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Il Governo non fornisce i rapporti di prova, Il "giallo" rimane

In relazione all'interrogazione dell'o. Zazzera ecco la risposta del Governo. Una risposta che non fornisce i "rapporti di prova" delle analisi sulla diossina negli alimenti. Il "giallo" rimane e si accresce in assenza della pubblicizzazione dei "rapporti di analisi" ossia dei certificati analitici con i dati sulla diossina.
4 febbraio 2009

Il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo
In data 11 aprile 2008 il Ministero che rappresento ha firmato, congiuntamente al Ministero dell' Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare e ad altre Amministrazioni centrali e locali interessate, nonché alle rappresentanze industriali, un Accordo di Programma per l' "Area industriale di Taranto e Statte" ai sensi dell'art. 5, comma 20, del D.Leg.vo 18 febbraio 2005, n. 59.

E' stata prevista l'istituzione di un Comitato di coordinamento, per garantire l'effettuazione degli adempimenti in esso contenuti; le prime riunioni sono state finalizzate alla raccolta di tutti i dati ambientali e sanitari, disponibili presso i vari Enti, per stabilire lo stato delle conoscenze in merito alla criticità dell'area in questione. Dall'esame dei dati raccolti sono emerse delle lacune conoscitive relativamente sia agli aspetti epidemiologici e di monitoraggio sanitario sia ambientali.

Pertanto, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha elaborato una proposta di ricerca che prevede, tra gli altri Enti, il coinvolgimento della ASL di Taranto e dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) - Puglia.

Il progetto intende approfondire gli aspetti relativi alla effettiva esposizione della popolazione interessata dall'inquinamento derivante dall'attività industriale di zona, con specifico riferimento al biomonitoraggio, che rappresenta lo strumento d'elezione per conoscere il grado di esposizione dei residenti a specifici inquinanti, in particolare gli organici persistenti (tra i quali la diossina ed i metalli pesanti).

In particolare, tale progetto di ricerca necessita di una analisi preliminare dei dati di pressione ambientale e/o sanitaria, desumibili da studi specifici e da banche dati fornite dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e dal sistema a rete delle Agenzie Ambientali, gestito dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Un preliminare esame critico dei dati fino ad ora disponibili, ed eventualmente una serie di integrazioni di alcune evidenze ambientali 10 collaborazione con ARPA e ASL locali, consentirà di disporre di tutti gli elementi per una completa valutazione dei livelli di contaminazione ambientale dell'intera area e di fornire gli elementi per la stima dell'esposizione integrata della popolazione (sostanzialmente inalatoria ed alimentare).

La valutazione dei livelli differenziali di contaminazione ambientale nel diversi distretti dell'area in studio, possibilmente corredata da dati storici, consentirà una caratterizzazione spaziale e temporale del territorio, finalizzata anche all'individuazione di idonei gruppi di soggetti da includere nelle indagini di monitoraggio biologico.

L'area di Taranto è già stata oggetto di numerosi studi ambientali, epidemiologici e tossicologici, che hanno rilevato una situazione di particolare criticità ambientale e sanitaria. Ad esempio, alcuni recenti dati del Registro Tumori Jonico-Salentino relativi ai tassi standardizzati di incidenza negli uomini (per 100.000 abitanti) per il periodo 1999-2001, mostrano, per selezionate neoplasie che risultano in letteratura scientifica associate ad inquinamento ambientale, un aumento dei tassi man mano che l'area studiata si approssima alle aree industriali, passando cioè dal territorio provinciale, all'intera Area a rischio di Taranto, fino al solo Comune di Taranto.

Nel 2008 è stato avviato il Programma Strategico "Ambiente e Salute"; in uno specifico studio (SENTIERI) relativo al progetto "Il rischio per la salute nei siti inquinati: stima dell'esposizione, biomonitoraggio e caratterizzazione epidemiologica"; il sito di Taranto, così come altri 43 siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN), è oggetto di uno studio sullo stato di salute delle popolazioni residenti, attraverso analisi dei dati di mortalità.

L'Istituto ha attivato da tempo un gruppo di lavoro sul biomonitoraggio tra le popolazioni residenti nei SIN, in relazione alla contaminazione ambientale da sostanze chimiche persistenti e, più in generale su microinquinanti organici ed morgarnc1.

La scelta dei siti e la realizzabilità dello studio di biomonitoraggio dipende, oltre che dalla tipologia dei contaminanti presenti, anche dalla qualità delle collaborazioni che si rendono necessarie tra l'ISS e le strutture operanti sul territorio.

In particolare, è necessario poter disporre di: 1) adeguato supporto operativo nelle fasi di presentazione degli obiettivi, di sensibilizzazione, selezione e reclutamento della popolazione; 2) assistenza nelle fasi di raccolta dei campioni biologici e nella somministrazione di questionari; 3) collaborazione nella fase di comunicazione dei risultati. Dette attività sono già state avviate in collaborazione con la ASL TAlI.

Nel sito di Taranto sono state inoltre effettuate rilevazioni di dati socio demografici, fisici e di comportamento, nell'ambito dello "Studio dell'esposizione della popolazione di Taranto, Statte, Crispiano e Massafra ad inquinanti presenti nell'aria ambiente".

La multidisciplinarietà e le espenenze del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell'ISS consentono quindi di progettare ed attuare uno studio che abbia come obiettivo il supporto alle decisioni cui sono chiamate le Autorità competenti, soprattutto nella valutazione di cui al D.Leg.vo n. 59/2005.

In particolare detto progetto si articolerà in tre fasi. rispettivamente finalizzate: alla integrazione in un unico quadro conoscitivo delle molteplici e diversificate conoscenze già disponibili in letteratura; all'identificazione di protocolli ed indicatori che consentano nel tempo alle Autorità competenti di seguire l'evolversi della situazione; al monitoraggio della qualità dell'ambiente e della salute delle popolazioni.

Si ricorda inoltre che, sempre per l'area di Taranto, questo Ministero nel 2002 ha finanziato, nell'ambito del programma di ricerca finalizzata 2000-2007, uno studio concernente l'impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro e i provvedimenti di pianificazione territoriale.

La ricerca è stata condotta in collaborazione con il Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'ISPESL di Roma, con la Direzione Sanitaria dell'ILVA di Taranto e con il Dipartimento di Prevenzione dell'ASL TAl 1.

L'area tarantina è definita area a rischio di inquinamento ambientale per i vasti insediamenti industriali presenti (complesso siderurgico, cementificio, raffineria di petrolio, ecc.) e per l'alta incidenza di tumori polmonari. Il ruolo dei metalli cancerogeni, in particolare cromo e arsenico, è stato scarsamente studiato quale fattore espositivo nei lavoratori e negli abitanti dell'area circostante gli insediamenti industriali. Pertanto, lo studio citato ha avuto lo scopo di verificare se l'esposizione a cromo e ad arsenico, valutata attraverso la eliminazione urinaria di questi metalli, fosse più elevata nei lavoratori dell'impianto siderurgico di Taranto, rispetto ai soggetti residenti a Taranto in prossimità dello stabilimento (quartiere Tamburi), e in questi ultimi rispetto a quelli residenti a distanza di circa 20 Km da esso (quartieri S. Vito-Lama-Talsano).

Per quanto riguarda specificatamente la sicurezza alimentare, intendo sottolineare che la presenza di diossine in alcune aree della Provincia di Taranto è all'attenzione del Ministero fin dal marzo del 2008, quando l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, in qualità di Laboratorio N azionale di Riferimento (LNR) per il monitoraggio della presenza di diossine e Polic1orobifenili (PCB) in mangimi ed alimenti destinati al consumo umano, ha segnalato il riscontro di due non conformità in latte ovi-caprino, per diossine e PCB diossina-simili (DL-PCB).

I campioni risultati positivi provenivano da un allevamento cvi-caprino sito in prossimità del polo siderurgico ed erano stati prelevati da operatori dell' Asl di Taranto nel corso dei consueti controlli. Questo Dicastero ha seguito l'evoluzione della situazione e, a tal fine, sono state periodicamente convocate specifiche riunioni di coordinamento con rappresentanti della Regione Puglia. Nel mese di maggio 2008 sono state formulate sollecitazioni circa il potenziamento delle attività di controllo regionali, attraverso l'adozione di un piano di sorveglianza per la ricerca di diossine e PCB diossina-simili in matrici di origine animale, da effettuarsi in collaborazione con il citato Laboratorio Nazionale e l'ARPA competente, al fine di valutare l'entità del fenomeno riscontrato.

Tale piano prevede controlli ufficiali su alimenti ad uso umano e zootecnico, nonché controlli ambientali su suolo superficiale ed acque sotterranee, in aree ricomprese nel raggio di 5 e lO km dall'area industriale.

I primi risultati hanno condotto al riscontro di n. 7 allevamenti non conformi, i quali sono attualmente sottoposti a vincolo sanitario per animali e prodotti da essi derivati. Sono stati effettuati ulteriori 41 campionamenti che, in riferimento alle matrici, sono così distinti: n. 9 campioni di latte bovino, n. 7 campioni di latte ovi-caprino, n. 3 campioni di uova di galline ovaiole e n. 22 campioni di fieno. I risultati hanno consentito di individuare un ulteriore allevamento non conforme, posto sotto vincolo sanitario.

Preciso che, ai sensi del Regolamento (CE) N. 1881/2006, il quale definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, il superamento dei limiti per diossine e PCB diossina-simili nei prodotti alimentari comporta la loro esclusione dal consumo umano e il successivo trattamento, ai sensi del Regolamento (CE) N. 1774/2002, come materiali di categoria 2.

Per quanto riguarda la presenza di diossine e PCB nei mangimi destinati agli animali, si precisa che, nell'ambito del Piano Nazionale di controllo sugli alimenti per animali 2007, la Regione Puglia ha effettuato 31 campionamenti, dei quali nessuno è risultato positivo alle analisi di laboratorio.

A fronte dei risultati ottenuti, la Regione Puglia si propone di proseguire e potenziare l'attività di monitoraggio di tali contaminanti, attraverso l'adozione di un "Piano Straordinario di monitoraggio e di sorveglianza nelle aziende zootecniche della provincia di Taranto", in particolare nelle aree a maggiore impatto industriale.

Per tale Piano, che dovrebbe prevedere interventi mirati al controllo della contaminazione da diossina e DL-PCB negli animali produttori di alimenti per l'uomo e negli alimenti da essi derivati (latte, prodotti a base di latte, carni, uova, pesci e molluschi), nei mangimi ad essi destinati, negli alimenti di origine vegetale (in particolare olive ed olio di oliva), nonché matrici ambientali, è prevista un'area di campionamento fino ad un raggio di 20 km dalla zona industriale di Taranto. Ritengo opportuno inoltre riportare quanto precisato sulla problematica dalla Prefettura di Taranto.

A seguito della rilevazione nel marzo 2008 delle due non conformità in campioni di latte ovino e caprino, già citate in precedenza, è stato deciso, al fine di delineare un quadro più attendibile della situazione, di eseguire ulteriori accertamenti su campioni provenienti da aziende zoo tecniche della zona ed è stato contestualmente approntato un piano di campionamento sulle matrici ambientali.

Di conseguenza ARPA e Dipartimento di Prevenzione della ASL TA 1 hanno sottoposto a campionamento 14 allevamenti (8 siti nell'agro di Taranto¬Statte e altri 6 dislocati nel territorio di Comuni del circondario quali Crispiano, Massafra e Mottola) ed inoltre è stato altresì oggetto di indagine il prodotto commercializzato dalla Centrale del latte di Taranto.

I risultati relativi alle aziende di Crispiano, Massafra e Mottola ed alla Centrale del latte hanno evidenziato parametri nella norma, mentre per alcune aziende site in prossimità della zona industriale di Taranto sono stati riscontrati valori non conformi, alla luce dei quali il Dipartimento di Prevenzione ha inviato ai Sindaci di Taranto e di Statte le proposte di ordinanze sindacali di divieto di pascolo nelle zone a rischio, successivamente adottate dalle Amministrazioni interessate e tuttora vigenti.

Inoltre lo scorso dicembre, a seguito degli esiti del campionamento, la Regione Puglia , d'intesa con la locale Direzione del Dipartimento di Prevenzione della ASL, ha disposto , a tutela della salute della cittadinanza locale , l'abbattimento di 1122 capi di bestiame (per lo più ovini e caprini), appartenenti ad allevamenti ubicati a ridosso dell'area industriale. Il Dipartimento di Prevenzione ha altresì avviato un'attività di campionamento dell'olio di oliva prodotto con materia prima coltivata nelle zone a rischio di contaminazione

Successivamente alla pubblicazione del dossier citato nell'atto parlamentare, si è registrato un ulteriore innalzamento dei livelli di attenzione sulla problematica, sia da parte dell'opinione pubblica sia da parte delle istituzioni regionali, direttamente coinvolte in relazione alla verifica degli adempimenti previsti dai vari Accordi di Programma e in relazione alle specifiche competenze regionali in materia di salute e ambiente.

Il 16 dicembre 2008 è stata approvata una legge regionale che ha fissato limiti più severi per le emissioni industriali di diossina e individuato i tempi entro i quali devono essere realizzati gli abbattimenti dei livelli attuali.

Peraltro, nei giorni precedenti l'approvazione della legge, si erano registrate posizioni diversificate tra Ministero dell' Ambiente, che richiamava l'applicazione, per le riduzioni delle diossine, dei limiti fissati dai parametri europei con i relativi tempi di attuazione, e la stessa Regione, che invece ha preferito seguire una linea più rigida.

La recente normativa regionale prevede l'obbligo di ridurre le emissioni di diossina a un nano grammo per metro cubo d'aria entro il 31 dicembre 2009 e a 0,4 nanogrammi per metro cubo d'aria entro il 2010, con l'obiettivo finale di emissioni di diossina pari a 0,1 nano grammi per metro cubo d'aria entro la fine del 2011.

Nella consapevolezza dell'importanza, ai fini della tutela della salute pubblica, di provvedere, nell'ambito delle attività di gestione del rischio sanitario, ad un idoneo controllo ambientale per l'individuazione delle sorgenti di contaminazione, questo Ministero ha avviato i necessari contatti con il Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al fine di definire congiuntamente misure appropriate per contrastare e risolvere la persistenza della contaminazione, allo scopo di garantire un elevato livello di tutela della salute umana.

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