Era stato condannato nel luglio 2021 a quasi quattro anni di prigione per aver rivelato informazioni sui droni statunitensi e l'alto numero di vittime civili causate da questi attacchi. PeaceLink aveva avviato la campagna "Italiani per Hale". Adesso occorre sostenere David McBride
Le campagne lanciate da PeaceLink mirano alla liberazione di persone innocenti e a garantire processi equi: Guantanamo, Assange, Hale. E' gravissimo che paghino col carcere i testimoni che hanno rivelato crimini di guerra.
20 novembre 2021 - Laura Tussi
Resoconto della relazione di Alessandro Marescotti al webinar del 22 settembre 2021
La solidarietà per Daniel Hale e la campagna Guantanamo vanno avanti. La reazione della società civile di fronte a queste violazioni dei diritti umani è flebile. Qualche ingranaggio si è rotto nei meccanismi di attivismo e solidarietà
28 settembre 2021 - Laura Tussi
Droni, l’ex analista Usa che ha svelato i danni collaterali
Un caso di coscienza. Daniel Hale, figlio di un battista della Virginia, è stato condannato a quattro anni di reclusione per aver rivelato informazioni segrete sulle operazioni anti terrorismo durante l’amministrazione Obama. «Non un giorno senza rimorso»
Fu uno dei pochi vescovi argentini che si oppose alla giunta militare e pagò il suo coraggio con la vita sfidando le gerarchie della Chiesa fedeli a Videla, rimaste in silenzio nonostante le sue ripetute denunce
Tra repressione sociale, interessi delle oligarchie e subordinazione a Washington, il governo accelera la riforma dello Stato. Sindacati e opposizioni denunciano il tentativo di rendere irreversibile il modello neoliberista e aprire il Paese alla rimilitarizzazione statunitense
Anche Rossana Rossanda aderì al comitato che chiedeva la revisione del processo che aveva portato alle condanne dei neofascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini. E' allegata a questa pagina web la condanna definitiva.
Lo stordimento e l'incredulità lasciarono presto spazio alla graduale consapevolezza di un evento tremendo. "Le lenzuola trasportate dai soccorritori volontari contenevano persone o quel che ne rimaneva", ricorda ancora oggi. E' la storia di un sopravvissuto per un pugno di salamini e una pesca.
Nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, via Gradoli 96 fu scelta come base operativa dalle Brigate Rosse. Un luogo che, come hanno ricostruito le indagini, era "marchiato" dai servizi segreti. Poi utilizzato dai neofascisti.
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