Hanno esibito simboli nazisti ma "hanno agito senza malizia". Cosa ci si può aspettare da soldati così? Riportiamo alla ribalta questo fatto del 2012 perché spiega molto bene il recente veto USA all'indagine della Corte Penale internazionale sui crimini di guerra in Afghanistan
Su un sito internet di un'azienda d'armi Usa compare una foto con una decina di marines in posa sotto la bandiera nazista. Le associazioni per i diritti umani denunciano che non si tratta di un episodio isolato ma di una pratica che coinvolge da anni i reparti dei tiratori scelti del corpo militare.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
L’oggetto della riforma è la riscrittura del titolo IV della Costituzione all’unico scopo di restringere o abbattere le garanzie di indipendenza dell’esercizio della giurisdizione.
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