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PRC, scegliamo l'Ilva perché lì si soffre

La replica di Rifondazione Comunista: Come può sfuggire ai commentatori il valore simbolico di quel luogo per i lavoratori? quel groviglio di sofferenza, di delusione e di rabbia. Noi ripartiamo da lì.
10 agosto 2008
Consiglieri RC (Sabino De Razza, Tonia Guerra e Gigi Liantonio)

- Non passa giorno che sui quotidiani non ci siano articoli allarmati per la conclusione del congresso del PRC e per l' elezione di Paolo Ferrero a Segretario Nazionale. Da ultimo, Fistetti sul Corriere del Mezzogiorno, a proposito dell'iniziativa all'Ilva di Taranto.

Molti commentatori probabilmente sottovalutano la condizione di vita dei cittadini italiani, a cominciare da quella terribile denunciataci ai cancelli della fabbrica dai giovani lavoratori dell' Ilva, a fronte dei superprofitti del signor Riva: basterebbe reinvestirne una parte per migliorare le condizioni ambientali dei cittadini tarantini e dei dipendenti dell'Ilva, luogo in cui invece si materializza la mattanza dei lavoratori con incidenti e morti da lavoro e da inquinamento professionale.

Come può sfuggire a osservatori così attenti alle vicende del nostri partito il valore simbolico della scelta di ricominciare da lì, da quel groviglio di sofferenza, di delusione e di rabbia? Noi ripartiamo da lì.

Capiamo che molti preferiscano alimentare il dibattito pubblico su altri temi, quali ad esempio, la presunta decisione da parte di Rifondazione Comunista di uscire dalle giunte locali. Nonostante a Chianciano e nei documenti congressuali si parli esclusivamente di verifica dei programmi sottoscritti e di controllo sul rischio di inquinamenti affaristici purtroppo presenti in alcuni territori, ciò che prevale nei vari commenti è altro. Forse in Calabria ci sono problemi, non in Puglia.

E' necessario però rammentare i limiti dell'esperienza della primavera pugliese e ricordarli a tutti noi: l'onda Emiliano, i comitati Vendola non sono certo stati sciolti da Paolo Ferrero e la campagna di ascolto e di partecipazione democratica dei cittadini si è piuttosto incagliata nelle logiche dei partiti del centrosinistra, spesso più sensibili al dialogo con Confindustria e con i cosiddetti poteri forti che con le organizzazioni sindacali, sociali e le esperienze di movimento.

Non sarebbe più interessante un pubblico confronto su questi temi, sulle forme e le pratiche che consentano di riannodare legami sociali frammentati e superare la divaricazione fra società e politica, piuttosto che rifugiarsi in giudizi sommari, a volte offensivi, e spesso fuorviati rispetto alla realtà dei fatti?

*Capogruppo al Comune di Bari
**Consigliera provinciale PRC
*** Consigliere circoscrizionale, segretario Circolo Marx PRC - Bari

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