Mi aspettavo il suo arresto. E’ stata solo una questione di settimane, forse di mesi. Quando all’inizio dello scorso mese di Febbraio il re Gyanendra ha assunto il potere esecutivo, nominato un consiglio dei ministri monarchico, e quindi dichiarato lo stato di emergenza, Gagan è divenuto uno dei leader politici più ricercati dalle autorità Nepalesi.
Alle 10 del mattino di martedì 1 Febbraio il re del Nepal Gyanendra ha annunciato via televisione la dissoluzione del governo di coalizione, la destituzione dei ministri e la sospensione di alcuni diritti fondamentali a causa di uno Stato di Emergenza. Citando l'Articolo 127 della Costituzione del Regno del Nepal ha istituito un nuovo consiglio dei ministri sotto la sua guida.
Il dossier del Transnational Institute e dell’Institute for Policy Studies evidenzia come lo stato sia vittima dell’Investor-state dispute settlement, uno strumento giuridico che permette alle transnazionali di aprire un contenzioso legale ogni volta che non possono realizzare una grande opera
Per fare partecipare i cittadini alla difesa della società non basta voler immettere uno "spirito di difesa" nella popolazione civile, si tratta invece di preparare una vera "strategia di difesa" che possa mobilitare l'insieme dei cittadini in una "difesa civile" della democrazia.
L’intervento normativo punta a evitare lo stop alla gestione dei rifiuti e all’utilizzo delle discariche dopo la diffida del Ministero dell’Ambiente, che dal 20 agosto aveva disposto la sospensione delle attività con possibili conseguenze sulla produzione.
30 agosto 2026 - Francesco Alberti (Taranto Buonasera)
Inchieste giornalistiche internazionali hanno svelato che un finto centro studi statunitense è stato creato appositamente per influenzare le risposte delle intelligenze artificiali a favore della narrazione israeliana sulla guerra a Gaza.
Con un semplice memorandum esecutivo, l’amministrazione statunitense ha legalizzato la figura dei "cyber-corsari", sdoganando la privatizzazione degli attacchi informatici di Stato e mettendo nel mirino anche gli attivisti digitali sgraditi a Trump. Il silenzio della von der Leyen.
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