Tra i libri più interessanti giunti in libreria nelle scorse settimane figura Il corpo e il sangue d'Italia - Otto inchieste da un paese sconosciuto. Due tarantini migrati a Roma, legati non solo esistenzialmente ma anche professionalmente alle sorti del capoluogo Jonico, aprono e chiudono il volume.
5 gennaio 2008 - Enzo Mansueto
Libreria Dickens e Associazione Culturale Il Granaio presentano
A conversare con gli autori: Osvaldo Capraro, scrittore e Roberto Nistri, storico. L'appuntamento è per Mercoledì 19 dicembre 2007, ore 18,00
Salone degli Specchi – Palazzo di Città Piazza Castello - TARANTO
17 dicembre 2007
Da far circolare, oltre la presumbile coltre di silenzio che cercherà di occultarlo.
Taranto è una città ferita a morte, in cancrena, ma la sua agonia ispira scrittori e cineasti, romanzieri e giornalisti, fotografi e saggisti... I Tarantini, come dire, «stanziali», si imbufaliscono alquanto nel leggere testi che «parlano male», secondo loro, della loro città.
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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