Bush lo ha voluto ed è legge. Il muro che divide l'America in due sarà ampliato a 1.226 km di cemento, metallo e torrette ipertecnologiche per una faraonica commessa da 9 miliardi di dollari a beneficio del complesso militare-industriale statunitense. Il confine tra Stati Uniti e Messico-violato la scorsa settimana dal Subcomandante Marcos-causerà ancora più lutti e tragedie. In appena un decennio i Vopos a guardia della frontiera statunitense hanno infatti ammazzato almeno 500 cittadini, mentre altri 4.000 sono morti di stenti. Perfino il presidente messicano uscente, Vicente Fox, definisce il muro "vergognoso".
«E' falso dire che la gente 'decide' col suo voto. Chi deciderà il nome del presidente è un piccolo gruppo mai votato da nessuno. Suprema corte, Tribunale elettorale e Ife non sono stati scelti da un processo elettorale»
L’intervista-testimonianza del Subcomandante Marcos alla “Commissione civile”: la Otra campaña, le elezioni, la solidarietà al Frente per la difesa della terra
Marcos comunica la lista dei caduti zapatisti negli scontri del 1994 e rivela casi di indigeni sequestrati, torturati e giustiziati dall'esercito mentre gli zapatisti fecero 27 morti e 40 feriti tra le truppe federali
I collegamenti con le trame eversive e i rapporti con l'Alleanza Atlantica nel contesto della Guerra Fredda. Il ruolo di Gelli quale mandante della strage di Bologna del 1980. La prova regina: il "Documento Bologna". Il supporto operativo di Federico Umberto D'Amato, uomo cerniera con la NATO.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Commissione parlamentare e dai tribunali, il vincolo massonico avrebbe rafforzato il sodalizio fra le due personalità. Il generale piduista dei carabinieri Giovanni Battista Palumbo riferì che Gelli disse: «Io sono amico di Giulio».
La nonviolenza è attivissima. Per supplire all'efficacia dei mezzi violenti moltiplica i mezzi nonviolenti. La nonviolenza è una lotta continua contro le situazioni circostanti. Contro imperialismo, tirannia, sfruttamento, invasione, il metodo della nonviolenza è di non collaborare al male.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
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