Aviano, il GIP si riserva sulla presenza di armi nucleari
PORDENONE – 15 giugno – Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pordenone ha deciso di riservarsi sulla richiesta di opposizione all’archiviazione presentata da un gruppo di cittadini e associazioni riguardo alla presenza di armi nucleari statunitensi nella base USAF di Aviano. L’attesa decisione, come spiegato in aula, arriverà tra qualche settimana anche a causa della carenza di organico della cancelleria, che rallenta i tempi procedurali.
A chiedere nuovi accertamenti e il ritiro delle testate atomiche sono sedici promotori, sostenuti da oltre trenta realtà associative, tra cui l’ANPI e la CGIL. Durante l’udienza è stato dato conto anche di un messaggio del noto fisico Carlo Rovelli, che figura tra i firmatari dell’iniziativa. «La presenza di armi nucleari in Italia – si legge nel suo intervento – rappresenta un rischio inaccettabile per la sicurezza di tutti, oltre che una violazione dello spirito e delle lettere del Trattato di Non Proliferazione».
La Procura di Pordenone, come già accaduto a Roma e Brescia in merito a istanze analoghe, aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo. Una richiesta che i ricorrenti contestano fermamente, sollecitando il GIP a disporre nuovi accertamenti e persino l’interrogatorio del comandante della base statunitense, per fare luce su una questione che da decenni rappresenta un tabù nella politica di sicurezza italiana.
«Una ferita aperta nella coscienza democratica del Paese»
Per i promotori dell’opposizione, la base di Aviano rappresenta un nodo irrisolto della politica estera italiana. Secondo fonti internazionali e numerosi studi di settore, nell’aeroporto militare sarebbero custodite tra le 30 e le 50 bombe atomiche B61, pronte a essere caricate su velivoli in caso di conflitto. Si tratterebbe di un’eredità della Guerra Fredda che l’Italia continua a ospitare in silenzio, nonostante l’adesione al TNP e il ripetuto impegno per il disarmo.
«Chiediamo solo che venga fatta chiarezza – dichiarano i rappresentanti dei comitati presenti in aula – e che, se confermata, si proceda immediatamente alla rimozione di questi ordigni. Non possiamo continuare a fare finta di niente. La popolazione di Aviano e di tutto il Friuli Venezia Giulia ha diritto di sapere cosa viene custodito a pochi chilometri dalle proprie case».
La strategia delle opposizioni: creare un precedente
La scelta di agire per via giudiziaria non è casuale. Dopo anni di petizioni, dibattiti parlamentari e campagne di sensibilizzazione, i movimenti pacifisti hanno deciso di tentare la strada della magistratura per forzare la trasparenza del governo italiano e degli alleati statunitensi. L’archiviazione chiesta dalla Procura, se confermata dal GIP, rischierebbe di chiudere prematuramente ogni possibilità di approfondimento.
Ma l’opposizione punta a smuovere anche l’opinione pubblica. Il ritardo nella decisione, legato alla carenza di organico della cancelleria, è stato interpretato dai ricorrenti come un segno della difficoltà del sistema di affrontare apertamente il tema. «Il silenzio istituzionale – commenta uno dei legali – è assordante. Ma noi non ci fermeremo: il diritto alla vita e alla sicurezza dei cittadini viene prima di ogni ragion di Stato».
Cosa succede ora
Il GIP ha ora alcune settimane di tempo per decidere se accogliere l’opposizione e disporre nuove indagini, oppure confermare l’archiviazione. In quest’ultimo caso, i promotori non escludono di ricorrere al Tribunale del Riesame o di presentare esposti a livello europeo.
«Qualunque sia la decisione – concludono i portavoce dei sodalizi – questa iniziativa ha già avuto un merito: riportare sotto i riflettori la questione delle testate nucleari in Italia. Un tema che la politica finge di ignorare, ma che riguarda la vita di milioni di persone».
PeaceLink segue con attenzione l’evoluzione della vicenda e sostiene con convinzione l'iniziativa dei cittadini e delle associazioni pacifiste.
Allegati
Breve relazione sull’udienza del 15 giugno 2026 a Pordenone
Avv. Ugo Giannangeli556 Kb - Formato odt
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