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Altamarea è impegnata perchè venga ripristinata la precedente normativa che imponeva di non superare 1 nanogrammo di benzo (a) pirene a metro cubo

Lettera aperta ai deputati della Commissione Ambiente

Voi, signori Deputati, tutti insieme, dovete obbligare il Governo a modificare quella parte sciagurata del D. Lgs. 155/2010
Altamarea (Coordinamento di cittadini e associazioni)

Signori Deputati,

Vi scriviamo in qualità di attivisti di "ALTAMAREA contro l'inquinamento - Coordinamento di cittadini ed associazioni di Taranto".

ALTAMAREA raggruppa e rappresenta centinaia di cittadini e le delegazioni di alcune associazioni di volontariato, locali e nazionali. Essa è stata l’artefice della “Marcia dei 20.000” di novembre 2008 e di novembre 2009, eventi popolari che hanno mobilitato l’intera città per denunciare il gravissimo e inaccettabile inquinamento di origine industriale che provoca morti e malati in quantità abnormi.

Il giorno dopo la pubblicazione del D. Lgs. 155/2010 sulla Gazzetta Ufficiale, ALTAMAREA ha lanciato per prima in Italia l’allarme sul benzo(a)pirene la cui concentrazione in atmosfera non è più fissata ad un massimo di 1 ng/mc come media annuale.
L’allarme di ALTAMAREA trae origine dal fatto che la presenza di benzo(a)pirene nell’atmosfera di Taranto ha un rilievo eccezionale, gravido di conseguenze sulla salute dei cittadini, ancora più della diossina, pur’essa presente in concentrazioni abnormi.

Nel 2009 ARPA Puglia sulle emissioni in atmosfera scrive: “Le emissioni di idrocarburi policiclici aromatici da sorgenti industriali prodotte in Puglia sono pari al 95,48% del dato totale nazionale, e sono generate da un solo stabilimento rispetto ai 6 in Italia” (Ndr: tra gli IPA, il BaP è classificato dallo IARC come cancerogeno al massimo livello). “L’emissione delle diossine da sorgenti industriali prodotta in Puglia è pari al 91,96% del dato totale nazionale, ed è generata da un solo stabilimento rispetto ai 5 in Italia”.

Nella relazione di ARPA Puglia sulla “Qualità dell’aria di via Machiavelli a Taranto” del 4 giugno 2010, a pag. 32 si legge: “Alle concentrazioni annue 2009 di BaP misurate di 1,3 ng/mc su particolato è associata la stima di circa 2 casi di tumore del polmone nella popolazione del quartiere Tamburi-Lido Azzurro (Ndr: 17.644 abitanti) dovuti ad una esposizione per tutta la vita al livello considerato”. L’aumento di tali casi in corrispondenza dell’aumento della concentrazione di BaP è più che lineare.
Secondo le ultime rilevazioni di ARPA Puglia, la media annuale pesata di benzo(a)pirene nel quartiere Tamburi di Taranto passa da 1,3 ng/mc rilevati nel 2009, a ben 2,00 ng/mc accertati nel 2010 fino a tutto il mese di ottobre. In una comunicazione ufficiale fatta ad ALTAMAREA, ARPA Puglia scrive: “I dati del BaP nell'aria di via Machiavelli continuano, anche nel 2010, a risultare superiori a quelli rilevati nelle altre postazioni, anche se nel mese di ottobre si è registrata una diminuzione della concentrazione del benzo(a)pirene nell'aria. In ogni caso, la media parziale - fino ad ottobre - in tale postazione è di circa 2 ng/m3: ne consegue che, anche se le concentrazioni di BaP fossero pari a 0 nei mesi di novembre e dicembre (cosa ovviamente impossibile), risulta già superato il valore obiettivo annuale di 1,0 ng/m3.”

In corrispondenza di una concentrazione media annuale di 2 ng/mc di BaP, la stima di casi di tumore ai polmoni nella popolazione del quartiere Tamburi è di circa 4 casi. Gli esperti dicono, però, che quelli sono i danni per il "solo" benzo(a)pirene; se si tiene conto di tutti gli altri IPA presenti nell’atmosfera di Taranto, quel 4 va moltiplicato per 2,7 e, pertanto, la stima dei casi di tumore al polmone nel quartiere Tamburi è di 11 casi.

Queste sono le ragioni per le quali ALTAMAREA, al fine di tutelare più efficacemente la salute pubblica e segnatamente quella dei cittadini del quartiere Tamburi di Taranto, è impegnata perché venga ripristinata la precedente normativa (DM 25/11/1994 incorporato nel D.Lgs 152/2007) che imponeva di non superare 1 nanogrammo di benzo(a)pirene a metro cubo fin dal 1 gennaio 1999 nelle città con più di 150.000 abitanti.

E’ stato chiesto ai Parlamentari di intervenire prontamente affinché tale normativa venga ripristinata.

ALTAMAREA, in poche ore di impegno dei suoi attivisti, ha raccolto migliaia di firme di cittadini che sostengono la risoluzione, presentata in Commissione ambiente della Camera dei Deputati, sulle modifiche da apportare allo sciagurato D. Lgs 155/2010 che permette ancora per anni l'immissione abnorme di benzo(a)pirene soprattutto nel quartiere Tamburi di Taranto. Una parte degli originali delle petizioni firmate da cittadini di Taranto e provincia, che chiedono di ripristinare la precedente normativa relativa al benzo(a)pirene, è stata inviata al Presidente della Commissione Ambiente on. Angelo Alessandri.

Il problema vero, che fuori di Taranto non tutti hanno compreso, è che con le nuove norme varate dal Governo sono state cancellate e non più riproposte alcune disposizioni che garantivano il diritto alla vita, alla integrità fisica e alla salute dei cittadini che vivono e risiedono in città con oltre 150.000 abitanti come Taranto. Nei confronti degli impianti industriali che siano la fonte pressoché esclusiva della concentrazione nell’aria ambiente di tali sostanze cancerogene e genotossiche, con le nuove norme in vigore non è più possibile pretendere di andare oltre l’applicazione delle migliori tecniche disponibili (MTD o BAT), fino alla sospensione delle attività che determinino “sforamenti” inaccettabili.

Il problema centrale, pertanto, è che, con le nuove norme varate dal Governo, i cittadini di Taranto sono stati perciò condannati a respirare un’atmosfera letteralmente letale, pregna di una concentrazione media annua di ben oltre 1 ng/mc per il benzo(a)pirene, considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come massimo accettabile rischio cancerogeno per siffatta sostanza. Si sottolinea che l’azienda, che secondo le rilevazioni di ARPA Puglia è responsabile di circa il 99 % della concentrazione di benzo(a)pirene nell’aria ambiente della città di Taranto, fa sapere di avere già adottato tutte le migliori tecniche disponibili. E’ evidente, quindi, che, persistendo gli “sforamenti”, i cittadini del quartiere Tamburi di Taranto, a D. Lgs. 155/2010 immodificato, sarebbero definitivamente condannati a sopportare un rischio cancerogeno inaccettabile secondo l’OMS.

Ebbene, noi riteniamo che questi veri e propri sacrifici umani imposti per legge oltre che delittuosi siano anche incostituzionali, atteso che ledono il diritto alla vita, il diritto alla integrità fisica e il diritto alla salute, riconosciuti nella nostra Carta costituzionale come diritti inviolabili dell’uomo. Corteo Altamarea

Ci attendiamo, pertanto, che voi signori Deputati, consideriate prevalente il diritto alla vita, alla integrità fisica e alla salute, rispetto alle ragioni della produzione, del mercato e della economia di una sola azienda, anche se molto grande ed importante, ragioni non condivisibili che riteniamo che abbiano indotto il Governo ad annullare la vecchia normativa sul benzo(a)pirene.
Noi riteniamo che su questioni di una tale gravità non ci debbano essere differenziazioni partitiche: il BaP colpisce indifferentemente bambini, uomini e donne di destra, centro e sinistra.

Voi, signori Deputati, tutti insieme, dovete obbligare il Governo a modificare quella parte sciagurata del D. Lgs. 155/2010. Se non lo farete avrete sulla coscienza 11 casi di tumore al polmone di inermi ed incolpevoli cittadini del quartiere Tamburi di Taranto. A chi ci obietta che quelli sui casi di tumore sono numeri statistici noi rispondiamo: "E se uno di quei numeri fosse tuo figlio?"

Il movimento della società civile di Taranto, che protesta contro quell’iniquo provvedimento che attenta alla salute dei cittadini, serberà ricordo di voi, della vostra appartenenza e del voto che esprimerete.

 

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