La convenzione di Aarhus è un trattato internazionale che ha lo scopo di garantire ai cittadini il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia ai processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero in ambito ambientale.
Il testo era stato approvato all'unanimità nella Commissione Ecologia e Ambiente e ha ricevuto l'approvazione del Consiglio Comunale in data 15 gennaio (solo 8 gli astenuti). Il Consiglio ha inoltre deliberato: "Qualora il governo nazionale e regionale dovesse disattendere il presente atto d'indirizzo del consiglio comunale lo stesso si farà promotore di tutte le forme di mobilitazione e partecipazione popolare ivi compresa l'indizione del referendum consultivo". Soddisfazione di PeaceLink e del Comitato contro il rigassificatore di Taranto.
E' rimasta lettera morta in Italia nonostante sia stata definita "il più importante esempio di democrazia ambientale" dall'ex Segretario dell'Onu Kofi Annan. Entro oggi andavano inviate le "osservazioni" sull'attuazione della Convenzione. Ecco cosa abbiamo scritto noi di PeaceLink.
18 dicembre 2007 - Alessandro Marescotti
Intervento del Comitato per Taranto: "Siamo fortemente insoddisfatti su come, finora, è stata applicata la Convenzione di Aarhus".
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare qualche giorno fa ha pubblicato sul proprio sito la bozza del “Primo Aggiornamento del Rapporto Nazionale sull'attuazione della Convenzione di Aarhus” ed ha sollecitato il “pubblico” ad inviare commenti, integrazioni e segnalazioni entro il 18 dicembre 2007.
I tarantini hanno parlato, non hanno delegato, e lo hanno fatto perché non vogliono più soffrire. Scoprire che c'erano gli operai, come speravamo, poi, è stato bellissimo. Noi tutti non ci fermeremo
Le politiche per la sicurezza di Nayib Bukele rappresentano un perfetto specchietto per le allodole allo scopo di erodere progressivamente i diritti civili e politici
L’imponente mobilitazione civile per la chiusura dell’area a caldo dell’ILVA dimostra che Taranto è pronta a costruire insieme ai lavoratori un'alternativa reale al modello industriale inquinante che ha sacrificato per troppo tempo il bene comune.
Sono adagiate sul fondo degli oceani, perse a causa di incidenti aerei o intrappolate nei relitti di sottomarini affondati. Questi ordigni atomici, soggetti a lenta e inesorabile corrosione, rimangono monumenti radioattivi silenziosi, testimonianze di epoche ad altissima tensione.
La testa del corteo è stata aperta da una serie di croci recanti i nomi di padri, mariti e figli scomparsi a causa delle malattie legate all'inquinamento, a testimonianza del dolore della comunità locale.
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