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Ambiguità nell’accordo tra Comune ed Ilva sui pontili

10 aprile 2011
Biagio De Marzo (Presidente di AltaMarea)

Dal “profilo” del Sindaco su Facebook e dai giornali apprendiamo che il Comune di Taranto, con il concorso di Autorità Portuale e Capitaneria di Porto, ha “firmato un importante accordo per la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento dell’impatto ambientale derivante dalla movimentazione dei materiali polverulenti in ambito portuale.” Molto bene: ogni passo verso il miglioramento dell’impatto ambientale non può che essere accolto con favore. Naturalmente, da concreti realisti, aspettiamo di conoscere i contenuti realizzativi del progetto, per essere certi che dalle parole e dalle buone intenzioni si passi veramente ai fatti. Prudenza vuole che non si approvi alcunché a scatola chiusa, occorre conoscere i dettagli dell’operazione, ben sapendo che molto spesso la coda del diavolo si nasconde proprio lì, nei dettagli.

Al Sindaco, però, chiediamo di apportare subito alcune modifiche al comunicato pubblicato sul suo “profilo” Facebook. Così com’è, da una parte potrebbe illudere un po’ le persone che conoscono meno le questioni e dall’altra disorientare i cittadini che sono anche attenti lettori dei quotidiani locali. Nel comunicato sull’accordo, pubblicato sul “profilo” Facebook del Sindaco e ripreso da tutta la stampa locale, è scritto che: “l’Ilva, considerate le prescrizioni rilasciate in ambito AIA, in via sperimentale, si è impegnata altresì a sospendere le attività …., ecc.” ed anche che “provvederà a realizzare la pavimentazione delle superfici degli sporgenti interessati dalla movimentazione dei materiali ed i relativi impianti di raccolta e trattamento delle acque prima dell’immissione nel mare”. Nelle stesse pagine di giornale che parlano dell’accordo, è dato ampio risalto alle preoccupazioni di AltaMarea per un’AIA da rilasciare e per i problemi da affrontare, tra i quali uno dei più gravi è proprio quello degli scarichi a mare. Il cittadino lettore attento allora si chiede: ma questa benedetta AIA è stata rilasciata o no? Lo stanno già risolvendo il problema degli scarichi a mare o no? Se l’AIA è stata rilasciata, AltaMarea di che parla? Se non è stata rilasciata, possibile che il Sindaco non lo sappia? Ebbene, ad oggi l’AIA per Ilva non esiste e il problema degli scarichi a mare, realizzato l’accordo dei pontili, resterebbe irrisolto quasi totalmente. L’Assessore Sebastiano Romeo il 22 febbraio era presente alla Conferenza dei Servizi al Ministero dell’ambiente, come noi e come lo stesso rappresentante di Ilva che ha firmato l’accordo con il Comune per i pontili, e sa perfettamente che non è stata rilasciata nessuna AIA. Quanto poi agli impianti di raccolta e trattamento delle acque piovane sui pontili prima dell’immissione in mare, essi risolverebbero una piccolissima parte del problema degli scarichi a mare dove confluiscono gli enormi miscugli di acque reflue, di raffreddamento, piovane, ecc. provenienti dalla miriade di impianti e dalle sterminate superfici pavimentate presenti in un sito di circa 1500 ettari.

Questi qui pro quo traggono origine dal fatto che il Comune di Taranto sui problemi tecnici non è assistito da una struttura adeguata, per cui è facile che i responsabili politici prendano qualche scivolata, specialmente quando dall’altra parte c’è gente tutt’altro che sprovveduta, per dirla con un eufemismo. In conclusione, noi abbiamo sempre sostenuto che Ilva, se volesse adoprarsi sul serio e con spirito costruttivo per ridurre l’inquinamento provocato dai propri impianti, non dovrebbe aspettare né “prescrizioni”, né limitarsi alle BAT, figuriamoci quindi se possiamo criticarla proprio quando fa qualcosa che teoricamente va nella direzione giusta. Diciamo solo al Comune di Taranto di attrezzarsi meglio dal punto di vista tecnico e di stare sempre in guardia. Per esempio, quando tratta questioni ambientali, non si esima dal chiedere aiuto, per esempio, ad ARPA Puglia i cui tecnici non si fermano alla stretta di mano tra gentiluomini, ma vogliono esaminare i contenuti del progetto, vogliono che sia fotografata la situazione di partenza con misurazioni e rilievi significativi di modo che si possano controllare correntemente ed oggettivamente i miglioramenti effettivi ottenuti dalla realizzazione dei progetti. Tutto qui: Taranto ha il diritto di avere una struttura tecnica adeguata all’enormità dei problemi ambientali che la sovrastano e l’Amministrazione comunale ha il dovere di rispettare tale diritto, ad ogni costo.

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