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Autenticità riprese video notturne a raggi infrarossi su Ilva

In seguito alle gravi dichiarazioni dell'Ing. Capogrosso, direttore dell'Ilva s.p.a, rilasciate alla stampa e al Comune di Taranto, che metterebbero in dubbio l'autenticità delle riprese a raggi infrarossi, fatte dal sottoscritto con telecamera puntata sull’Ilva di Taranto, durante le ore notturne, ed essendo io parte in causa, mi vedo costretto a dare delle spiegazioni e a fare dei dovuti approfondimenti sulla questione.
18 marzo 2011
Prof. Fabio Matacchiera

Il Capogrosso, ha dichiarato che la telecamera a raggi infrarossi usata dal sottoscritto per le riprese notturne, dà immagini “non attendibili” poiché rileva solo fonti di emissione di calore e di radiazione termica” e che, pertanto, darebbero un visione distorta della realtà.

Inoltre, relativamente agli “eventi” accaduti durante la notte tra i 3 ed il 4 marzo videoripresi dal sottoscritto egli dichiara:

“Le emissioni del camino E312 dell’impianto di agglomerazione, nel periodo oggetto della ripresa, sono sempre state entro i limiti previsti dalla normativa…”

RISPOSTA

1) La tecnologia usata dal sottoscritto con la telecamera è di tipologia militare (mista) a 3 sensori (IR + Gain daynight con autoiris modulato + Magnificatore di luminosità), in grado di rilevare anche gli oggetti freddi. Questa tecnologia elettronica permette di vedere nel buio quasi totale, anche su distanze chilometriche e senza fonti di calore. Questo è facilmente deducibile rivedendo attentamente i filmati prodotti che mettono ben in evidenza anche le superfici (ribadisco fredde!) dei camini, delle strutture cementizie, delle superfici metalliche, dei pontoni e persino dei vetri e delle finestre con luce spenta. Dunque, le polveri ed i fumi che si elevano sono autentici e reali, anzi, la loro visione non sarebbe nemmeno amplificata, ma, al contrario, sarebbe attenuata a causa della distanza di ripresa che non è mai stata inferiore ad un paio di km.

2) Pur ammettendo, per assurdo, che la telecamera in mio possesso riuscisse solo a mettere in chiaro “fonti di calore” e di “radiazione termica”, come dichiarato dall’Ing. Capogrosso, creando degli effetti ottici che inscenerebbero la visione fantastica di fumi e di polveri, ciò non potrebbe mai accadere ad una distanza di ripresa maggiore di 40-50 metri, mentre, come è noto, le riprese da me effettuate sono state fatte a distanza di svariati chilometri (in filmati precedenti addirittura anche di 13 km dall’area industriale, dando la visione reale e non fantastica di veri e propri “scenari infernali”). Impensabile, dunque, captare calore da quell’industria e da quelle distanze e filmare solo “scie termiche”.

3) Relativamente alle ulteriori e testuali affermazioni del Capogrosso così riportate nella missiva da egli firmata: “Le emissioni del camino E312 dell’impianto di agglomerazione, nel periodo oggetto della ripresa, sono sempre state entro i limiti previsti dalla normativa…, faccio presente che, in realtà, la questione è ben diversa per i seguenti motivi:

a) Nel video in oggetto, di cui allego nuovamente il link, http://www.youtube.com/watch?v=SCge_VcO_Z4 si vede chiaramente che, in questa occasione, il camino E312 non è quello che desta più preoccupazione, ma lo sono, piuttosto, i fumi non convogliati (quelli che non fuoriescono dai camini) che provengono in “forma esplosiva” da un’area limitrofa in basso, sempre all’interno dell’Ilva e che gli addetti ai lavori sanno benissimo che non vengono e non possono essere monitorati. Mi meraviglia e mi sorprende che l’ing. Capogrosso non se ne sia accorto e sposti l’attenzione su “altra zona”.

b) Allo stato attuale, né l’Arpa, né la stessa Ilva risultano possedere la strumentazione idonea a monitorare in tempo reale e all’interno della stessa area siderurgica, le emissioni non convogliate. Il monitoraggio viene effettuato solo sui fumi convogliati attraverso alcuni camini e SOLO E SOLTANTO per i seguenti parametri: SO2 (anidride solforosa), NOX (ossido di azoto), CO (monossido di Carbonio) e PM10 (per esempio, non vengono rilevati, in tempo reale, gli Ipa e le Diossine).

c) I video ad infrarossi, con questo tipo di tecnologia, ci permettono anche di distinguere bene i vapori dai fumi. Infatti, mentre i primi si dissolvono in pochi secondi, non elevandosi a quote maggiori di alcune decine di metri, i secondi persistono nell’atmosfera anche a quote molto più alte e si possono diffondere a distanza di svariati chilometri, esattamente come viene dimostrato nei video da me prodotti.

Certo che tutto questo possa finalmente chiarire i dubbi di qualcuno, saluto cordialmente.

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