Hanno esibito simboli nazisti ma "hanno agito senza malizia". Cosa ci si può aspettare da soldati così? Riportiamo alla ribalta questo fatto del 2012 perché spiega molto bene il recente veto USA all'indagine della Corte Penale internazionale sui crimini di guerra in Afghanistan
Su un sito internet di un'azienda d'armi Usa compare una foto con una decina di marines in posa sotto la bandiera nazista. Le associazioni per i diritti umani denunciano che non si tratta di un episodio isolato ma di una pratica che coinvolge da anni i reparti dei tiratori scelti del corpo militare.
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
L'edizione 2025, realizzata con il contributo di oltre cento autrici e autori tra studiosi ed esperti nazionali e internazionali, è ora disponibile e se ne consiglia la lettura a quanti vogliono ragionare sui fatti, non sulle paure.
Ma la verità è difficile da trovare per la censura militare sull'informazione. Il presidente della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, Brendan Carr, ha lanciato una minaccia: "Perderanno la licenza le emittenti che distorcono le notizie".
Sabato 28 marzo un corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni. Il giorno prima, il concertone alla Città dell'altra economia a Roma. Oltre 700 sigle, migliaia di persone attese per dire no alla guerra, al riarmo e alle politiche autoritarie.
Il Parlamento europeo ferma le scansioni di massa di Chat Control in una votazione al cardiopalma. L'assemblea ha oggi bocciato il controllo automatizzato di foto e messaggi privati. Il segreto delle comunicazioni digitali torna in vigore.
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