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I professionisti: una sola soluzione, chiudere le industrie

L'allarme di quattro medici: troppi tumori nei bambini, a Taranto un livello record

Il sindaco Stefàno: «L’Eni ridimensioni i suoi progetti»
Fonte: Corriere del Mezzogiorno - 09 ottobre 2009

«Qui bisogna chiudere le industrie per trent’anni. Solo così si risolve il problema. Anche se l’inquinamento diminuisce e l’ambiente migliora, l’effetto di cancerogenesi permane in presenza di nuove emissioni».

La drastica, ma irreali­stica, ricetta contro l’aumento dei tumori a Taranto, in particolare tra i bambini, arri va giustamente da un medico. E’ Patrizio Mazza a redigerla. Oncoematologo al l’ospedale «Moscati» del quartiere Paolo Sesto, ogni mese nel suo reparto registra nuovi casi di cancro, assiste all’abbassa mento dell’età in cui questo male colpi sce, osserva come aumenti il numero di giovani che s’ammalano.
Uno dei disegni dei bambini di Taranto
Il quadro che ne esce è chiaro nella sua drammaticità.

A Taranto i bambini si ammalano di tumore più dei loro coetanei del resto d’Italia. La percentuale è esatta mente del doppio. Qui siamo a 3.5 nuovi casi su una base di riferimento di diecimi la, da tutte le altre parti sono fermi a 1.74. Il preoccupante incremento è stato segna lato ieri mattina durante l’incontro con la stampa che ha visto uno accanto all’altro quattro medici, tutti impegnati sul piano pubblico.

C’erano il sindaco, Ezio Stefàno, pediatra; Patrizio Mazza, primario al Moscati; Giuseppe Merico, primario di pedia tria al Santissima Annunziata e animatore dell’associazione «Bambini contro l’inqui namento »; l’assessore comunale all’Am biente Sebastiano Romeo, medico.

Il quadro tratteggiato dai quattro, supportato e rinforzato da statistiche e considerazioni, è allarmante sul piano della salute colletti va anche se lascia parzialmente insoluto il nodo delle cause scatenanti il fenomeno.

«Da ottobre del 2008 a fine settembre di quest’anno - ha precisato Merico - abbiamo registrato quindici nuovi casi di tumo ri dell’infanzia. A Taranto ho avuto tre leucemie linfoblastiche, di cui uno a carico di un bimbo di appena sei mesi, e un tumore cerebrale. Ma altri undici si sono fatti curare a Bari. Si tratta di undici casi di leucemia, un tumore craniofaringeo e tre tumorisolidi.
Un livello troppo alto di incidenza come mai s’era registrato prima. Registriamo un alto tasso già nella fascia tra zero e un anno, evidentemente perché c’è già un danno genetico nella madre, che si trasmette al figlio e, secondo gli ultimi studi, continua a persistere per tre generazioni».

Il sindaco, come responsabile della sa lute pubblica, ha allargato lo spettro delle cause scatenanti certe tipologie di malat tie. Non solo l’inquinamento «contro il quale abbiamo fatto in due anni ciò che mai era stato fatto prima», ma anche le onde elettromagnetiche, il fumo e il traffico.

Di qui l’invito ai genitori perché non facciano giocare i ragazzi col telefonino incol lato all’orecchio e il ridotto uso dell’auto mobile. Per quanto riguarda la centrale elettrica dell’Eni, che ha ottenuto dal ministero il via libera per il suo raddoppio, Stefàno ha annunciato una delibera di prossima approvazione.

Il Comune darà il suo sì alla ristrutturazione della centrale ma limitatamente alla produzione sufficiente al fabbisogno della raffineria di Taranto, ma non a quella eccedente da mettere in vendita.
Dal canto suo l’assessore Romeo ha sottolineato che i dati sui nuovi tumori non sono completi perché molti vanno a curarsi fuori e ha ribadito che «ci battere mo tutti insieme perché la causa si riduca all’origine».

Da tutti è venuta la richiesta di un registro delle incidenze, che registri cioè i nuovi casi di malattia. Le statistiche sulla mortalità, pur positive, mascherano l’effettiva realtà perché falsate da troppe variabili.

Cesare Bechis

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