Dopo l’intervista al pacifista israeliano Maoz Inon, proseguiamo nella nostra carrellata nei retroscena dell’iniziativa "It’s now" con questo incontro telefonico con il palestinese Aziz Abu Sarah, co-organizzatore del Peace Summit, fratello “nel cuore” di Maoz e tante altre cose.
Fra un mese avrà luogo a Gerusalemme un evento dal titolo brevissimo e impellente, "It’s now", come la domanda di pace che lo motiva. Nelle intenzioni degli organizzatori sarà infatti la più grande convention di pace mai tentata prima d’ora in Medio Oriente.
La guerra è stata presentata all'opinione pubblica come una "missione di pace" e buona parte della sinistra italiana l'ha anche sostenuta con convinzione. Eppure circolavano foto eloquenti di corpi carbonizzati, teste fracassate, soldati occidentali che posavano sorridenti accanto a cadaveri.
Quando i parlamentari italiani nel 2001 votarono a favore dell’intervento militare, chi avrebbe immaginato che i soldati della Nato sarebbero stati bersagliati proprio da soldati afghani alleati che avrebbero dovuto combattere i talebani?
Il dottor Abu Safiya è detenuto da oltre 500 giorni insieme ad altri 14 medici palestinesi senza accuse né processo. In Libano, il cessate il fuoco appena firmato è stato violato in pochi minuti. Un’operazione segreta dell’UNRWA è riuscita a mettere in salvo milioni di documenti storici palestinesi.
La marina israelí ha interceptado y abordado los barcos de la Flotilla Global Sumud mientras navegaban en aguas internacionales. Una decena de embarcaciones confiscadas, activistas llevados por la fuerza. Francesca Albanese (ONU): «Así los civiles defienden lo que los Estados ya no defienden»
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