La Legge Regionale Pugliese n° 19 del 24/07/97, prendendo "finalmente" atto che le gravine joniche costituiscono "un importante habitat per molte specie floro-faunistiche, in particolare di quelle rupicole", le ha costituite in aree naturali protette, il tutto confluito poi nella alquanto tormentata istituzione del "Parco Regionale Terra delle Gravine": nonostante il tempo trascorso, ad oggi trovare un assessore che si è reso veramente conto di quanto nelle gravine vi sia di più prezioso, raro, localizzato e addirittura endemico, è cosa quasi impossibile!

Perchè nelle gravine non vivono solo le già menzionate "specie rupicole", ma numerose altre che per dettato delle norme di tutela e di salvaguardia internazionali, a causa della loro valenza faunistica e biogeografica, oltre che estetica e simbolica, possono diventare più facilmente note al gran pubblico e far nascere interesse verso la conoscenza e la tutela di determinati ambienti naturali (= charismatic species): tanto per fare un esempio e limitatamente ai lepidotteri diurni, nella quasi totalità dei valloni vola con un’unica generazione l’endemica Melanargia arge (rigorosamente tutelata ex Convenzione di Berna, app.2, oltre che dalla Direttiva Habitat, allegati 2 e 4), insieme alla più nota Zerynthia polyxena (tutela ex Convenzione di Berna, app. 2; Direttiva Habitat, all.4), cui si aggiungono le rare e preziose Lycaena thersamon e Argynnis pandora, tutelate per ora solo in alcune Regioni italiane (Legge Regionale Toscana, all. A) ma con prossima, urgente richiesta d’estendere l’ambito territoriale di tutela anche alle gravine in cui sono state fortunatamente rinvenute, questo su istanza del direttivo del Museo-Laboratorio della Fauna Minore del Parco del Pollino... naturalmente!

Immerso in questi pensieri, a mala pena m’accorgo che sta iniziando a piovere e che son quasi completamente zuppo di sudore: lascio a malincuore quel pendio della dolce gravina, sul quale s’andava consumando la mia passione ecologista; la sommità ora è libera dai rifiuti ed ha decisamente ripreso il suo aspetto naturale.

Quando risalgo al paese diretto da Sandrino per rendergli il forcone, la gente, tutta vestita a festa, mi lancia occhiate incuriosite, quasi vedesse un personaggio uscito dalla penna di Edgard Allan Poe, mentre l’aria serena della festa profuma tutt’attorno di dolci pasquali. Mentre mi allontano da Ginosa, mi chiedo di che cosa sia fatto il "benessere" : se di potere, di successo, di feste, di ville con piscina, di belle auto e tanti soldi o piuttosto, soprattutto, d’ esercizio fisico e motivi di creatività legati ad uno scopo ed una direzione nella vita, nella piena consapevolezza che per salvare questo nostro prodigioso Pianeta ciascuno di noi ha da fare qualche piccolo sacrificio, forse anche più piccolo di questa mia "Pasqua ecologista".

E se tanto mi dà tanto, anche questa Pasqua, questa mia strana celebrazione di madre natura legata al ricordo del grande ma dimenticato Maestro, si colora d’un ulteriore motivo di benessere che non è fatto del godimento di cose materiali : il benessere di chi è fiducioso che questa primavera, al posto delle immondizie e delle macerie d’ogni tipo, su quel dolce pendio della gravina la natura tornerà a mettere in scena, come sapiente regista, tanta diversità entomologica sedotta da tanto colore, il colore intenso dei fiori di queste nostre gravine incantate. E’ bellezza che chiama bellezza, e la realtà diventa mito proprio come nei caldi giardini delle Esperidi.

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